
Sulla «questione rom» interviene di nuovo l’ex sindaco Lucio Segnanini, il promotore dell’insediamento del Lavello. Dieci giorni fa, dopo l’uscita dirompente di Angelo Zubbani, affermò di stare dalla parte del primo cittadino «a patto che si verifichi con rigore il mancato rispetto delle regole», senza generalizzare. Le ultime dichiarazioni politiche provenienti sia dalla maggioranza che dall’opposizione, tuttavia, gli «impediscono di tacere», anzi: come al solito ci va giù duro. «Premesso – dice – che è il sindaco l’unico soggetto responsabile dell’ordine pubblico e della sanità dei cittadini, e che pertanto solo a lui competono le decisioni che tutti, indistintamente, poi devono rispettare, ritengo utile il confronto di opinioni, a patto, però, che queste non vengano espresse per sole questioni di presenzialismo e di bassa bottega. Lo scambio di idee e i suggerimenti, in condizioni “normali” dovrebbero aiutare il sindaco a superare i momenti di difficoltà, anche nei rapporti con i rom; ciò che invece preoccupa, in questa complessa vicenda, è la posizione di alcune forze politiche, che straparlano in nome e per conto della cittadinanza. Rifondazione, ad esempio, per voce di Massimo Menconi sostiene che “i carraresi non vogliono i rom” e quindi si deve dare una risposta a questo desiderio “recuperando i valori di tolleranza”. Ora – aggiunge Segnanini – io mi domando: ma i carraresi forse “gradiscono” il passaggio inquinante di mille camion al giorno che, senza adeguati interventi di protezione, scendono dalle cave disperdendo nell’aria polveri dannose per la salute? E se non li gradiscono, che risposta dà Rifondazione? I Socialisti, invece, sostengono che sia necessario il coinvolgimento del prefetto e della Provincia “per comprendere anche le esigenze dei cittadini, spesso vittime di comportamenti ai margini della legalità”. Forse per i Socialisti, mi chiedo ancora, è “normale” essere fuori dai margini della legalità, così come avviene, per citare nuovamente il caso delle polveri, con il continuo superamento dei limiti fissati dalla legge per il pm10? L’“azzurro Meacci”, infine, afferma che “è già difficile pensare ai carraresi”, pertanto non si capisce “perché ci si debba far carico anche di chi viene da fuori”. Mi verrebbe da dire: “carrarini, se ci siete battete un colpo”, però mi limito a chiedere all’opposizione “azzurra” se dopo 30 anni di permanenza stabile nel nostro territorio si possa ancora essere considerati “gente che viene da fuori”…».Qual è, dunque, la soluzione del problema, secondo il «picconatore» Segnanini? «A mio modesto parere – conclude – si dovrebbe fare ora quello che doveva essere fatto 8 anni fa, dopo la costruzione delle case: servirebbe un regolamento firmato tra l’amministrazione e i rappresentanti dei rom, da far rispettare rigorosamente in tutte le sue forme. Io non ne ho avuto tempo, ma quelli che sono venuti dopo di me hanno avuto quasi 10 anni per pensarci. Le misure drastiche sono sempre pericolose…».L’articolo è stato pubblicato da La Nazione il 27 novembre, in Cronaca Carrara, pag. XI: