Le dimissioni di Mariella Zoppi dalla Presidenza dell’Accademia, e soprattutto le motivazioni che le hanno originate, devono indurre a nostro avviso tutta la città ad una attenta considerazione della politica fin qui attuata e soprattutto delle prospettive di questo importantissimo istituto didattico e culturale.L’Accademia di Belle Arti nasce a Carrara dal marmo e per il marmo. Fin dalla seconda metà del ‘700 infatti, quando fu fondata ad opera di Maria Teresa Cybo, lo scopo dichiarato della sua esistenza è stato quello di promuovere lo sviluppo delle arti sostenendo nel contempo l’industria e il commercio del marmo, e non ci sembra per nulla condivisibile abbandonare tale prospettiva oggi.Non possiamo dimenticare che le dimissioni della Zoppi sono riconducibili prima di tutto alla difficoltà di portare a compimento alcuni progetti tra i quali quello di realizzare la gipsoteca, di cui si parla da decenni e che ancora non ha visto la luce anche e soprattutto per colpa dell’amministrazione comunale, che pure ha ricevuto finanziamenti per parecchi milioni di euro al fine di ristrutturare un edificio che doveva servire proprio ad ospitare la gipsoteca.Sappiamo molto bene che viviamo in tempi di crisi e che non ci sono soldi. Ma è proprio nei momenti difficili che occorre compiere scelte chiare e individuare con altrettanta chiarezza le priorità. E in questo caso la nostra specificità storica e culturale non può che indicare chiaramente la direzione di una diversa allocazione delle risorse, che si basi con grande evidenza sulla centralità della scultura.E’ dunque nostra precisa convinzione che Carrara debba trovare il modo di valorizzare i suoi gioielli e soprattutto debba tornare a puntare sulla scultura.Pur comprendendo la opportuna e per certi versi lodevole diversificazione dell’offerta formativa attuata in questi anni riteniamo però che tutto ciò che non è scultura possa costituire per Carrara solo un utile complemento.Ma nell’immediato futuro occorre senza dubbio considerare prioritari l’attivazione del biennio specialistico e del master di scultura, potendo profittare tra l’altro della splendida “location” della Padula, dove potrebbe sorgere un campus universitario capace di attrarre studenti da tutta Europa e di promuovere nel mondo l’immagine di Carrara come città del marmo e della scultura, rimanendo così fedeli ad una tradizione storica che ha illustrato nell’intero globo il nome della nostra città.