Oggi, in questa ricorrenza, consiglio a tutti di leggere l'articolo di Cristina Lorenzi su La Nazione.Leggendolo sono trasalito...mi dava la sensazione che lo stessi scrivendo io, da tanto che lo cndivido.
"Feste,premi,mimose e salotti.Oggi è la festa delle donne, di tutte le donne.Di quelle che si affannano fra un parrucchiere e l’estetista, di quelle che festeggeranno alla Canniccia deliziate dalle forme di Rocco Siffredi, di quelle che si riuniranno con le amiche per una pizza.Ma anche di quelle che fra qualche giorno cominceranno a fare i conti con la fine del mese: bollette rette scolastiche,pulmini per i bimbi che vanno a scuola, che crescono e che hanno sempre bisogno di qualcosa.Ma chi va stasera a festeggiare?Oggi è la festa delle donne,, ma di quelle che tirano avanti, che fanno le scale,le notti in ospedale, che devono lavorare davvero.Di quelle che quando le compagne di scuola erano alla ricerca del marito ricco,hanno preferito laurearsi puntando su di sé.Delle madri coraggio che allevano da soli figli e che combattono ogni giorno con problemi sempre nuovi.Delle giovani ragazze madri che rinunciano a tutto,persino all’uomo che credevano di avere,per un dovere-diritto di maternità.Oggi dovremo ricordarci di loro,di chi dopo una giornata di lavoro va a casa e deve pensare a mettere a tavola una famiglia,sia che siano professioniste,medici,avvocati,operaie.Di chi fa i salti mortali per far quadrare bilanci sempre meno quadrati.Ma al centro delle feste,spesso autoreferenziali,la mimosa oggi sarà per le frequentatrici dei salotti,le presidenti di…le mogli di…Che per aver fatto la voce più grossa o aver avuto più occasioni di notorietà sono loro oggi al centro dei riflettori.E dietro un mondo di luci e feste rimane chi soffre in silenzio,chi non ha una casa,chi non sa dove sbattere la testa.Di loro chi si occuperà? Continueranno la loro lotta quotidiana e silenziosa.Senza premi.E le altre intanto festeggeranno.Una festa che deve essere ripensata,ricondotta al suo ruolo originario,nata per quelle lavoratrici uccise nella fabbrica di New York, spesso dimenticate in nome di pizze,spogliarelli e mimose, ma che sicuramente ora dovrebbero essere ricordate da chi davvero si batte per sopravvivere e per dare un’esistenza dignitosa da quelle creature che hanno messo al mondo.E che stasera saranno troppo stanche per fare feste e party.A tutte loro va l’augurio dell’8 marzo. Di quello vero.Cristina Lorenzi"