I fascisti c'erano all'incoronazione del Cavaliere, gli squadristi eterni e i reduci di Salò, ma chi conosce l'Italia prefascista ha ritrovato la piccola borghesia padronale e ambiziosa che rotea gli occhi e gonfia le gote quando canta la strofa dell'inno nazionale 'che schiava di Roma Iddio la creò' sciaguratamente adottato dai costituenti democratici. L'Italia (ma potremmo dire l'Europa sciovinista e 'über alles') che pensavamo, speravamo di esserci lasciata alle spalle dopo il massacro dell'ultima guerra mondiale. E invece eccoli lì come usciti da una vecchia fotografia del 'secolo breve', felici e trionfanti attorno al nuovo ducetto: come un mazzo di fiori, con le camicette bianche sull'impetuoso seno, le donne- ministro, la Carfagna e la Meloni, le gallinelle del padrone, a memoria di privilegi maschili antichi. Poi, come in una foto scolastica, tutti i nuovi gerarchi e gerarchetti, la faccina protesa verso il capo. E ancora. Grazie alla televisione che tutto vede, i giovani entusiasti, uomini e donne, finalmente anche per loro nati e cresciuti nella grigia democrazia un capo, un superuomo, un duce. Ecco la ragione per cui questi sono a nostro parere i giorni peggiori della nostra vita, quelli per cui possiamo mestamente pensare di averla vissuta invano. Questo ineluttabile slittamento verso il passato, questa terribile delusione: il tempo passa, i troni e le dominazioni cadono, i ladri e i malvagi muoiono come tutti, ma la retorica e la mediocrità piccolo borghese restano e rinascono. Il ritorno dilagante delle retoriche, delle menzogne sta oscurando il cielo. Più di tutte insopportabile e affliggente la retorica del 'popolo della libertà', un nome impudicamente rivendicato dalla nuova razza padrona. Diciamo impudicamente perché se c'è un paese al mondo dove la libertà è un bene raro e misterioso, un regalo talmente prezioso che a volte facendone uso ci sembra di sfiorare l'eresia, è il nostro. Sentimmo il desiderio di libertà negli anni della dittatura morente e poi ne parlammo molto, concitatamente, nei giorni della guerra di liberazione. Noi liberalsocialisti eravamo per la libertà totale, pura e ingenua, i vecchi combattenti comunisti ci mettevano in guardia: libertà, sì, ma che sia anche libertà dal bisogno. E i costituenti non poterono ignorarlo (ecco ciò che il Cavaliere definisce influenze bolsceviche), fondarono la Repubblica sulla libertà e anche sul lavoro. Poi per oltre mezzo secolo abbiamo cercato di capire, di sopravvivere, di avanzare nella giungla degli appetiti umani dominanti, nella lotta continua, quotidiana per affrontare il disonesto e il corruttore, e, in primis, di riconoscerlo dietro le menzogne e le propagande. Di nuovo, ancora convinti dalle esperienze quotidiane che la libertà è una distinzione umana ma non gratuita, non regalata ma conquistata e conservata con quotidiana fatica, con quotidiano impegno personale, al di fuori delle belle parole che applicate a una realtà indecente, indecenti appaiono. C'è da chiedersi come 'l'animale politico' Mussolini, uomo non sprovvisto d'intelligenza politica, abbia potuto pensare di cambiare gli italiani con il profluvio di retorica nazionalista, ma evidentemente questo tipo di errore è inevitabile, se oggi l'abile affarista che ci ritroviamo a capo del governo crede di sostituire la patria e l'impero con la libertà, anzi, le libertà, perché lui è abituato a far le cose in grande, e a presentarle come in un supermercato. GIORGIO BOCCA L’ESPRESSO.
Ai nostri amici, compagni e simpatizzanti, ai cittadini tutti !La FIAP anche quest’anno diserterà le commemorazioni ufficiali, divenute sempre più un esercizio di retorica a favore di una paccottiglia istituzionale che ha definitivamente tradito le aspettative di chi ha combattuto per una società basata sulla Giustizia e sulla Libertà, oltre che sulla solidarietà.La festa della Liberazione tornerà ad essere tale solo a vittoria ottenuta contro l’invadenza e la corruttela dei partiti politici che si sono spartiti il potere negli ultimi 65 anni.Invitiamo pertanto i cittadini ad organizzarsi per iniziare questa nuova lotta di liberazione che deve vederci impegnati contro la prepotenza, l’arbitrio, la corruttela e la illegalità. F.I.A.P.Federazione Italiana Associazioni Partigiane . La presidenza.
Oggi gran prova della sinistra , dopo la sconfitta elettorale. Sarà interessante vedere il suo New Deal. Torneranno nelle piazze tanto rosso e tante falci e martello, o prevarrà la bandiera multicolore arcobaleno o quella italiana del PD ? Nelle orazioni ufficiali ci sarà voglia di rivalsa e di ripartire con temi nuovi o prevarrà , da parte della sinistra massimalista la ricerca dei colpevoli del disastro? O, peggio, a fronte della faccia tosta del P.D. che si spaccia comunque per vincitore, ci saranno i primi tafferugli di piazza?
Oggi decine di milioni di italiaaaaani parteciperanno al V-day indetto dall'onestissimo pregiudicato ( condannato per omicidio colposo) Beppe Grillo. Saranno raccolte firme su 3 quesiti referendari. Concordando sul merito andrei a firmare , ma..ci sono dei ma..
Questa raccolta di firme non è legale!
Non è rispettato l' Art. 28. della Legge 25 Maggio 1970, n. 352 che recita: Salvo il disposto dell'articolo 31, il deposito presso la cancelleria della corte di cassazione di tutti i fogli contenenti le firme e dei certificati elettorali dei sottoscrittori deve essere effettuato entro tre mesi dalla data del timbro apposto sui fogli medesimi a norma dell'articolo 7, ultimo comma. (data vidimazione moduli del Vday: 18 aprile 2008) L' Art. 31. richiamato recita:Non può essere depositata richiesta di referendum nell'anno anteriore alla scadenza di una delle due camere e nei sei mesi successivi alla data di convocazione dei comizi elettorali per l'elezione di una delle due camere medesime.
Quindi questa raccolta non avrà sicuramente esito positivo!
Per essere in regola il deposito delle firme in Cassazione non può avvenire prima del 9 settembre (6 mesi dall'indizione dei comizi elettorali) e comunque non oltre il 30 settembre dato che l'Art. 32. primo comma recita: Salvo disposto dell'articolo precedente, le richieste di referendum devono essere depositate in ciascun anno dal 1º gennaio al 30 settembre. La legge è probabilmente scritta da mano limitante la partecipazione popolare , ma è LEGGE VIGENTEGrillo ha uno staff di legali di primissimo livello, sarà certamente a conoscienza della totale illegalità di questa raccolta firme , perchè ha forzato la mano? forse perchè oggi è il 25 Aprile? forse perchè quel che rappresenta il 25 Aprile è l obiettivo vero della manifestazione? forse perchè la distruzione della coscienza collettiva democratica passa anche attraverso la rimozione dell originale significato delle date simbolo?Non che esalti le parate di regime , la retorica di chi quotidianamente vomita grasso potere sulla costituzione ma..ma il prossimo anno sarà l'anniversario della Liberazione dal Fascismo o il primo anniversario della piu grande manifestazione ovina dai tempi di Goebbels?
A.Maggiani