C´è una sentenza del Tribunale Militare di Bologna che depone a favore dei partigiani della "Ulivi " relativamente al loro attacco del 17 Agosto `44 a Bardine di San Terenzo contro le SS del tenente Alberth Fischer all´epoca acquartierate nel castello Malaspina di Fosdinovo. Una sentenza vecchia di 58 anni; poco o nulla conosciuta come del resto,volutamente, lo sono sempre state le stragi che hanno insanguinato i paesi della Lunigiana in quel devastante periodo bellico.Scritta nel 1951 durante il processo al maggiore Walter Reder,al suo interno contiene infatti un passo che così recita: " Non vi è comandante militare,e fra questi anche il Reder, che possa ritenere legittima l´uccisione di civili estranei ai fatti, circostanza questa ben nota all´imputato, a seguito di un´aperto combattimento durato alcune ore,quale quello impegnato tra le SS di Fischer ed i partigiani."- Un combattimento, devo precisare, avvenuto su pressante richiesta di alcuni abitanti di Bardine nei confronti degli uomini del "Memo" affinchè facessero cessare le quotidiane razzie di bestiame,viveri ed, aggiungo io, di giovani donne che le SS del "Reparto Genieri" di stanza a Fosdinovo, commettevano a danno della popolazione. - Autentiche rapine poste in atto a mitra spianato e sotto minaccia di far saltare il paese e metterlo a fuoco e fiamme; furti aggravati e continuati che non risparmiavano nè i più abbienti ,nè le autorità politiche locali ; emblematici i casi del dottor Cesare Coluccini medico di San Terenzo al quale venne sottratta l´indispensabile auto e del segretario del Fascio locale che dovette consegnare le proprie pecore a quei criminali con la svastica,per non far uccidere alcuni abitanti del paese.- Una situazione insostenibile per la nostra gente,costretta ormai alla fame e non più in grado di soddisfare le illegali pretese dei nazisti. E´ in questo contesto,in un´Italia portata allo sfacelo dalla guerra voluta da Mussolini,con un Re che all´indomani dell´otto settembre `43,non aveva trovato di meglio che battersela lasciando il popolo indifeso in balia d´eserciti stranieri armati sino ai denti,che scatta da parte di alcuni abitanti di Bardine la richiesta di aiuto rivolta ai partigiani della " Ulivi"; quest´ultimi, nell´assoluto deserto di istituzioni rappresentative dello Stato, considerati infatti da un cospicuo strato della popolazione come i "Robin Hood" del momento.- Chi avrebbe mai potuto immaginare che l´opporsi alla ruberia dei tre maiali,delle cinque pecore e delle due mucche che rappresentavano il bottino ,la mattina del 17 agosto ´44 a Bardine dei soldati del tenente Fischer , avrebbe comportato l´uccisione violenta di 180 persone inermi? Nessuno avrebbe mai potuto lontanamente concepire che il tentativo di farsi sottrarre quei pochi animali, che rappresentavano comunque la mera sopravvivenza per i legittimi proprietari e le relative famiglie, si sarebbe concretizzato in raccapriccianti torture,seguite dall´uccisione, per i 53 sventurati ostaggi della Versilia, inoltre che avrebbe comportato l´incendio di fattorie e d´interi caseggiati all´interno della borgata, e lo stupro di ragazze e giovani donne dai 14 ai 29 anni d´età presso la fattoria di Valla nella campagna di San Terenzo; violenze sessuali seguite poi dal massacro d´oltre cento civili innocenti ; in maggioranza donne e bambini. Questi crimini avevano ed hanno dei precisi responsabili: le SS del " 16° Battaglione Aufklarung Abteilung",i sanguinari soldati del "Reparto Esplorante" del maggiore Walter Reder. Una politica subdola, nel dopoguerra, ha permesso di fatto l´impunità a questi assassini che indisturbati hanno potuto far ritorno alle proprie case a continuare la propria esistenza incuranti dei massacri commessi in Italia,nei paesi attraversati dalla Linea Gotica. Fino a pochissimi anni fa, nessuno li ha mai cercati o neppure pensato di cercarli. E nel contempo, non è stato mai fatto nulla per impedire che il dolore e la disconoscenza dei superstiti e dei familiari delle vittime di San Terenzo si trasformassero in indelebile astio contro i partigiani; quest´ultimi ,a mio avviso, vittime anch´essi degli eventi tragici la cui responsabilità primigenia è di ben altri personaggi.- . Sono il primo a scrivere che la casacca di partigiano non aveva il potere di cambiare la persona che l´indossava; se quest´ultima era un ladro,tale infatti rimaneva, ma sono anche il primo a scrivere che questi giovani di allora sono stati usati.,a loro insaputa, senza scrupoli. All´indomani della liberazione di Roma,infatti il maresciallo Alexander chiese loro con un famoso proclama d´attaccare i soldati del Reich con ogni mezzo e per ogni dove: "più perdite e danni riuscirete ad infliggergli-questo il succo dell´appello- e prima riusciremo a liberare il vostro Paese." Ma qualche mese dopo,nel novembre `44, un secco dietrofront:"fermate gli attacchi,rientrate alle vostre basi e rimanete in armi a disposizione in attesa di altre decisioni". Una situazione paradossale dove, questi giovani di vent `anni,tirati per la giacca da una parte e dall´altra e costretti loro stessi a vivere alla macchia come lupi braccati,non potevano di certo non fare errori nè tantomeno compiere miracoli. Tutte queste divisioni,che si trascinano dal dopoguerra e che riaffiorano a seconda dei mutamenti politici nazionali ,hanno permesso l´impunità per ben 64 anni ai veri responsabili del massacro della nostra popolazione civile:agli uccisori dei nostri nonni,delle nostre madri,dei nostri fratelli. Fra pochi giorni,esattamente mercoledì prossimo 13 gennaio, nella Capitale, il procuratore Antonino Intelisano,lo stesso che nel 1994 fece estradare dall´Argentina il capitano Priebke ,porterà in giudizio 11 SS ex appartenenti al battaglione della morte di Walter Reder. Saranno alla sbarra per le stragi di San Terenzo Monti e di Vinca. A rappresentare le famiglie delle vittime di queste due borgate, nella loro sacrosanta ricerca di verità e giustizia, due legali di notevole spessore e preparazione:l´avvocato Franco Perfetti di Massa ed il collega di La Spezia Enrico Conti. Nomi noti e di grosso calibro nel mondo della giurisprudenza. Ma occorre che questi due pur bravi professionisti ,siano in ogni modo sostenuti dall´opinione pubblica ,quella che crede nella democrazia e nella giustizia; ed è fondamentale che i colleghi della stampa diano loro voce,intervistandoli e riportando assiduamente la cronaca del processo ormai imminente.-Perchè,attenzione, quella che sta per essere discussa entro le mura del Tribunale Militare di Roma,non è una semplice causa risarcitoria come qualcuno superficialmente vorrebbe far credere;rappresenta invece una innovativa e poderosa battaglia legale che ha per obiettivo il rispetto di basilari pricipi^ di diritto internazionale a difesa di tutta l´umanità.p.IL PRESIDENTE COMITATO VITTIME CIVILI di San Terenzo Monti. ROBERTO OLIGERI.
