Carrara, 21 novembre 2008 - "Usò impropriamente l’auto blu del Comune". La Corte dei Conti ha depositato la sentenza del procedimento a carico del segretario generale Lino Buselli, condannandolo a risarcire la somma di 5 mila euro per il reato di danno all’immagine del Comune, causato dagli articoli apparsi sui quotidiani e 500 euro per i danni diretti (il viaggio e le relative spese per l’autista, la benzina, l’autostrada e le ferie non godute).Durante il processo il procuratore Nicola Bontempo, che aveva chiesto anche una condanna a 1000 euro per il danno erariale, ha paragonato il caso del nostro dirigente a quello di Elisabetta Gregoraci e Salvo Sottile, scatenando il putiferio in aula, tanto che il legale Domenico Iaria, difensore di Buselli, aveva chiesto la cancellazione immediata della frase dal verbale, perché risultava essere troppo offensiva nei confronti del segretario comunale. L’avvocato Iaria, da subito, si dichiarò contrario anche all’imputazione riguardante il danno all’immagine.Lino Buselli ha dichiarato "di non essere stato messo ancora a conoscienza dell’esito del processo" e poi ha aggiunto: "Me lo aspettavo visto l’andamento delle udienze. Nei prossimi giorni con i miei legali leggerò, studierò e valuterò bene le motivazioni della mia condanna e poi agirò di conseguenza. Non credo di meritarmi la pena".La vicenda - lo ricordiamo - risale al 2005, quando tre dirigenti comunali andarono a Firenze con l’auto blu davanti al procuratore Nicola Bontempo per essere ascoltati in merito ad un procedimento della Corte dei Conti, relativo ad un esproprio che si era concluso con l’assoluzione degli interessati. Al ritorno in città si erano visti fermare dalla Guardia di Finanza al casello autostradale.E così scattò la segnalazione alla Corte dei Conti per uso improprio dell’auto di rappresentanza del Comune. Da qui l’apertura dell’inchiesta di Bontempo e la condanna finale per reato di danno all’immagine di palazzo.Eleonora Prayer La Nazione.
