Ad oggi ogni caso di influenza suina rimbalza sui telegiornali e ...costantemente si nota che il paziente è ricoverato in terapia intensiva e vengono adottate misure profilattiche nei confronti delle persone con le quali è stato in contatto.Ciò premesso...in caso di pandemia mi risulta che l'Ospedale di Carrara abbia una struttura di terapia intensiva limitata ad una ventina di posti, tutti costantemente già occupati e....che non sia possibile fare fronte a grandi interventi numerici nei confronti della cittadinanza...viste le lunghe liste di attesa per ogni tipo di prestazione od accertamento diagnostico o somministrazione di profilassi. Quindi che fare???Trasformare la Marmo Macchine in un grande Ospedale da campo, simile a quello del Dott. Ziwago???Pagare i medici privati per le prestazioni o , come nel caso del predetto Dott. Zivago precettarli con la spada?
Nella foto Operai del Cantiere e della Eaton una solidarietà che si è già persa per strada....




Innanzitutto perchè con la crisi dilagante è il momento più opportuno per il padronato di fare altri morti. Più essi sono più genenerano rassegnazione ( i fatti sono sotto gli occhi di tutti a Massa-Carrara, nonostante licenziamenti e cassa non c'è rivolta sociale). Lo si è visto chiaramente con Eaton...la solidarietà di classe non è saltata fuori, figuriamoci quella di commercianti, dipendenti del pubblico impiego etc...Alle manifestazioni c'erano più politici di mestiere che operai. I Comunicati e gli appelli di questa casta non si sono sprecati ma sono mancati fatti concreti, che ad alcuni paiono frutto di impotenza e ad altri di malafede. Poi i cantieri chiuderanno perchè come ha già detto Marini ex segretario della Camera del Lavoro , la decisione è già stata presa, soprattutto quella sulle aree. Qualcuno ricorderà la vicenda del Water front e dell'ingresso unico a Levante. Chiuderanno poi perchè Sindacato e partiti della sinistra estrema, al di la delle parole, sono in giunta a Massa e a Carrara sostenendo sindaci che nulla hanno a che vedere con la sinistra, quanto piuttosto con gli affari ( restando a Carrara ricorderete Water front, Modifica regolamento agri marmiferi, raddoppio di omya e tante amenità che la sinistra ha sostenuto a cuor leggero). Questi Sindaci con il pieno appoggio della sinistra estrema, hanno già pianificato il progetto e si apprestano alle grandi manovre sul litorale apuano, dove le speculazioni immobiliari sono pressochè compiute. Più che tenere in ostaggio la nave sarebbe più opportuno chiedere chiarezza a tanti personaggi del centro-sinistra apuano , registrando a futura memoria le risposte a precise domande a loro rivolte. Ma tra le segreterie circolano tanti mariuoli che si ammantano di una buona fede sibillina e apparentemente presentabile col loro grado di quoziente intellettivo : gente che di giorno agita le archeologie politiche delle falci e martello e di sera, all'improvviso cresce di quoziente intellettivo (ne hanno uno per il popolo e uno per i loro interessi) e va alle cene che contano, garantendosi un tozzo di pane per se e per pochi altri compagni. Operai aprite gli occhi. Se i vostri sindacalisti o i vostri rappresentanti politici non hanno il coraggio, cominciate da soli a porre queste semplici domande!
| 24 Settembre 2009
Un’altra manifestazione della volgare inintelligenza circa le cose della politica è la petulante richiesta che si fa della «onestà» nella vita politica. L’ideale che canta nell’anima di tutti gli imbecilli e prende forma nelle non cantate prose delle loro invettive e declamazioni e utopie, è quello di una sorta di areopago, composto di onest’uomini, ai quali dovrebbero affidarsi gli affari del proprio paese. Entrerebbero in quel consesso chimici, fisici, poeti, matematici, medici, padri di famiglia, e via dicendo, che avrebbero tutti per fondamentali requisiti la bontà delle intenzioni e il personale disinteresse, e, insieme con ciò, la conoscenza e l’abilità in qualche ramo dell’attività umana, che non sia peraltro la politica propriamente detta: questa invece dovrebbe, nel suo senso buono, essere la risultante di un incrocio tra l’onestà e la competenza, come si dice, tecnica. Quale sorta di politica farebbe codesta accolta di onesti uomini tecnici, per fortuna non ci è dato sperimentare, perché non mai la storia ha attuato quell’ideale e nessuna voglia mostra di attuarlo. Tutt’al più, qualche volta, episodicamente, ha per breve tempo fatto salire al potere in quissimile di quelle elette compagnie, o ha messo a capo degli Stati uomini e da tutti amati e venerati per la loro probità e candidezza e ingegno scientifico e dottrina; ma subito poi li ha rovesciati, aggiungendo alle loro alte qualifiche quella, non so se del pari alta, d’inettitudine. E' strano (cioè, non è strano, quando si tengano presenti le spiegazioni psicologiche offerte di sopra) che laddove nessuno, quando si tratti di curare i propri malanni o sottoporsi a una operazione chirurgica, chiede un onest’uomo, e neppure un onest’uomo filosofo o scienziato, ma tutti chiedono e cercano e si procurano medici e chirurgi, onesti o disonesti che siano, purché abili in medicina e chirurgia, forniti di occhio clinico e di abilità operatorie, nelle cose della politica si chiedano, invece, non uomini politici, ma onest’uomini, forniti tutt’al più di attitudini d’altra natura. «Ma che cosa è, dunque, l’onestà politica» - si domanderà. L’onestà politica non è altro che la capacità politica: come l’onestà del medico e del chirurgo è la sua capacità di medico e di chirurgo, che non rovina e assassina la gente con la propria insipienza condita di buone intenzioni e di svariate e teoriche conoscenze. «È questo soltanto? E non dovrà essere egli uomo, per ogni rispetto, incensurabile e stimabile? E la politica potrà essere esercitata da uomini in altri riguardi poco pregevoli?». Obiezione volgare, di quel tale volgo, descritto di sopra. Perché è evidente che le pecche che possa eventualmente avere un uomo fornito di capacità e genio politico, se concernono altre sfere di attività, lo tenderanno in proprio in quelle sfere, ma non già nella politica. Colà lo condanneremo scienziato ignorante, uomo vizioso, cattivo marito, cattivo padre, e simili; a modo stesso che censuriamo, in un poeta giocatore e dissoluto e adultero, il giocatore, il dissoluto e l’adultero, ma non la sua poesia, che è la parte pura della sua anima, e quella in cui di volta in volta si redime Si narra del Fox dedito alla crapula e alle dissolutezze, che, poi che fu venuto in fama e grandezza di oratore parlamentare e di capopartito, tentò di mettere regola nella sua vita privata, di diventar morigerato, di astenersi dal frequentare cattivi luoghi; ed ecco che sentì illanguidirsi la vena, infiacchirsi l’energia lottatrice, e non ritrovò quelle forze se non quando tornò alle sue consuetudini.Che cosa farci? Deplorare, tutt’al più, una così infelice costituzione fisiologica e psicologica, che per operare aveva bisogno di quegli eccitanti o di quegli sfoghi; ma con questo non si è detto nulla contro l’opera politica che il Fox compiè, e, se egli giovò al suo paese, l’Inghilterra ben gli fece largo nella politica, quantunque i padri di famiglia con pari prudenza gli avrebbero dovuto negare le loro figliuole in ispose. «Ma no (si continuerà obiettando), noi non ci diamo pensiero solo di ciò, ossia della vita privata; ma di quella disonestà privata che corrompe la stessa opera politica, e fa che un uomo politicamente abile tradisca il suo partito o la sua patria; e per questo richiediamo che egli sia anche privatamente ossia integralmente onesto» - Senonché non si riflette che un uomo dotato di genio o capacità politica si lascia corrompere in ogni altra cosa, ma non in quella, perché in quella è la sua passione, il suo amore, la sua gloria, il fine sostanziale della sua vita. Allo stesso modo che il poeta, per vizioso e dissoluto che sia, se è poeta, transigerà su tutto ma non sulla poesia, e non si acconcerà a scrivere brutti versi. Il Mirabeau prendeva bensì danaro dalla corte, ma, servendosi del danaro per i suoi bisogni particolari, si serviva della corte, e insieme dell’Assemblea nazionale, per cercare di attuare in Francia la sua idea di una monarchia costituzionale di tipo inglese, di uno Stato non assolutistico e non demagogico. Vero è che questa disarmonia tra vita propriamente politica e la restante vita pratica non può spingersi tropp’oltre, perché, se non altro, la cattiva reputazione, prodotta dalla seconda, rioperando sulla prima, le frappone poi ostacoli, come il Mirabeau, sospirando, confessava, o l’ipocrisia morale degli avversari può valersene da un’arma avvelenata, come nel caso del Parnell. Ma questo è un altro discorso. «E se, nonostante l’impulso del suo genio, nonostante l’amore per la propria arte, soggiacerà ai suoi cattivi istinti e farà cattiva politica?».Allora, il presente discorso è finito, perché siamo rientrati nel caso in cui la disonestà coincide con la cattiva politica, con l’incapacità politica, da qualunque lontano motivo sia prodotta, virtuoso o vizioso, e in qualunque forma si presenti, cioè come incapacità abitudinaria e connaturata, o incapacità intermittente e accidentale. Può, altresì, il poeta geniale, talvolta, per compiacenza o a prezzo, comporre versi senza ispirazione e adulatori; senonché, in quel caso non è più poeta. Benedetto Croce.
AFGHANISTAN - FERRERO (PRC) AD EVANGELISTI (IDV) : "MOZIONE IDV NON CHIEDE AFFATTO RITIRO TRUPPE, MA E' CAPOLAVORO DI IPOCRISIA.
"Il capogruppo dell'Idv Fabio Evangelisti parla di una mozione, la propria, che forse non ha letto, pur avendola presentata, visto che la mozione depositata alla Camera dei Deputati dall'Idv non chiede - e in nessuna delle sue tanti parti - il ritiro delle truppe italiane dall'Afghanistan. la mozione del movimento di Di Pietro, che non esige- ribadisco - in nessun rigo e da nessuna parte - il ritiro delle truppe italiane, si limita a chiedere al governo di non prorogare i termini, anzi, a predisporre il rientro nel più breve tempo possibile degli uomini inviati come rinforzo per garantire lo svolgimento delle elezioni presidenziali dell'agosto 2009.Si tratta, dunque, in buona sostanza, della stessa, identica, posizione espressa dal ministro La Russa che ha già annunciato l'immediato rientro di quelle poche centinaia di soldati inviati in forma aggiuntiva per garantire la sicurezza dei seggi (ma non certo per impedire i brogli!).Infine, segnalo che la prosa usata da Envagelisti e dai suoi colleghi nella premessa della mozione stessa è un vero capolavoro d'ipocrisia - precisa ancora il segretario del Prc - in quanto si limita a chiedere al Governo di <riferire in Parlamento se e come sia cambiata la situazione in Afghanistan> e - ciliegina sulla torta - di <porre, senza indugi, nelle sedi internazionali, l'esigenza di un riesame(sic!) e di una modifica dei tempi e della strategia d'intervento di ristabilimento della pace e della democrazia in Afghanistan>. Del ritiro delle truppe, dunque, non c'è neanche l'ombra!Al massimo la mozione si spinge a chiedere di <verificare le reali condizioni in cui il nostro contingente si trova ad operare> in considerazione che è in corso <una guerra civile tra diverse fazioni e conseguentemente valutare anche una autonoma strategia di uscita dall'Afghanistan>. Insomma, siamo semplicemente a "valutare" se esistono le condizioni, invece che ad "impegnare" il governo ad uscire dalla guerra. Forse, l'Idv, Evangelisti e Di Pietro prediligono e vogliono bersi quelle che, a noi di Rifondazione comunista, si chiamano in un sol modo: bugie."Non a caso - prosegue Nicotra - è Di Pietro, oggi nella sua intervista a Liberazione ad annunciare che l'Idv voterà a favore del decreto che proroga e rifinanzia la missione. Di Pietro rischia di essere come Bossi : a parole per il ritiro, nei fatti per mantenere le truppe. Per questo l'appello di Ferrero all'Idv, affinché presenti una vera mozione per il ritiro, è assolutamente pertinente."

Ma dove si è mai visto al mondo che un Comune fa un ordinanza contro una sua municipalizzata e ordina di rimuovere macchine che, fino a prova contraria, sono di sua proprietà, almeno indiretta?A Carrara questo è possibile, ed è possibile che lo stesso Assessore che ha redatto il piano della sosta si metta a far guerra contro l’azienda che lui stesso ha incaricato di gestirlo e ovviamente, viceversa.La Progetto Carrara è ogni giorno di più la rappresentazione di un reale e completo fallimento di politica amministrativa che il partito democratico ha voluto mettere in piedi e che oggi gli si è rivoltata contro.Noi lo abbiamo sempre detto, fin dal primo giorno, quei famosi tre parcheggi della Progetto Carrara sono illegittimi perché a sancirlo non è una norma morale ma un articolo del codice della strada che predispone la riserva di posti auto solo a forze dell’ordine, vigili del fuoco e funzionari di polizia. Neppure il capo dello stato può riservarsi un posto auto sul ciglio stradale, al massimo lo possono fare direttamente le sue guardie del corpo essendo in realtà carabinieri in servizio al Quirinale.Ma ora che i litigi fra Assessore e Progetto Carrara sembrano essersi rientrati chi pagherà il carrozziere che ha provveduto alla rimozione delle tre auto parcheggiate nonostante vi fosse il divieto di parcheggio? Ovviamente noi poveri cittadini che non possiamo altro che ridere amaramente di queste vicende da dir poco ridicole ma pur sempre costose.Il fatto è che a quanto pare e per quanto si mormora in Comune, la Progetto Carrara ha intenzione pure di fare ricorso contro l’Ordinanza dell’Assessore dell’Amico. Allora la domanda viene spontanea. Chi pagherà gli avvocati della Progetto Carrara che presenteranno ricorso ? E chi pagherà gli avvocati del Comune che dovranno difendere la scelta dell’Assessore? Ovviamente noi!!!La realtà è ben diversa. La Progetto Carrara è così inviperita su quei tre parcheggi perché l’Assessore con quella ordinanza non ha fatto altro che mettere in pratica il tentativo di sanare quell’abuso, nascondendo la sua volontà con false intenzioni create ad arte come quella dell’allargamento dell’isola ecologica, evitando così di dover appartamente dar ragione alle nostre denuncie sull’irregolarità di quei parcheggi.Porteremo questa vicenda in Consiglio Comunale dove chiederemo al Sindaco se è ancora il caso di legittimare un Consiglio d’Amministrazione di una società comunale che da contro il proprio municipio.Inoltre chiederemo urgentemente di recapitare la fattura della rimozione alla presidenza della Progetto Carrara. Gianni Musetti.

Personale di pittura di Carla Albertini Carla comincia l’avventura nell’arte pittorica all’inizio degli anni novanta del XX secolo, facendosi accompagnare nel lungo e impegnativo cammino dalla mano esperta e consapevole del maestro Nino Veronica. Le prime nozioni legate alla prospettiva, alle proporzioni, alle profondità e sfumature e all’essenziale uso del colore le apprende nello studio d’arte Il Faro di via Menotti a Marina di Carrara.In questi anni partecipa a molte collettive allestite in diverse zone del territorio apuano, da Carrara a Marina e Avenza, da Viareggio a Follo e Portovenere. Altrettanto importanti, per la sua formazione, sono le estemporanee alle quali partecipa sempre con grande entusiasmo.La sua scelta pittorica è tutta a favore della natura, le prime esperienze hanno un forte connotato agro-pastorale, in seguito marine e territori collinari acquistano in lei un significato che potremmo definire, allo stato dell’arte, fondamentale. Dalle fronde dei suoi alberi filtra sempre la luce, i cui raggi vengono da lontano e vanno verso l’infinito. Le acque rivelano riflessi di una splendida natura che, nonostante ci abbia provato, nemmeno l’uomo è riuscito a cancellare. Ma sono soprattutto i cieli ad offrire il massimo dell’espressione artistica di Carla, forse perché guarda molto lontano, forse perché si proietta oltre la vita. Questi possono esprimere serenità o inquietudine, ma l’impasto timbrico dei colori e la luce più o meno diffusa suscitano sentimenti che lasciano il segno.E’ una pittura che, dal punto di vista tecnico, guarda al passato, ma che rivela interpretazioni e sensibilità sicuramente attuali.Nei suoi quadri non compare l’uomo, ritenuto dall’artista troppo opportunista e mutevole per essere fissato sulla tela.In conclusione, Carla non si propone di svelare i drammi dell’umanità, pensa semplicemente di dare ai nostri sensi immagini di serenità e di speranza, anche attraverso apparenze di indubbio turbamento, il che non mi sEMBRA poco. Pietro Marchini.
«La cassa integrazione senza la prospettiva di un piano di sviluppo sarebbe nient’altro che l’anticamera della chiusura del cantiere. Come istituzioni, insieme ai sindacati, sosteniamo la necessità di mantenere il polo della navalmeccanica a Marina di Carrara».E' netto sui Nuovi Cantieri Apuania di Carrara l'assessore regionale al bilancio e alle politiche del mare, Giuseppe Bertolucci, che stamani ha partecipato a nome della Regione all'assemblea dei lavoratori dell'azienda.«La navalmeccanica – spiega - è un settore strategico sia per estendere e rafforzare le autostrade del mare, come indica l’Unione europea, sia per le nuove misure comunitarie per la sicurezza in mare, con prospettive di nuove produzioni. Di fronte a ciò, - conclude - che il pubblico pensi di ritirarsi proprio in questo momento appare u na contraddizione evidente». Servirebbe infatti una presenza ancora più forte. L'assessore prende atto che un incontro è stato fissato a Roma il 30 settembre presso il Ministero dello sviluppo economico. «L'impegno – commenta –è stato mantenuto. Ma ciò che più conta –aggiunge -, ed è ciò che la Regione Toscana si aspetta, è che dal Governo vengano proposte concrete sugli assetti societari e sui carichi di lavoro». http://www.regione.toscana.it/
Tutto sta sfuggendo su altre sponde della Rete.Proviamoci, se ci crediamo, altrimenti chiudiamo.
Mi associo ad un invito di altro Blog :
La maggioranza si divide al suo interno sulla questione della presenza del gonfalone del comune alla manifestazione di solidarietà ai gay di Roma. I socialisti sfiduciano, approfittando dell’assenza, il proprio capogruppo Leonardo Buselli (che in conferenza dei capigruppo della scora settimana si era dissociato dalla richiesta di portare il gonfalone alla manifestazione omosex di Roma) e si dividono al loro interno con due voti favorevoli (Bracci e Conserva) e uno contrario (Giorgieri), la maggioranza sconfessa il proprio Sindaco (che sul gonfalone della città alla manifestazione aveva già detto il suo imperativo e condivisibile NO) e vota due ordini del giorno, uno del Pd, molto fumoso e generico, per i diritti dei “diversi” con voto unanime, e uno di rifondazione per portare il gonfalone alla manifestazione con il voto contrario di Isoppi, Boni e l’astensione di Felici.Un vero e proprio delirio che non ha mai avuto luogo. Ordini del giorno presentati illegittimamente (come da me fatto notare in consiglio perché non depositati 48ore prima dello stesso) seduta sospesa per circa mezz’ora a causa di incomprensioni nella stessa maggioranza e per dare la possibilità di portare un ennesimo ordine del giorno che impegnasse l’amministrazione a partecipare con il gonfalone alla manifestazione gay.Insomma, chi ci ha capito qualcosa è sicuramente da premiare, perché io in quel Consiglio Comunale di ieri sera ho capito solo che la maggioranza ha una idea non molto omogenea sulla questione delle diversità sessuali.Risultato finale: Quando il gatto non c’è i topi ballano! Infatti il Sindaco era assente per motivi di impegno politico, e il capogruppo dei socialisti Buselli da sempre contrario al gonfalone, per la sola colpa di essere in vacanza, si è ritrovato non solo con il gruppo diviso, ma con i suoi consiglieri che si permettono di votargli contro a lui e contro alle dichiarazioni del loro primo cittadino.Da parte mia, sono intervenuto in aula ben 6 volte, ribadendo l’assurdità del comportamento tenuto dalla maggioranza che prima porta un Ordine del giorno, poi se lo auto emenda togliendo la parte riguardante l’approvazione nel portare il gonfalone alla manifestazione citata e subito dopo, dalle fila della stessa parte politica, ripresenta un ennesimo ordine del giorno che conferma che il gonfalone deve essere presente in quella sede.Tutto e il contrario di tutto, l’unica cosa che è certa che Io, il consigliere Dell’Amico e il Consigliere Bruschi siamo stati gli unici a votare NO ad entrambi gli OdG deliranti e privi di ogni senso civico e di rispetto delle vere problematiche di questa città, una città che avrebbe bisogno di azioni concrete e non di moralismo falsato e strumentale.
Il Sindaco dice si alla partecipazione dei cittadini sul progetto del piano strutturale
Ma ZUBBANI non sta a guardare e si vendica subito.Dopo ore di dibattito, tenutosi presso la sede circoscrizionale di Marina, fra il Sindaco e il Comitato contro la Cementificazione dell’Anderlino si è arrivato finalmente a un qualcosa di fatto che ci fa ben sperare e apre nuove interessanti prospettive.Infatti, in un clima disteso e fuori dalle polemiche, i cittadini hanno potuto spiegare al Sindaco le loro perplessità sul Piano Strutturale e hanno ottenuto uno valida promessa dal Primo cittadino.Lo stesso ha accettato di rimettere in discussione il piano nelle commissioni competenti dopo le osservazioni che dovranno venire da parte delle circoscrizioni le quali dovranno esaminare il piano anche con il contributo degli stessi cittadini interessati.Insomma, almeno una nuova possibilità di riparlare delle scelte prese dal piano strutturale è stata strappata con il mio personale compiacimento e con quello degli stessi carraresi a cui sta a cuore questa tematica.Speriamo ora che non sembri questa una vendetta preventiva che il Sindaco ha voluto fare contro il PD e il suo assessore all’Urbanistica, Dott. Andrea Vannucci, che di rimettere in discussione il piano non aveva alcuna intenzione, come da lui stesso detto all’ultima assemblea pubblica svoltasi in Comune.Molto probabilmente si rischia che Vannucci la prenda come una sfiducia personale e una vittoria dei comitati nei suoi confronti, ma soprattutto come una possibile mossa dal carattere “preventivo” da parte del Sindaco che eventualmente sapeva che dei “Giuda Iscariota” lo stavano tradendo votandogli contro in consiglio comunale e sconfessando quindi le sue affermazioni su quello che ormai possiamo denominare come “il gonfalone gay”.
Gianni Musetti Consigliere Comunale
Tramonta l’ipotesi terza corsia dell’autostrada nel tratto Santo Stefano Magra – Viareggio. Salt ed Anas, infatti, hanno eliminato il progetto dalla nuova convenzione firmata una settimana fa, e su cui ora si attende l’ok dei ministeri delle infrastrutture e dell’economia. La terza corsia quindi non ci sarà. Al suo posto però, verrà realizzata una terza corsia dinamica. In pratica le due corsie esistenti verranno ridotte di circa 15 centimetri l’una. E verrà invece ampliata di mezzo metro la corsia di emergenza, che sarà utilizzata come terza corsia utile per il traffico. Verranno installati – ogni chilometro – anche dei grandi cartelloni che daranno all’automobilista, in tempo reale, informazioni sulla possibilità di percorrere l’autostrada su due o tre corsie, dando di volta in volta anche informazioni sui limiti di velocità. La convenzione rivedrà anche la tariffazione dell’autostrada che per un 70% dipenderà dall’inflazione reale. Per fare un esempio se l’inflazione salisse del 2%, fra un anno il tratto di autostrada Lucca - Viareggio passerebbe dagli attuali 2euro e 60 a 2 euro e 90 centesimi.

Nato a Milano il 18 novembre 1863. Di idee repubblicane fin da giovane, nel 1895 fu uno dei fondatori del P.r.i.. Nel 1898, quando la reazione militare investì il paese ed i circoli repubblicani, socialisti e cattolici furono sciolti, dovette fuggire all’estero per evitare l’arresto. Rientrato in Italia l’anno seguente, fondò a Milano il giornale repubblicano “Il Crepuscolo”e poco dopo venne nominato consigliere dello stesso comune . Nel 1904 fu eletto per la prima volta al Parlamento, nel collegio di Massa e Carrara, grazie anche all’aiuto degli anarchici. Da allora fu il punto di riferimento politico della Toscana nordoccidentale e dei repubblicani di Lucca, i quali fornirono i voti necessari a Chiesa per essere eletto anche nelle successive elezioni, fino alle ultime che si poterono svolgere liberamente, nel 1921. Nel 1907 si segnalò per la denuncia dello scandalo della Borsa di Genova e quasi contemporaneamente ribadì nel dibattito parlamentare l’opposizione repubblicana alla spese militari. Sottoscrisse la proposta di legge di Bissolati (1908), appoggiata anche da Ferdinando Martini, che intendeva vietare l’insegnamento religioso nelle scuole italiane, e nel 1911 denunciò il regime di monopolio delle assicurazioni. Fu tenace oppositore alla guerra di Libia, ma sul Primo conflitto mondiale il suo comportamento fu coerente con la tradizione mazziniana e garibaldina e dopo aver partecipato alle manifestazioni degli interventisti di sinistra, chiese di essere arruolato ed inviato al fronte. Prevedendo il disastro di Caporetto, attaccò duramente i criteri di conduzione della guerra e chiese la destituzione del generale Cadorna. Alla fine del conflitto divenne un referente per gli ex combattenti lucchesi, fintanto che il repubblicano Di Ricco ne resse la presidenza. Vicino alle posizioni del sindacalismo rivoluzionario di De Ambris (col quale condivise l’esilio e la morte in terra francese), fu molto attivo anche nelle battaglie civili per la libertà di pensiero e di espressione. Affiliato alla Massoneria, durante la virulenta campagna condotta dai nazionalisti e dai clericali contro di essa, fece clamore con la sua richiesta al ministro di Grazia e Giustizia per sapere se fosse stata emanata qualche norma che vietava l’iscrizione dei magistrati alla istituzione dei Liberi Muratori. Con tale richiesta egli intendeva invocare un comportamento univoco del governo, che se tollerava un pretore che portava il baldacchino in processione, secondo lui avrebbe dovuto accettarlo anche come massone. Chiarito l’equivoco del primo fascismo, egli ne divenne uno degli oppositori più fieri, votando contro Mussolini, contro la legge Acerbo e denunciando subito le reponsabilità del governo nell’assassinio di Matteotti. La sua appartenenza alla Massoneria non gli impedì di pubblicare, nel 1925, “La mano nel sacco”, un coraggioso libro in cui si documentava come alcuni dignitari dell’ordine avessero sovvenzionato la Marcia su Roma. Nel 1926 fu costretto all’esilio, dopo che la sua casa fu devastata dai fascisti. Carlo Scorza, il ras di Lucca, lo annoverava, insieme ad Amendola, fra coloro da lasciare nella polvere “come tristi cose da obliare...”. Ricostituitosi il partito repubblicano in esilio, nel 1927, Chiesa fu chiamato nella sua direzione. Fra i promotori della concentrazione antifascista di Nérac, partecipò a quella rete clandestina che permise il passaggio all’estero anche di un giovane avvocato, divenuto politico famoso della Repubblica: Sandro Pertini. Chiesa morì in un paese della Normandia, il 22 giugno del 1930, poco dopo la ricostituzione in esilio del Grande Oriente d’Italia, la cui massima carica era stata a lui affidata. Il suo funerale, celebrato a Parigi, vide la partecipazione di tutti gli antifascisti in esilio.