Prima di parlare delle problematiche e del futuro dei bacini marmiferi apuani ritengo utile fare una premessa : nei maggiori Paesi industrializzati , l’industria estrattiva, essendo un’industria matura è in sensibile declino.Non solo l’esaurimento della risorsa ma soprattutto l’alto costo del lavoro, unitamente ad una accresciuta sensibilità ambientale e alla competitività dei Paesi emergenti , hanno visto sensibilmente calare in questi ultimi decenni il numero degli occupati.Ovviamente da questo fenomeno non è immune il Distretto del Marmo di Carrara.Pur premettendo che il marmo apuano è unico per la sua bellezza e caratteristiche strutturali solo qualche illuso potrebbe pensare che esso nel futuro rappresenterà per l’economia locale quello che finora ha rappresentato.I segnali di questa crisi non congiunturale ma strutturale ci sono tutti da anni. Da tempo il fatturato del settore lapideo sul totale della produzione del reddito diminuisce (- 7,8 % nel 2008) e da decenni non è più maggioritario.Si pensi che solo per gli occupati in cava siamo passati dai 14.000 addetti di circa un secolo fa ai circa 1.000 attuali in tutto il comprensorio.Nel contempo la produzione in blocchi è passata dalle 200.000 tonnellate alle attuali 1.500.000 circa (con gli scarti si arriverebbe quasi a 5 milioni) prodotti in circa 120 cave di cui 80 a Carrara.Lo sviluppo di nuove e più potenti tecnologie per l’estrazione ha provocato un notevole aumento della produttività per addetto (dalle 50 ton/ anno x addetto di sessanta anni fa alle oltre 1.000 attuali) con tutti gli sconvolgimenti del caso sia a livello di ambiente di lavoro che di ambiente naturale fortemente modificato e compromesso.Nonostante questo aumento di produttività la concorrenza internazionale (soprattutto India e Cina) si fa sentire in quanto, acquistando spesso le nostre macchine oltre al marmo, raggiungono gli stessi livelli ma con costi notevolmente inferiori. Sono decenni ormai che le esportazioni di marmo lavorato si sono stabilizzate ed anzi negli ultimi anni sono arretrate sia in quantità che in valore (- 10,4% nel 2008 rispetto al 2007 nel distretto) . Al contrario quelle di marmo grezzo sono aumentate (+ 13,9 %) e alla base di ciò ci sono pesanti responsabilità politiche passate (vedi Internazionale Marmo e Macchine) e scelte imprenditoriali che privilegiano anziché la lavorazione in loco, che presupporrebbe un minimo di capacità manageriali, la più facile esportazione del prodotto grezzo.Marmo e Carrara da oltre 2.000 anni sono un binomio inscindibile. La città e il territorio circostante senza “l’oro bianco” non sarebbero mai esistiti. Lo stesso carattere dei “carrarini” ,orgoglioso e rude, è stato forgiato dall’asperità del duro lavoro in cava. Non è un caso che il movimento anarchico e libertario abbia avuto qui i suoi natali.Il problema che è stato compreso purtroppo molto in ritardo sia dalle istituzioni locali che dagli addetti ai lavori è il significativo aumento dei costi sociali, ambientali e sanitari non solo dell’estrazione ma di tutta la filiera del marmo causato dalla rivoluzione tecnologica dell’ultimo mezzo secolo .Ed è cosi che in questi anni si è acutizzata la conflittualità sociale soprattutto per la mancanza di una viabilità dedicata (1.000 camion al giorno attraversano ancora il centro storico di Carrara), il dissesto idrogeologico che in una zona a forte piovosità favorisce le alluvioni, l’inquinamento delle sorgenti che si trovano nei pressi delle cave e altre problematiche quali lo sconvolgimento paesaggistico e talvolta il forte abusivismo in contesti naturalistici di pregio (Parco Regionale delle Alpi Apuane).La particolare organizzazione aziendale, generalmente piccola e frammentata, che dal secondo dopo guerra caratterizza il distretto non ha certo favorito una politica di prodotto né di processo. Mediamente l’azienda lapidea locale in provincia di Massa e Carrara (non solo estrattiva) dà lavoro a 5,5 addetti.Questo nanismo aziendale , tranne pochi casi, non ha favorito investimenti nella ricerca, non ha capito l’indispensabilità della cooperazione e si è rivelato dannoso non solo per l’ambiente , con centinaia di fronti di cava aperti senza alcuna programmazione paesaggistica, non solo per le scarse tutele dei lavoratori ma per le aziende stesse che non hanno compreso per tempo l’importanza di fare sistema. E’mancato il gioco di squadra in un territorio dove da sempre l’individualismo è all’ennesima potenza e dove è difficile riscontrare una vera classe imprenditoriale essendo stati i gestori di cava fino a poco decenni fa dei rentiers abituati a non assumersi alcun rischio e a non esercitare un vero spirito di impresa convinti di ciò dalla presenza di un’inesauribile , esclusiva e quasi gratuita ricchezza .Sulla politica di prodotto paradossalmente ha fatto più, da sola, una casuale pubblicità televisiva della Voiello sulla Pietà di Michelangelo ( e quindi sul valore del marmo bianco di Carrara) che non decenni di discorsi e risorse pubbliche dedicate alla promozione del “marchio” che peraltro non esiste ancora.Non è un caso che , a livello nazionale e internazionale , il distretto apuano, negli ultimi anni, abbia perso posizioni non solo a favore di Verona.L’alta percentuale di scarto derivante dall’estrazione (quasi l’80 %) ha favorito negli ultimi 15 anni lo sviluppo di imprese , prevalentemente straniere, che lavorano il carbonato di calcio.Il serio rischio che sta correndo il territorio apuano , che fa parte pur sempre della settima potenza del pianeta, è quello di precipitare in un’economia pre-industriale di stampo coloniale dove le cave anzi che produrre pregiata materia prima servono per produrre sassi e polvere.Se da un lato il recupero del detrito è sicuramente un bene perché si riutilizza una risorsa altrimenti sprecata , sarebbe nefasto permettere l’apertura di cave di detriti che provocherebbero ulteriore dissesto ambientale e scarsissimi benefici occupazionali. Un fatto è certo : chiunque si metta ad osservare oggi i sempre più numerosi camion che attraversano il territorio vedrà che 4 su 5 trasportano terre o sassi (Carrara peraltro è tra le città in Italia con maggiori sforamenti per le polveri fini).Il Piano regionale attività estrattive approvato dal Consiglio regionale ha fissato al 25% il quantitativo minimo della produzione complessiva di progetto, con esclusione del materiale destinato alla risistemazione ambientale, da destinarsi esclusivamente alla trasformazione in blocchi, lastre ed affini. Legambiente, la Provincia e il mondo sindacale chiedevano il 30%, ma soprattutto di introdurre meccanismi che impedissero l’aggiramento della norma da parte delle cave.È infatti già possibile prevedere che la norma regionale del 25% in blocchi possa essere facilmente aggirata. Per esempio , per un certo numero di anni una cava potrà estrarre il 100% in detriti, sostenendo che si tratta di lavori preparatori e che i blocchi saranno estratti negli anni successivi; poi, se dopo anni di devastazione la concessione le sarà revocata, poco male: subentrerà un altro concessionario (magari un prestanome dello stesso) e il gioco potrà continuare ancora per anni.Per evitare questo possibile scempio già nel 2000 era stata promossa una petizione all’Unesco affinchè le Alpi Apuane rientrassero nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità firmata tra gli altri da Levi Montalcini, Gorbaciov, Sgarbi e decine di personalità del mondo della politica, dello sport e della cultura..L’estrazione sulle Apuane avrà un futuro innanzitutto se rispetterà la legge e quindi mirerà a produrre soli blocchi di qualità, se verrà contingentata e circoscritta la produzione , laddove è possibile in sotterraneo compatibilmente coi sistemi carsici, se le imprese contermini verranno seriamente obbligate a fare piani di cava comuni , se non verranno intaccate le vette, se cercherà di minimizzare il suo impatto sull’ambiente, se punterà sull’innovazione tecnologica a difesa dell’ambiente e dei lavoratori, se verrà incentivata la cooperazione aziendale, se si svilupperà una maggiore collaborazione con le attività turistiche oggi molto in crescita.Riccardo Canesi.
questa volta voglio solo dire, tanto per divertirci, che a Zeri abbiamo oggi deciso, in contrapposizione a colui che in tasca a tutti, rinnegando quanto sempre ha detto, va alla PERDONANZA (?!?), di festeggiare tutti insieme con una bella porchetta accompagnata da ottimo vino e ballo liscio per tutti. Ciao da Zeri, Otrebu
‘L Politeama
Un tempo d Carara t’er ‘l vant
un monument p’r l’architetura
un post, p’r l’op’ra, ‘l bel cant
la musica…’Nsoma la cultura!
P’r queli dla me generazion
t’er un punt d riferiment
al temp, apena bardason
t rapresentav ‘l divertiment.
R’ndopiati al bui di to palcheti
a la namorata a dev’n i basin
con le man…’N zerca d segreti
‘l mus paonaz, e ‘l cor a muturin!
‘L lunedì, col cine e la Rivista
‘n pizonara aier dla confusion!
A s spicodav’n p’r mirar “l’artista”
badar, coperta, sol da un medagion
Ma da qualc’ani t’ha na bruta malatia!
A s ciam “la speculazion!”
Poghi i rimedi!...Nisuna terapia!
L’unica cura!..La prison!
Da dov al ven l’autorizazion?
E p’rcos, chi al dovev controlar
I ha cios i oci… P’r ‘l bagaron?
O p’r ‘l mestier, che i avrè dovut cambiar?
Al so che t t sent sagatat!
Ma p’r piazer!...Non t butar zù!
Anche se ‘n bilich, e svotat…
T sen ‘l ricord dla nostra gioventù.
‘L Mutin
MILAN VINCE IL TROFEO BERLUSCONI
JUVENTUS VINCE IL TROFEO TIM
L' INTER COSA HA VINTO?????????

Il Ferragosto è una festività tipicamente italiana, assente negli altri paesi europei, che cade il 15 agosto. Tradizionalmente dedicata alle gite fuori porta, è spesso caratterizzata da lauti pranzi al sacco e, data la calura stagionale, da rinfrescanti bagni in acque marine, fluviali o lacustri. Molto diffuso anche l'esodo verso le località montane o collinari, in cerca di refrigerio.Il termine Ferragosto deriva dalla locuzione latina feriae Augusti (riposo di Augusto) indicante una festività istituita dall'imperatore Ottaviano Augusto nel 18 a.C. che si aggiungeva alle esistenti e antichissime festività cadenti nello stesso mese, come i Consualia, per celebrare i raccolti e la fine dei principali lavori agricoli. L'antico Ferragosto, oltre agli evidenti fini di autopromozione politica, aveva lo scopo di collegare le principali festività agostane allo scopo di fornire una adeguato periodo di riposo, anche detto Augustali, necessario dopo le grandi fatiche profuse durante le settimane precedenti.Nel corso dei festeggiamenti, in tutto l'impero si organizzavano corse di cavalli e gli animali da tiro, asini e muli, venivano dispensati dal lavoro e agghindati con fiori. Tali antiche tradizioni rivivono oggi, pressoché immutate nella forma e nella partecipazione, durante il "Palio dell'Assunta" che si svolge a Siena il 16 agosto.Nell'occasione, i lavoratori porgevano auguri ai padroni, ottenendo in cambio una mancia: l'usanza si radicò fortemente, tanto che in età rinascimentale fu resa obbligatoria dai decreti pontifici.Coincide con la festa cattolica della dormizione e assunzione di Maria (madre di Gesù). Esiste un parallelo tematico tra il rapimento delle vergini sabine e quello della Vergine in cielo.

Sig. Lazzari
Vorrei rispondere a quella maestra che le ha scritto un paio di giorni fa in merito a Carrara e al dialetto.Vorrei dirle che la sento molto vicina, perché anch'io uso il computer più o meno come una macchina da scrivere, e amo profondamente Carrara con tutti i suoi difetti e le sue problematiche, ma soprattuto amo il dialetto. Da quasi trent'anni tento con tutte le mie forze di impedire che questa preziosa e unica perla linguistica cada nell'oblio, e le confesso che alcune volte dopo innumerevoli rimbalzi contro il muro di gomma dell'indifferenza, ho provato il desiderio di mollare tutto, ma un' attimo dopo mi torna la voglia di lottare, e ricomincio a scrivere qualcosa.Purtroppo mi sento sempre più come un Don Chisciotte che lotta contro i mulini a vento, le giovani generazioni considerano il dialetto più o meno come il pronunciare una bestemmia in pubblico, e non sanno che invece andrebbe protetto come il lardo di Colonnata o il vino di Candia.Per consolarla le invio una mia poesia che tratta di un'argomento che tutti gli anni alieta la notte ferragostana ai turisti e residenti, i fuochi d'artificio, ma che è anche la denuncia di come sia inutile l'affanarsi di quella insignificante polvere cosmica che è il genere umano. Enzo De Fazio.
Fochi d’artifiz
Adè nota.’L molo e la spiaza ien g’rmiti
la zenta a và a zù a zentinara
a muci.....E i camin’n sp’diti
com ‘l Carion quand i fà fiumara.
Davanti a la Rotonda, al Paradis
r’mpiatati da ciodende, a da palmizi
i tubi ‘n tlà rena i han ‘nzà mis
p’r tirar i fochi d’artifizi.
D colp la nota al ven sviata
da un ‘ungiata d foch, e da un suspir
un moment d silenzi, e nà tronata
com nà liza quand al part al pir.
A sè rot qualcò tra zel e tera!
I razi i van asù con dle vampate
Com se tra i dò….Al fus la guera!
E i fese’n a piars a canonate.
Ogni tant i dan la via a un pù gross
la zenta, le man al bat contenta
‘n zel a s’apr un paracqua ross
che po’ i dovent zad, com polenta.
Tre tronate potenti, ‘n sucesion...
I fochi ien f’niti; a nì nè pù
la zenta a l’arpart ‘n procesion...
Ma stavolta ‘l vers i è p’r asù.
L linzol lasù i è artornat liss!
Le stede lustre com di bazili
tut quel ramadan, i è sguidat adoss!
Com di goz’lon...lungh i fili.
Enzo De Fazio
Werner Possl, un amico sincero di Carrara, vinto da un grave male è deceduto stamane nella sua Ingolstadt.Una delegazione del nostro Consiglio Comunale sarà presente alle esequie che si terranno domani pomeriggio. Il 16 Marzo scorso il Consiglio Comunale, su proposta della Presidenza del Consiglio, volle conferire a Werner la cittadinanza onoraria di Carrara, quale riconoscimento per la sua militanza per la pace e per la costruzione di una nuova Europa. La kermesse di September Fest, nata nel 1976 volle semplicemente essere il suggello del gemellaggio nato fin dal 1962.











Anche quest’anno i comuni della Provincia di Massa Carrara saranno costretti a pagare l’ecotassa riservata a chi non ha raggiunto una adeguata percentuale di raccolta differenziata.Così i Carrarini subiranno ancora una volta un aggravio del 20% (!!!) del corrispettivo pagato per il conferimento dei rifiuti in discarica.Ogni commento naturalmente è superfluo. L’inefficienza delle nostre amministrazioni a questo proposito è infatti tale da commentarsi da sola.Vi è tuttavia da notare che in una Regione come la nostra l’ecotassa assume il sapore della beffa, poiché il vero problema in Toscana è l’incapacità da parte di una delle amministrazioni più inefficienti d’Italia di piazzare sul mercato i prodotti del riciclo, per cui anche la raccolta differenziata, opportuna e doverosa, si tramuta di fatto in una presa in giro dei cittadini.Eppure in Italia è in vigore il decreto 203 del 2003, che stabilisce che gli enti pubblici e le società a prevalente capitale pubblico coprano almeno il 30% del fabbisogno annuale di manufatti con prodotti provenienti da materiale riciclato.In Toscana addirittura la normativa regionale imporrebbe una soglia minima del 40% di acquisti di questo tipo di materiale. Ma con la sua consueta superficialità e il suo proverbiale pressappochismo la nostra amministrazione regionale non ha predisposto il regolamento attuativo che renda obbligatorio questo importante comportamento e sanzionabile la sua inosservanza. In questo modo il materiale riciclato rimane ammassato nei piazzali delle aziende che riciclano i rifiuti ed è impossibile produrne ed utilizzarne di nuovo.Insomma come nella sanità, in cui
Il parcheggio della foce. Ennesima illegalità a firma Progetto Carrara e company. (compagni).Potrebbe apparire folle che il Comune arrivi al punto di costruire opere abusive, ma a Carrara ormai si sa, tutto è possibile.Cosa è successo questa volta? Siamo alle solite, ma ora si ci mette pure il P.A.I a ribadire quanto la Progetto Carrara e l’amministrazione abbiano fallito con la messa in funzione della ZTL. Ma cos’è il P.A.I? Il P.A.I non è altro che il piano di assesto idrogeologico messo a punto dal Comune stesso insieme a geologi, esperti e tecnici di ogni campo e serve a segnalare le aree di pericolo e di rischio dove sussistono possibilità di dissesti del terreno e dove è severamente proibito costruire qualsiasi cosa, anche se l’area è posto al monitoraggio continuo.Ma sembra che in Comune le cose si fanno e poi non si bada a farle rispettare, oppure ancor peggio, si fa finta di nulla e speriamo che nessuno se ne accorga. Non è questo il caso, perché noi ce ne siamo accorti e abbiamo scoperto che la Progetto Carrara ha ubicato il famoso parcheggio della foce, che rappresentava la chiave di volta per permettere l’attuazione della ZTL (il Sindaco ha imposto: quando il parcheggio della foce sarà pronto avvieremo la ZTL, e così è stato) proprio in una zona dove il P.A.I segna in giallo, colore che corrisponde a disseto geomorfologico. In pratica, tu parcheggi la macchina ma nessuno ti assicura che la montagna non vi frani sopra, insomma, hanno messo un parcheggio dove no si poteva posare neppure una capanna per gli attrezzi!.Presentata quindi l’interpellanza per chiedere spiegazioni, l’assessore Vannucci ha saputo solo rispondere: VERIFICHEREMO. Un po’ pochino per mettere a tacere il tutto e per porre le condizioni di legalità e di sicurezza che i cittadini si aspetterebbero dai propri amministratori e dalle loro opere urbanistiche e viarie.Mentre loro fanno finta di verificare intanto noi esponiamo tutto alla Procura della Repubblica e ai vigili del fuoco, chiedendo immediatamente la chiusura del parcheggio perché mette a serio repentaglio la vita dei nostri concittadini. Nel frattempo, ci auguriamo che Zubbani si prodighi per sospendere la ZTL, dato che quest’ultima era impraticabili, parole sue, senza il parcheggio in questione.Ancora una volta ribadiamo: noi non siamo contro la ZTL, ma siamo contro chi l’ha voluta per pagarci la strada dei marmi e il consiglio d’amministrazione che la sta costruendo. Gianni Musetti.
In merito al parere richiestomi circa la non idoneità dell'utilizzo del marmo di Carrara per la realizzazione dei piani di lavoro nelle pizzerie, ritengo opportuno precisare quanto segue:il Regolamento CE n° 852/2004, facente parte del Pacchetto Igiene, nel Capitolo II dell'allegato II, prende in considerazione le caratteristiche specifiche applicabili ai locali all'interno dei quali vengono preparati, lavorati e trasformati alimenti. Rispetto alle caratteristiche che devono avere tutte le superfici, comprese le attrezzature da utilizzare nelle zone di manipolazione, in particolare per quelle che vengono a contatto con gli alimenti, la norma non entra in merito alla natura specifica dei materiali da utilizzare, ma stabilisce che questi (superfici e attrezzature) devono essere mantenute in buone condizioni, essere facili da pulire e, se necessario, da disinfettare.A tal fine si richiedono materiali lisci, lavabili, resistenti alla corrosione, non tossici......Il marmo di Carrara è una roccia metamorfica, costituita prevalentemente da carbonato di calcio, attraverso una opportuna lavorazione è reso liscio, lavabile. Fin dai tempi più antichi è stato utilizzato, tra l'altro, per la realizzazione di piani di lavoro nelle varie imprese alimentari.Circa la sua resistenza alla corrosione durante le operazioni di sanificazione, si precisa che:i prodotti utilizzati per la detersione nelle imprese alimentari sono detergenti anionici (alcalini) idonei alla rimozione di sporco di natura organica, quali proteine, carboidrati, grassi, costituenti i vari alimenti , e non hanno azione corrosiva sul carbonato di calcio.Per la disinfezione si possono utilizzare mezzi chimici o fisici.Per la disinfezione chimica i composti più utilizzati sono gli agenti ossidanti, di cui fa parte l'ipoclorito di sodio. Esso è il più comune disinfettante usato e prende nomi commerciali diversi quali candeggina, varechina, euclorina, amuchina, ecc. E' disponibile sul mercato in concentrazioni che variano tra l'1,5% e il 15%.Solitamente sul mercato, come prodotto commerciale, è presente in soluzione contenenti cloro attivo tra il 3 e il 5%.Secondo la normativa CE il prodotto contenente meno del 5% di ipoclorito non è classificato; tra il 5 e il 10% viene classificato come irritante e solo per concentrazioni superiori al 10% viene classificato come corrosivo.Quindi utilizzando composti contenenti cloro attivo tra il 3 e il 5%, alle normali diluizioni indicate in etichetta, non si ha potere corrosivo.Del resto, il titolare dell'impresa alimentare potrebbe decidere di ricorrere ad una disinfezione fisica utilizzando vapore saturo sotto pressione ad alta temperatura esente da ogni potere corrosivo.Pertanto non condivido la prescrizione impartita dalla ASL di Potenza circa la non idoneità dell'utilizzo del marmo per la realizzazione di piani di lavoro.Cordialmente.Dr.ssa Patrizia Carignani
COMUNICATO STAMPA

C’è proprio di che ringraziare l’Autorità Portuale per il dono di 120 camion al giorno pronti a sfrecciare sui nostri viali a mare! Quali siano i vantaggi per la nostra città, non è dato sapere, dato che queste attività non determineranno incrementi occupazionali o vantaggi per l’economia locale. Al contrario, non ci vuole molta immaginazione per prefigurare polveri, traffico e rumori in ascesa, a scapito non solo della qualità della vita dei residenti ma anche di quelle prospettive di sviluppo turistico di cui in molti si fanno vanto. Da anni il porto commerciale non è più uno dei motori dell’economia locale. Sono mutati i tempi, le prospettive, le esigenze, le consapevolezze. Se ci fosse ancora qualche dubbio sulla necessita di cambiare prospettiva, si guardi a ciò che si è ottenuto fino ad oggi: lo sviluppo del porto commerciale non ha prodotto più posti di lavoro, ma anzi li ha diminuiti; la sua continua espansione sul territorio ha deteriorato inesorabilmente il paesaggio, l’ambiente, basandosi su di un’idea di sviluppo economico inconsapevole della necessità di preservare il territorio, l’ambiente e soprattutto la qualità della vita di coloro che vi. Questo modello di sviluppo che potremmo – per essere clementi – definire ottocentesco, è ormai in discussione a livello planetario, ma qui manca ancora il coraggio di intraprendere strade nuove. Questa Carrara che vuole essere città, rischia di rimanere un triste borgo medievale, soffocato dalle economie di puro sfruttamento dei beni locali. Esortiamo dunque la politica a scelte coraggiose che mettano da parte stereotipi di sviluppo che alla prova dei fatti hanno dato i discutibili risultati che oggi constatiamo.
Associazione Amare Marina
Gentile caporedattore,
Leggo in cronaca di Carrara del 11.08.'09, l'intervento di Agnese Spini sulla vicenda del Politeama. Personalmente ne traggo sette conclusioni:
1° - l'esimio prof. Bartelletti conferma che i guai sono stati causati
dalla cattiva qualità dei mattoni e della malta e quindi sottolinea il fatto che " su questo palazzo non andava fatto nessun lavoro,non prima che fosse ristrutturato,non prima, almeno di aver fatto un controllo sull'edificio, che ne stabilisse le reali condizioni. Tale doveva essere la normale procedura". In conclusione, se così stanno le cose, chi si è preso la briga di andare avanti con i lavori senza prima essersi accertato delle reali condizioni strutturali del palazzo? Esiste un obbligo di controllo sui progetti presentati da parte dell'ufficio tecnico del Comune o del Genio Civile e sul proseguimento dei lavori?
2° - Quali sono i Poteri della Soprintendenza circa la salvaguardia dei beni culturali ? Interviene ormai quando i delitti sono stati consumati, oppure ha la facoltà di condizionarne i lavori se accerta la loro progettuale delittuosità ?
3° - Inoltre sull' Ipotesi di Reato : "Disastro Colposo", per il momento contro ignoti ! Dove gli "ignoti" sarebbero, la Caprice, il Comune di Carrara e la Soprintendenza, oppure ci sarebbero altri concorrenti nel reato di disastro colposo ?
4° - Osservazione : Come mai, malgrado la messa in guardia del Prof. Bartelletti, prima dell'inizio dei lavori, non si è provveduto a testare la congruità delle strutture ? Reato colposo? Anche qua contro ignoti?
5°- Il Comitato per il Politeama non ha nulla da dichiarare, nulla da dire ? Basta la promessa di due sgabuzzini per archiviare dei libri
per ritenersi soddisfatti? E gli esercizi commerciali, il Bar del Teatro, anche loro come i proprietari, tutti figli di un dio minore?
6° - La promessa del nostro Sindaco di risolvere la questione entro sei mesi, ovviamente non tiene conto della gravità dei fatti e della pericolosità della situazione, non tiene conto che probabilmente giustizia vorrebbe che fossero iniziati nuovi lavori, SI?, ma di completa demolizione di quanto sovrapposto alla originale struttura.
7° - Il danno culturale è poi enorme ed irreparabile, la Storia della cultura musicale delle nostre genti è stata completamente cancellata, sepolta da una prevedibile massa enorme di carte bollate.
La cittadinanza certamente chiede Giustizia, giustizia contro "ignoti" e contro chi ha chiuso entrambi gli occhi.
alfredo mazzucchelli

Sig. Lazzari
Sono una vecchia insegnante elementare ormai in pensione che solo da poco si è avvicinata a queste diavolerie elettroniche come il computer, torno a Carrara ogni estate e mi rivolgo a lei perchè è rimasto uno dei pochi che hanno ancora a cuore il benessere di questa nostra povera città.Ogni anno la trovo sempre peggio, sporca, grigia, quasi fosse una città fantasma, le manifestazioni estive poi sono semplicemente ridicole, composte di patetici mercatini a Marina o esibizioni di danze latino-americane.E pensare che un tempo Carrara era la patria dell'arte, anche il nostro povero dialetto si sta dimenticando, o seguito alcune manifestazioni a ricordo del nostro grande concittadino Mauro Borgioli, vi è un bel sito Paroledimarmo di un poeta carrarino, Enzo De Fazio, di cui l'anno scorso ho potuto seguire anche una divertentissima commedia dal titolo 'L vas, messa in scena da una compagnia dello Stadio, ma il resto è deserto. Nessuno, Comune in testa si preoccupa di rilanciarlo, magari proprio in estate con qualche serata o commedia. Io le proporrei di pubblicare sul suo Blog una rubrica dialettale, per cercare di salvare quello che resta di una lingua unica e millenaria. La prego di scusare il mio sfogo e la saluto cordialmente. Rosa Bianchi.