TUTTI IN PIAZZA MATTEOTTI MANIFESTAZIONE CONTRO LA Z.T.L.

La convenzione fra Comune e Progetto Carrara vieta la possibilità di sub affidare parte o tutta la gestione del piano della sosta. Ciò nonostante la Progetto Carrara ha subappaltato la gestione dei parcheggi e degli ausiliari ad una cooperativa pisana. Tale atto rescinde il capitolato fra Progetto Carrara e Comune e quindi dovrebbe indurre il Comune a sospendere la messa in atto della Z.T.L.

Come ampiamente preannunciato su questo blog Viale Colombo, il principale Viale di Marina di Carrara, per dare vita alla speculazione fallimentare del raddoppio del Porto Commerciale, tramite la realizzazione a tutti i costi del Water front, diventerà un viottolo. In barba alle promesse di partecipazione coi cittadini, ieri amministrazione e Porto hanno messo un pesante paletto: Il Viale Colombo perderà due delle attuali corsie dimezzandosi di dimensione ed assomigliando ad una strada di campagna.Complimenti!

Si chiamava Francesco Danesi, ma a tutti era noto come “Pè Neri”, specialmente a Colonnata dove era nato esattamente 80 anni fa. Da tempo ospite della Casa di Riposo “Il Frà” è spirato in ospedale un paio di settimane fa nel silenzio più discreto, come era sua abitudine comportarsi in vita. Ma poco prima di esalare l’ultimo respiro pare abbia confidato nel suo strettissimo dialetto colonnatese: “Era ora, sono troppo… scalamàto”. Partigiano combattente, cacciatore e bracconiere, boscaiolo, cavatore, lizzatore, tecchiaiolo, filista, minatore e riquadrature, Danesi è stato un esempio di operaio del marmo completo e provetto. E di uomo libero. Poi anni fa gli morì l’adorata moglie Rosanna e lui disperato si trasformò nell’antico “spartano” delle Apuane. Razza speciale di spaccapietre nostrani che si arrangiavano in vari modi per sbarcare il lunario. Gente che all’insegna della totale libertà voleva spartirsi di tutto: “pane e companatico, “bàgàròn”, donne… e pure le cave”. Gli “Spartani” arrivavano sul monte di notte, protetti dalle tenebre assolute. Prelevavano un “martìn”, ossia una leva, e sollevavano un informe di marmo che poi rotolavano a valle. Laggiù in basso in 3 o 4 compari lo riquadravano, trasformandolo. Allo spuntare dell’alba il “pezzo”, che aveva mutato l’aspetto primordiale era loro e lo potevano tranquillamente “commerciare”. “E’ vero –ci aveva confidato Pè Neri- dalla morte della mia donna mi sono dato al deserto e alla macchia. Ho vissuto solitario con la natura per sopravvivere e rammentare tempi migliori. Ora non sento più il mormorio della foresta, il tintinnio dello scalpello sul marmo. E’ finita per lo spartano”.Il Sindaco Angelo Zubbani esprime condoglianze ai congiunti di Francesco Danesi. “In ritardo, ma nessuno, tranne pochi, erano a conoscenza della sua scomparsa. Se ne è andato un personaggio tipico delle nostre montagne e dei nostri paesi di marmo – afferma Zubbani- uno spirito libero da custodire nelle nostre più schiette e migliori tradizioni”.Sui monti di “Belgia”, proprio in cima al crinale che divide il bacino di Colonnata da quello di Miseglia, tanti anni fa qualcuno domanda a Francesco Danesi vulgo “Pè Neri” se risponde al vero la diceria che un giramondo come lui non ha mai visto il mare. Lo spartano risponde di si. “E allora cos’è quella roba azzurra là in fondo, che si staglia all’orizzonte? –lo incalzano. E il Pè Neri sogghignando conclude: “Credevo fosse la base del cielo…”.
Marketing invadente? pubblicità subliminale ? contaminazione neuro-comunicativa?
NIENTE DI TUTTO CIO' !
....in queste parole è celato il nuovo possibile corso della sx italiana ragione per la quale:
E' ORMAI VENUTO IL TEMPO DI PRESENTARE I NUOVI CORSI DELLA NOSTRA PREGIATISSIMA SCUOLA "FORMA-SINISTRA" ISTITUTO SUPERIORE DI AMBIGUITA'
MASTER multimediale&multidisciplinare: "Marketing del qualunquismo superiore e di fatto"
Prima di iscriversi (requisiti richiesti e suggeriti)
Militanza da almeno 25 anni in un partito-movimento di vocazione sinistrorsa;
Voglia di "lavorare" con umiltà e determinazione alla ricostruzione della sinistra storica (astenersi rifondaroli e verdi) ; Predisposizione ad affrontare la problem determination con occhio distratto e/o incurante ; Non costituisce impedimento l'aver visto alcune puntate del "grande fratello" (ma non più di dieci ) ; Astenersi se non in possesso dei requisiti, i test di ammissione sono severissimi! (inclusa la macchina della verità)
AI "POSTER" L'ARDUA SENTENZA
Si aprono le pre-iscrizioni
In seguito alla morte di Eluana Englaro a La Quiete di Udine, la procura di Udine "ha aperto un fascicolo ipotizzando l'accusa di omicidio volontario aggravato e 14 persone sono state iscritte nel registro degli indagati.Sono Beppino Englaro, il primario Amato De Monte e tutti gli infermieri che hanno seguito Eluana alla Quiete".E' quanto scrive questa mattina il 'Messaggero Veneto'. A persuadere il capo della Procura friulana Antonio Biancardi a indagare le 14 persone, sarebbe stato il contenuto di uno degli innumerevoli esposti arrivati anche in Procura quando Eluana fu ricoverata a La Quiete.
La Giunta Comunale carrarese col sostegno dei capigruppo dei partiti del centro-sinistra ha deliberato di aumentare del 15% la tassa sullo smaltimento dei rifiuti urbani (TARSU). Questo avviene a pochi giorni dell'aumento del 40% delle tariffe sull'acqua potabile. Il tutto nel contesto di una città alle prese con una grave crisi economica e che non riesce a trovare la strada del rilancio. Il tutto a ridosso con la partenza della ZTL che creerà ulteriori costi per i cittadini ed i commercianti. Vi pare una città normale?
Non c'è piu niente
resta tanta solitudine
dopo tante parole belle
tutti prendono le distanze
sei fatto male
ti fanno male le sfumature di chi non vedi
Scrivere per dimostrare a se stessi di esistere.
E' questa l'unica funzione di questi blog?
Ciò che siamo non cambia mai,
ma ciò chi siamo cambia continuamente.
QUI SEMBRA CHE IL "CONTORNO" CONTA PIU' DEI CONTENUTI.
Si scrive quasi sempre di cose che "non disturbano"
solo qualcuno osa, ma si resta a livello di pruderie o pettegolezzi.
La lettura su internet e sui blog è sempre rimasta a livello "nascente"se non
luogo della "spazzatura",
piu' che leggere si sbircia velocemente
.Ebook il grande inganno, alla fine tutti vogliono la copia cartacea delle loro opere.
Si apre un blog o facebook per dire al mondo io esisto e sono diverso da te
solo questo rimane dietro a tanti prodigi tecnologici ideati per rivestire un contenuto che lascia solo tristezza e disperazione.
Canetti scrive:"Scrivo il diario per calmarmi quando sono depresso, scrivo quello che posso."
Franz Kafka scrive:"Il mio diario è la testimonianza che la vita è stata vissuta".
Ma questa gente sapeva scrivere, aveva studiato per farlo, non ci si può improvvisare scrittori senza possedere gli strumenti per farlo e sopratutto
bisogna leggere e rileggere, capire i meccanismi delle emozioni
per non trasmettere messaggi sbagliati.
Il 68 lo dimostra , il voto politico ha generato una classe dirigente che non legge libri,una generazione di figli drogati fin dalle scuole elementari.
Ignoranti al potere e non ci vogliono le Iene per capirlo.
Povera quella generazione che per sentirsi viva ha bisogno di scrivere in un blog.
Nascono così i furfanti del web, che scrivono:
"non ci piace come ti proponi su internet" "e lasciano commenti minacce di morte",nascono così le cortigiane dei multiblog , contenitori senza lettori dove ogni post è un capolavoro letterario.
Le pazze rosse, verdi e argento, che passano la vita a guardare dall'altra parte
e poi si lamentano di avere il torcicollo e non si spiegano il perchè.
Quelli che dicono questo lavoro è tutto quello che ho.
Poi si ritrovano ai giardini senza sapere come passare il tempo
Indovinate come li chiamava Fëdor Michajlovič Dostoevskij .


considerando che le Banche che sottoscriveranno i Tremonti Bond dovranno pagare una cedola annua di circa l'8% per avere liquidità, chi pagherà questa nuova gabella? I Bond sottoscrittori o noi? Non ci vuole Einstein a capirlo, e noi non potremmo più divertirci con lo scambio di Bond:
" anticamente, anni '50, figurine bond Panini raffiguranti giocatori od animali venivano scambiati tra tanti ragazzi per arrivare al più presto a finire l'album relativo. E quante volte si giocava a mazzetto o a getto dal tavolo per vincere bond da poter scambiare con maggior successo. Ricordo che il più difficile da trovare nelle famose bustine animali era il Koala e si arrivava ad offrire anche 50 pezzi per averlo . Ora negli ultimi anni ci hanno fatto cambiare modo di giocare e ci hanno dato BOND ARGENTINI, TITOLI ATOSSICI e da oggi, finalmente I TREMONTI BOND, per cambiare i quali occorrerà avere tanti EURO BOND o forse qualche BERLUSCONI BOND o BRUNETTA BOND- Quello che conta è avere i Bond e siccome io, finiti gli Argentina Bond, avendo qualche Berlusconi Bond, chiedo a chi fosse interessato averne qualcuno, quanti Tremonti o Brunetta mi potrebbe dare in cambio.Tanto Bond più o Bond meno povero rimarrò!.Attendo offerte, grazie, Otrebu





A PROPOSITO: NON AVRANNO MICA USATO IL SOLITO MATERIALE ANCHE PER IL RIFACIMENTO DI PIAZZA D'ARMI?
Se l’amministrazione non rimanda
Cave e cavatori in onda giovedì 26 febbraio in prima serata su “Scherzi a Parte”- Canale 5, subito dopo “Striscia la Notizia”. L’atroce scherzo combinato al notissimo comico ed attore Giobbe Covatta sarà visto da 7 milioni di telespettatori, come attestano i dati “audience” della popolare trasmissione ideata anni fa da Fatma Ruffini e oggi condotta da Claudio Amendola, Teo Mammucari e l’affascinante Belen Rodriguez. Lo “show” che durerà 8 minuti e rappresenterà un’ottima fonte pubblicitaria per il marmo di Carrara, non è costato un euro al Comune che ne ha coadiuvato la realizzazione con l’impiego di proprie maestranze.Un tiro birbone messo a segno e registrato mesi fa nella cava 147 “Querciola”, bacino marmifero di Colonnata dell’azienda “Mega Stone” rappresentata da Franco Petacchi. Scherzo a quota mille metri di altezza tra panoramiche irripetibili e tanto lavoro di professionisti dello spettacolo, di cavatori e “tecchiaioli” durante i giorni precedenti la beffa.La “fiction”, organizzata da Paolo Lizza autore e regista, Alessandra Freri assistente alla produzione, Livio Elli produttore esecutivo, Francesco Porta direttore di produzione e Massimiliano Mirabella regista, ha coinvolto 30 uomini e donne (tra attori e tecnici) di Mediaset. Una decina i personaggi nostrani (complici dello scherzo), tra cui Vittorio Prayer e Giovanni “Gianni” Franzoni del Comune. Tra i cavatori della “Querciola” hanno brillato sul set Pietro Ricci, Luigi Andreani detto “Pupilla” e gli acrobati dell’Api-An Giuliano Bianchi e Fabio Baratta.LA BURLA A GIOBBE COVATTA:“Il comico è in vacanza nella casa del Forte sotto Pasqua. Il suo fedelissimo collaboratore Ugo, complice di “Scherzi a Parte”, gli comunica che il Sindaco di Carrara è intenzionato a fargli tenere il suo spettacolo “Seven” all’interno di una cava di marmo. “Tra uno scenario che pare l’Inferno inciso dal Dorè –viene spiegato a Covatta- che si confà al soggetto ed alle scene della sua trasmissione. Giobbe è subito entusiasta:”Sono anni che desidero vedere le cave di Carrara –dice- e questa è l’opportunità giusta”. Viene fissato l’appuntamento a Palazzo comunale. Giobbe arriva a Carrara a bordo del suo potente fuoristrada nuovo di zecca, col fidato Ugo al suo fianco. Franzoni e Prayer salgono sulla jeep di Covatta e accompagnano la coppia verso l’altissima cava. Il comico non sa che lassù è già tutto predisposto e che presto diverrà triste e iracondo. Si sale lungo i tornanti dei canaloni di Colonnata e l’auto si inerpica sulla strada di “arrocamento” tra pendenze impossibili. Giobbe ammira il panorama e ne resta estasiato: “Ugo guida tu, che io guardo sta meraviglia, anche a rischio della vita”. A quota mille il fuoristrada si arresta nel piazzale del belvedere. Covatta esce e sprofonda subito nel pantano di terra e marmo (trappola predisposta il giorno prima). Si inzacchera le scarpe da passeggio e prende ad imprecare:”Potevate dirmelo che ci volevano gli scarponi”. A riceverlo arriva un attore: falso Sindaco con tanto di fascia tricolore, che gli decanta le bellezze e le tradizioni del luogo: il duro mestiere del cavatore e la squisitezza del lardo di Colonnata. Su tutto il fronte di cava sono piazzate e nascoste una decina di telecamere, mentre la sala di regia è celata dentro un container. Il drappello giunge in una vasto piazzale dal quale si domina una paesaggistica affascinante fino al mare. “Che meraviglia delle meraviglie”, ripete Giobbe Covatta. Ma ecco comparire un gigantesco monolite alto 50 metri. “Il suo show avremo intenzione di farlo lassù –dice il Sindaco- ma è necessario salire per vedere meglio”. Giobbe viene imbracato e sollevato verso la sommità, ma a metà strada resta fermo a penzoloni. “Si è incagliata una fune”, gli gridano, mentre gli appoggiano una lunga pertica sul sedere per issarlo un po’. “E adesso come faccio –urla Covatta- e mi tolga quel palo dal c..o”. “Guardi il panorama, intanto che prendiamo una scala –gli rispondono i cavatori- semmai lo tiriamo giù con la ruspa”. Passano i minuti e Giobbe resta appeso al monolite e comincia a spazientirsi: “Teste di c…o –grida in dialetto napoletano- cosa mi avete combinato”. Allora un gigantesco attore che fa il capo cava chiama il ruspista a gran voce:”Pupilla, Pupilla, piglia la draga e corri subito qui”. Ma Pupilla, come da istruzioni, ci vede poco e sbatte violentemente il cucchiaio della ruspa nel marmo poco distante da Covatta. “Mi volete ammazzare cretini –si lamenta Giobbe- tiratemi giù”. Alla fine un cavatore sale sul cucchiaio della ruspa e lo conduce a terra. “Signor Covatta le abbiamo fatto prendere un bello spavento –afferma il capo cava- ci perdoni, non era mai successo. Ma ora, per cortesia, prema questo bottone rosso, che facciamo brillare la mina. Sarà un onore per noi cavatori”. Giobbe pigia il marchingegno e si ode il boato (creato ad arte con effetti speciali). Covatta si intimorisce ma tutto sommato è incantato dall’esperienza. Tutti si avviano verso il fuoristrada di Giobbe per salutarlo, ma giunge trafelato un operaio che grida: “Chi è quel rimbambito che ha parcheggiato la jeep proprio sotto l’esplosione della mina…”. Giobbe rimane perplesso, attonito, preoccupato: la sua bella fuoristrada è sepolta e schiacciata come una focaccina sotto tonnellate di informi di marmo. Comincia il grande lamento di Giobbe, il rimpallo di responsabilità: la colpa non la vuole nessuno, la polemica infuria. Il capo cava dice di andare al diavolo, il Sindaco declina ogni colpa. Il tono della discussione cresce e il gigantesco capo e afferra Covatta e assistente per i baveri: li insulta, spara un calcione addirittura al Sindaco. E’ la rissa, con Giobbe Covatta furibondo che si esprime e offende tutti in dialetto napoletano. Poi il capo con morsa ferrea gli cinge la vita e gli intima: “Giobbe Covatta, guarda quella bancata di marmo. Guardala bene: sei su Scherzi a Parte”. E cala dall’alto il famoso cartellone satirico. Il batticuore del comico dura ancora qualche minuto, poi Giobbe si accende una sigaretta, manda tutti in c—o, e finalmente si rilassa. La sua jeep è sana e salva, parcheggiata più in là. Ma gli avevano tolto la targa, la mascherina frontale e oggetti interni, posati poi sotto l’auto falsa e distrutta da tonnellate di marmi. Giobbe Covatta cala a valle e incontra Angelo Zubbani, il vero Sindaco di CarraraE gli confida: “Tutto sommato e scherzi a parte, in questo vostro bell’ambientino farei volentieri il mio spettacolo”. Vittorio Prayer.






Il Prefetto ha dato ragione al Sindaco, sostenendo che l'Amministrazione ha messo in atto tutte le prescrizioni della Sentenza del Tribunale. Cosa fare ora?
AGGIORNAMENTO - Legambiente: "Indignati ma non sorpresi, il prefetto aveva già protetto le illegalità dell'amministrazione"
I cittadini di Carrara non riescono a trovare un posto per parcheggiare l’automobile e tra breve dovranno anche pagarsi le soste? “Pazienza”! I commercianti sono imbestialiti per
A Carrara il clima di intolleranza si fa sempre più pesante e lo avevamo previsto. Il disagio giovanile trova una cattiva risposta, drastica e dirompente, riduttiva nei confronti delle enormi possibilità di attenuare il conflitto venutosi a creare alla media Leopardi. E questa volta sono le istituzioni a racogliere i frutti del clima forcaiolo cui la sinistra carrarese invece di opporre contrasto vi ha fatto da sponda, con un sindaco sceriffo ed un assessore al sociale che su temi importanti si è mosso con piedi di elefante. L'orda dei genitori che chiedono l'allontanamento di un ragazzo di 12 anni, che vogliono farsi giustizia da soli, che non danno attenuanti nè vogliono formulare prognosi di reinserimento, pesa come un macigno su un clima che mai si era respirato a Carrara. I nostri politici sono partiti dai nomadi, dai lavavetri, da chi chiede l'elemosina per poi virare sui giovani con l'ordinanza sulle bottiglie di vetro, sempre usando il concetto di pulizia e ordine, mai mettendo in campo strumenti di integrazione sociale. Ed ora il passaggio dà abbondanti frutti. Un fatto ricomprensibile ma comunque riconducibile produce la caccia al diverso. Prima o poi ogni debole sarà oggetto di questo perverso gioco dei forti.
Vienimi più vicina
Vienimi più vicina
qui
accanto al cuore
senti
senti come batte forte
cosa mai sarà
tu cosa pensi
su
fammi vedere radiosi i tuoi occhi
che mi scoppia il petto
non lasciarmi così nell’incertezza
il mio cuore è tra le tue mani
ora
non senti
sono un passerotto che trema
e pende dalle tue labbra
in attesa del suo destino

Nella Conferenza stampa tenutasi ieri a Massa da Rifondazione Comunista a parlare è Pier Paolo Marchi (Consigliere Comunale) e non gli attuali membri reggenti della Segreteria che ha recentemente perso il Segretario.Questo la dice lunga sullo sbando e sulla deriva in cui è piombato il Partito. Pare proprio una bella gaffe politica lasciar voce libera ad un eletto. Una pericolosa delega in bianco, anche perchè Marchi, nel silenzio politico dei membri della segreteria decreta e legifera da solo. Innanzitutto dichiara che rimarrà nello stesso gruppo politico con Cesare Lorieri presidente e che si farà interprete di un incontro col Sindaco per chiarire che il portavoce di Rifondazione, ovviamente, sarà lui e non Martina Nardi. Gli amici che se ne vanno godono per sue parole del massimo rispetto. Tarallucci e vino quindi. Per bocca del Marchi e nel silenzio dei membri di segreteria si afferma che le sigle Rosse che appoggeranno Pucci saranno 5 e non più 4. In buona sostanza Marchi fa una bella pacificazione al ribasso accontentandosi del suo nuovo ruoletto. A lui certamente non viene in mente che a seguito di un notevole terremoto politico che fa perdere a Rifondazione il Vice Sindaco e due consiglieri forse sarebbe stato il caso di ridiscutere col Sindaco non il ruoletto della quinta sigla rossa, ma piuttosto le linee di programma, la collocazione del partito, la sua visibilità ed ovviamente anche la sua presenza in giunta. E' evidente che senza una presenza in giunta od un ruolo istituzionale di primo piano, il suo partito si troverà becco e bastonato, schiacciato dai ruoli di soggetti che pure sono stati eletti nelle sue liste e che oggi gestiranno ruoli importanti rispetto ai quali rifondazione dovrà portare solo acqua fresca. Che dire, ottimo lavoro della segreteria morente, che non ha ancora capito che non sono gli eletti a fare la linea politica di un partito ma che invece è proprio il partito a dare le linee agli eletti.
Roma, 21 febbraio 2009 - L’assemblea nazionale del Pd ha eletto Dario Franceschini nuovo segretario del partito. Il successore di Veltroni ha raccolto 1.047 preferenze su 1.258 delegati. Parisi ha ottenuto 92 votI.Subito dopo il conteggio dei voti ha preso la parola Dario Franceschini. “Spero che Arturo si candidi, perchè serve un confronto vero e autentico”. Lo dice, parlando dal palco dell’Assemblea del Pd, il candidato segretario Dario Fraceschini, rivolto al probabile concorrente Arturo Parisi. Franceschini ha spiegato all’Assemblea di “volersi prendere delle responsabilità” per ciò che non ha funzionato, ma anche “rivendicare con orgoglio le cose belle” : ora però, ha aggiunto, “dobbiamo tutti rimboccarci le maniche”.