La “social card”, recentemente introdotta dal governo per aiutare i pensionati in difficoltà economiche, è spesso fonte di difficoltà e di imbarazzi. Come quando, per esempio in un supermercato, la carta viene fatta passare al pos di una cassa e risulta vuota. Perchè? Il motivo è semplice: la social card non viene caricata al momento della consegna alle poste, ma solo a seguito di successivi accertamenti dell’Inps. Chi ne ha diritto, i pensionati over 65 con trattamento pensionistico o assistenziale inferiore ai 6 mila euro lordi annui (8 mila per gli over 70), non lo sa e va a comprare certo di poter fruire del bonus. Ma può anche non essere una questione di ritardi: l’istituto previdenziale potrebbe accertare anomalie e direttamente revocare il benefit. Ormai però la carta acquisti (sebbene scarica) sarebbe nelle mani del pensionato convinto di poterla utilizzare liberamente. Salvo poi trovarsi bloccato alle casse. I patronati del Cna, quelli sindacali e i Caf, deputati al sostegno nella compilazione del modulo Isee (indice di situazione economica) necessario per il rilascio della scheda magnetica, confermano: i casi di blocco sono numerosi. Nessun commento dall’Inps: una circolare interna vieta categoricamente di parlare coi giornali. La Coop è uno degli esercizi convenzionati: oltre ad accettare la tessera offre un ulteriore sconto del 5 % sui prodotti acquistati. Se solo il servizio funzionasse a regola. I problemi infatti si accavallano ad altri problemi: qualora la scheda fosse valida e carica ma al supermercato la spesa eccedesse di un euro rispetto alla cifra erogata, il pensionato non avrebbe la possibilità di aggiungere quel che manca. Il pagamento misto non è contemplato: toccherebbe svuotare il carrello per andare a pari, o altrimenti pagare in cash. Stesso discorso per il versamento alle poste per le bollette energetiche: o hai consumato luce per meno di 40 euro, o paghi in contanti. Il nodo: l’Inps, nonostante la tessera magnetica sia già stata consegnata, verifica solo in seguito i requisiti. E qualora non fossero in regola non avverte nessuno. Federico Amodeo dal Secolo XIX 30 Dicembre.

Analizziamo il 2009 tramite la somma dei suoi numeri: 2+9=11. 1+1=2. Il numero due deriva dalla divisione dell’unità ed è il simbolo della separazione, perché da un punto di vista sacro, l’unità è per essenza una e unica. Il due, come dìade, è l’espressione della dualità. In una visione dualistica del mondo si ha la separazione del principio materiale dal principio spirituale, e il numero due è l’incarnazione degli opposti: maschile /femminile, giorno/notte, terra/cielo, ecc. Essendo un principio duale, indica sia il contrasto, la polarità, sia il tentativo di conciliazione. Quindi può essere considerato un numero ambivalente: nella sua funzione positiva cerca di riconciliare gli opposti, per ritornare all’unione ed è indice di saggezza, come ricerca attiva di una perduta armonia, oppure ha un carattere negativo se porta alla rottura dell’unità con la netta divisione dei contrari. Il numero due, ci porta all’interno di una differenziazione, non multipla, bensì fondata su un conflitto binario che comporta un’esclusione e una spaccatura: vero o falso, bianco o nero, ecc. La linea è la figura geometrica raffigurante il due; infatti si ha un collegamento con il simbolismo della croce nella coppia della verticale e dell’orizzontale: la linea orizzontale indica lo sviluppo materiale, mentre quella verticale l’elevazione spirituale. Inoltre il due essendo un numero pari, incarna le energia femminile e la passività. Infatti, nell’Antichità il numero due era attributo della Grande Madre Terra.
Care concittadine e cari concittadini, a voi tutti, a tutti i carraresi all'estero e a tutti i cittadini stranieri che risiedono nel nostro comune giunga il più cordiale augurio di Buon Anno. Quello che sta per chiudersi è stato un anno difficile. Nella tradizione popolare l'anno bisestile è, da sempre, considerato un anno funesto. Ovviamente questa credenza non ha nessun fondamento razionalE. Malgrado ciò, il 2008, di eventi dolorosi ne ha riservati parecchi: guerre, attentati, repressione, razzismo, delinquenza, morti sul lavoro, frodi alimentari. E poi una recessione economica mondiale che ancora non sembra aver dispiegato tutti i suoi effetti negativi e una società in grave crisi morale e valoriale. Ma il 2008 è stato anche l'anno delle grandi mobilitazioni, come quelle organizzate dagli studenti e degli attivisti per i diritti umani. L'anno del rilascio di Ingrid Betancourt e dell’elezione del primo afroamericano alla presidenza degli Stati Uniti d'America.Quest’anno abbiamo festeggiato il quarantesimo anniversario del “sessantotto”. Nel 2009 si festeggeranno i dieci anni dall'entrata in vigore dell'euro e i venti dalla caduta del Muro di Berlino. Ma, soprattutto, il prossimo anno la comunità scientifica internazionale si appresta a celebrare il 400° anniversario delle prime osservazioni astronomiche di Galileo Galilei che, proprio nel 1609, giusto 400 anni fa, a Padova alzò per la prima volta al cielo il suo cannocchiale.Mi piace pensare che questa coincidenza possa essere di buon auspicio. Quattrocento anni fa con le sue osservazioni Galileo scoprì che
Legambiente di Carrara, in una nota stampa dai toni piuttosto ironici e non senza una punta di amarezza, ha deciso di conferire sindaco l’ipotetico premio di “Angelo dei camionisti”. Un premio che Legambiente gli conferisce per tutta una serie di motivi che vi andiamo a leggere: attività indefessa a favore dei camion, sprezzo del ridicolo dal momento che sostiene contro ogni evidenza, l’efficacia dell’impianto di lavaggio dei camion, coerenza nel respingere l’adeguamento e la costruzione di impianti di lavaggio, altruismo, perché si assume un rischio personale violando l’ordinanza del fermo camion. Ma secondo Legambiente Zubbani merita il premio anche per il suo orgoglio, mantenendo ferme le sue posizioni anche quando ha torto marcio, è arguto: beffando in un colpo solo cittadini e due tribunali, eludendo la sentenza. E ancora tutta una serie di frecciatine come quella, sulla tutela delle minoranze: cioè del diritto dei camionisti a soffocare di polveri l’intera cittadinanza. Da Teleriviera.
La formazione professionale dovrebbe essere il più importante strumento reale per lo sviluppo delle competenze dei cittadini di un territorio. Ma in realtà spesso i corsi non rispecchiano le esigenze espresse dalle aziende, quanto, piuttosto le esigenze spesso distorte delle Associazioni di Categoria e di quelle Sindacali. A molti non è noto infatti che all’interno della “Tripartita”, l’organo che decide le linee di indirizzo, di fatto avviene una spartizione di competenze. Questo perché ciascun soggetto ha alle spalle una propria Agenzia Formativa e soprattutto perché l’Organo Provincia, pur avendo un Assessorato al Lavoro ed alla Formazione ed un nutrito staff burocratico-amministrativo, non fa direttamente formazione, ma, letteralmente la delega alle Agenzie, non per meriti ma per derivazione. In sostanza la Provincia paga con milioni di euro del Fondo Sociale Europeo, trasmessi tramite la Regione Toscana, dei soggetti esterni. Col sistema dei bandi, chi è più forte, ma non necessariamente più bravo, si aggiudica la propria fetta di competenza nel creare corsi per figure professionali. Queste figure, nella stragrande maggioranza dei casi, non provengono da concrete richieste delle aziende del territorio, ma vengono piuttosto adattate alle esigenze delle singole Agenzie Formative. Queste, in buona sostanza, in base alle loro specifiche competenze, alle professionalità dei loro formatori propongono e poi vincono bandi tramite i loro santi referenti in Tripartita. La domanda è pertanto questa: alla fine dei corsi che talvolta coinvolgono l’interessato fino a 2.200 ore, quanti trovano una occupazione confacente a quel profilo professionale per il quale sono stati formati? Si fanno tante statistiche ma questa manca, oppure, è chiusa in qualche cassetto.Affermo questo perché sarebbe fin troppo facile fare una verifica, verificando se hanno trovato un impiego attinente alla qualifica rilasciata dal corso.Ma ragioniamo, se fossero state utilizzate in questi anni le risorse per figure professionali delle quali effettivamente necessitava il territorio, coadiuvate da una ricerca comprensoriale, da un marketing di attrazione aziendale, la nostra Provincia sarebbe in queste condizioni? Nessuno fa autocritica, non solo i politici, ma neppure i tecnici che dovrebbero dare gambe ai progetti e agli indirizzi politici. Ma il gioco è di grande perversione. Andrea Lazzari
Diagnosi,, prognosi e terapia. Sono queste le procedure con cui si confronta ogni giorno un medico. E queste in fondo sono anche le tappe che deve percorrere un amministratore, specialmente nel caso in cui sia chiamato a lavorare per una città “malata” come Carrara. Nel nostro caso la diagnosi è impietosa: coma e cachessia da malgoverno. Carrara si porta sulle spalle oltre 50 anni di errori più o meno madornali e devastanti, dovuti all’improvvisazione, al pressapochismo e alla pochezza intellettuale di gran parte di coloro che l’hanno gestita fino ad oggi. Ma oltre ai fattori che ne hanno indebolito la costituzione due sono state le cause che di recente hanno contribuito in modo determinante allo stato comatoso della città: lo scellerato progetto della strada dei marmi e il continuo soccorso portato alle partecipate.Nel primo caso la situazione è grave e difficilmente trattabile. Il progetto avrebbe potuto costare la metà o addirittura un terzo se la strada fosse stata progettata “in trincea” e non in galleria. Ma anche nel caso in cui ci si fosse intestarditi per la soluzione in galleria si sarebbe potuto facilmente attingere a contributi statali se il progetto fosse partito prima e fosse stato concepito anche come tratto terminale della Fivizzano-mare. Purtroppo il dado è ormai tratto e su questa disgrazia, la cui responsabilità ricade tutta sulla sinistra locale, non è facile intervenire. Per molti anni ancora dovremo far fronte a questa emorragia. Maggiori possibilità d’intervento esistono invece per le società partecipate. In questo caso basta avere gli attributi e il coraggio di mostrarli. Basta parlare chiaro con gli amministratori di questi bubboni putrescenti e dire loro che non ci saranno più proroghe né deroghe. O cominciano a lavorare come si deve, tagliando dove è necessario e agendo con il bastone oltre che con la carota, o il prossimo passo sarà il fallimento. La rete del Comune, che per anni ha coperto le magagne e l’incapacità degli amministratori a spese dei cittadini, semplicemente da oggi in poi non ci sarà più. Già questo trattamento, incompleto ma efficace, potrà aiutare il malato a riprendersi o per lo meno a sopravvivere, perché libererà risorse necessarie agli investimenti sul territorio. E sopravvivendo la città potrà ritrovare energie capaci di sopperire agli errori del passato, riprendendosi pian piano con l’aiuto di un nuovo piano regolatore, di adeguati investimenti sul turismo e nel settore del marketing territoriale. Ultima ma non in ordine di importanza la questione dei parcheggi nel centro cittadino. Se Marina deve trovare il modo di riqualificare l’interfaccia tra porto e città e rinvigorire i traffici portuali convertendoli progressivamente al servizio del turismo attraverso una stazione marittima e un porto turistico che sappiano convivere con quello commerciale, Carrara ha assoluto bisogno di uno o più nuovi parcheggi in centro. E allora avanti tutta con il progetto del silos al Colombarotto e del parcheggio interrato in Piazza Farini, magari congiunti da un tunnel sotterraneo e costruiti in project financing, cioè a costo zero per i cittadini. Solo allora
Dopo Italia Oggi, sonora bocciatura della Provincia Apuana anche da parte del Sole 24 Ore. Stupefacente certo ottimismo, anche in considerazione dei disastrosi dati economici della C.C.I.A. che non tengono ancora conto della chiusura di Eaton e della crisi di tante altre piccole aziende, alle quali si aggiunge un rallentamento di Omya che influirà disastrosamente, a causa dei minori transiti di scaglie, anche sul buco di bilancio del Comune di Carrara e, quindi, sul finanziamento della Strada Dei Marmi. Nessuno pare volersene assumere le colpe. Paghiamo l'incompetenza e l'immobilismo della politica ma anche un ritardo nell'innovazione, non solo da parte delle aziende, ma anche da parte della Provincia di Massa Carrara, impegnata in una gestione antiquata e priva di prospettive della Formazione Professionale che non si proietta ed anzi ostacola un ampio studio di prospettiva sulle potenzialità occupazionali del territorio. Non a caso la reindustrializzazione di Eaton è delegata ad una società di scouting del nord. Non a caso gli unici tavoli funzionanti sono quelli autocelebrativi dove ognuno espone la sua fascia. E' triste affermarlo ma, se ci sarà una via d'uscita, sarà anche questa volta affidata alla volontà degli industriali...logicamente coi loro metodi.
Certo sono scelte che abbisognano di coraggio, ma le amministrazioni devono essere lungimiranti, guardare lontano, se non vogliono essere sempre con il cappello in mano, a chiedere aiuti per la chiusura delle fabbriche.Vogliamo inoltre sottolineare come questo progetto di water-front sia l' unico che non apre spazi portuali alla città ma al contrario toglie.





Carrara e i carraresi non meritano questo. Non meritano Consigli Comunali-blitz, forzature, veri e propri colpi di mano contro le volontà espresse dalla gente. Assemblee pubbliche indette il giorno prima di Natale e di fine anno, in pratica senza alcun preavviso. Sono queste le forme di partecipazione che i nostri amministratori intendono per governare la nostra città? Il Comitato Marina si Ribella, –a dispetto delle opinioni dei soliti menestrelli di regime – non è composto dai “soliti noti” ma da tante persone che sono riuscite a mobilitare l’attenzione di centinaia di cittadini sui temi importanti del nostro litorale. Le nostre opinioni sono suffragate dai dati ufficiali e da competenze che danno fastidio a chi vorrebbe manovrare l’opinione pubblica. Alla luce di questi dati, abbiamo affermato in ripetute occasioni che sul lungomare non esiste alcun problema di traffico pesante e che il progetto di water-front è propedeutico al raddoppio del porto, che sarebbe un ulteriore flagello per l’economia locale. A ragion veduta affermiamo che i politici dicono delle cose ma ne fanno altre e che il porto turistico non si farà mai stanti gli attuali progetti di raddoppio del porto commerciale. Su progetti così importanti non si convocano Consigli Comunali nei periodi pre-festivi, quando i giornali non escono, quando la gente è in ferie, in vacanza o semplicemente indaffarata negli ultimi preparativi. Concludiamo con l’invito rivolto a tutti i cittadini che vogliono conoscere lo stato dei fatti a partecipare alle attività del Comitato, per info: 3283046379
Se questa terra fertile
Se questa terra fertile
che il contadino semina
dalle tue dolci carezze
se questo sole
che generosamente la riscalda
dal tuo sguardo appassionato
se questa pioggia
che viene giù dal cielo a dissetarla
dalle mie lacrime di gioia
se
allora sì
che dolce frutto sarebbe l’amore
Pietro Atzeni
Il presidente eletto degli Stati Uniti, Barack Obama, "sorveglia" la situazione nella Striscia di Gaza dove i raid israeliani hanno fatto quasi trecento morti. Obama, che entrerà in carica il 20 gennaio, "sorveglia da vicino gli avvenimenti mondiali, compresa la situazione a Gaza", ha dichiarato la sua portavoce per le questioni di sicurezza nazionale, Brooke Anderson. Credo che in realtà stia iniziando a mostrare la sua vera faccia bianca.
Il Sindaco Pucci dice che in questi mesi ha fatto miracoli, il Sindaco Zubbani dice che ha colto una rinnovata sintonia fra cittadini e istituzioni.I Parlamentari, al di fuori delle sfilate politiche non si vedono.La Regione, oltre all'impegno dichiarato, in sei mesi non ha ottenuto un tavolo col governo sui problemi locali più scottanti.Quanto conta Massa Carrara in Toscana? E quanto conta la Toscana a Roma? Questo governo non ha mai preso in considerazione il nostro territorio, le amministrazioni locali non sanno decidere, i sindacati devono superare alcune diversità di vedute perchè le guerre interne non fanno bene ai lavoratori.Il Presidente della camera di commercio dice che non va bene nulla ma anche lui è ai tavoli istituzionali.La Provincia che dovrebbe essere un punto di riferimento per la gestione del territorio non incide per nulla.Il ministro Matteoli è toscano, il ministro Bondi è toscano: non ci stanno dando una mano.E? ora che la politica vada da Scajola a conquistarsi il tavolo col governo, con un piano preciso.Non abbiamo altra strada ormai.Perchè peggio di così non si può andare: sembra che ognuno non voglia pestare i piedi agli altri.Come se ci fosse qualcosa da spartire. Franco Garbati, Segretario U.I.L. : Brano tratto dall'intervista al Tirreno di oggi.
L'amministrazione tenta il colpaccio e fissa per lunedi sera un Consiglio sul Water Front. I numeri ci sono tutti, in forza di una inedita trasverslità tra forze di parte del centro sinistra e del centro destra. Il dibattito tra la cittadinanza, a parte le prese di distanza del Comitato Marina si Ribella, non c'è stato se non in forma surreale. Si è persa una ulteriore occasione di democrazia partecipata e di scelte condivise. Nulla di meglio di una decisione presa nell'indifferenza generale in una seduta dell'ultimo dell'anno. Qualche anno fa a ferragosto passarono note delibere sul marmo.
In questi giorni, penso si stia appalesando un fatto che apparentemente potrebbe sembrare clamoroso, sconvolgente, drammatico, ma che da anni era perfettamente noto a chi continuava ad usare almeno una parte degli emisferi. Parlo dell’inutilità della politica o, più concretamente dei politici e, conseguentemente di queste parvenze di Istituzioni, soprattutto quelle locali che non hanno mai contato un cazzo. Nel senso che tutto per decenni è stato delegato all’economia o, meglio, agli industriali. I Politici sono stati solo burattini nelle mani del capitale. Sono stati solo gli industriali a compiere ogni scelta sul territorio, aggiustandole con patti e misure secondo i loro interessi, cooptando la classe politica dirigente, facendovi patti più o meno scellerati. Ed è stato proprio per questo che i rappresentanti nelle istituzioni e negli enti hanno sempre avuto un peso ed una fortuna maggiore, quanto più sono riusciti a dimostrare ignoranza e sprovvedutezza sui temi economici, dello sviluppo e delle infrastrutture. Anche un cieco vede che sul nostro territorio appunto non è decollato nessun modello vincente, proprio perche’ gli industriali hanno mantenuto in vita i loro modelli fallimentari, appunto con l’aiuto di stato, regione, provincia e comuni.Il miglior biglietto da visita per questa classe politica è stato il non avere un posto di lavoro, meglio ancora avere un passato discutibile. Su questa gente il mondo imprenditoriale apuano ha puntato aprendo le braccia e la borsa . Mentre gli industriali erano impegnati nelle spartizioni di appalti e servizi, i loro uomini, i politici, portavano a casa pagnotta e panettone. L’Economia stiracchiava, pur con le sue sacche di disvalore, di precarietà, di infortuni sul lavoro, di disoccupazione, ma si vivacchiava con qualche fasulla pensione di invalidità o di accompagnamento mai negata ad ogni famiglia. Poi le cose sono cambiate all’improvviso, nel giro di pochi anni Massa Carrara si è andata a ficcare negli ultimi posti delle graduatorie economiche, con dati che neppure il più leccaculo degli statistici può ancora continuare a sottacere. E non sono più sufficienti nemmeno le autocelebrazioni, i tavoli, i buffet. La merda avanza. La botta finale l’abbiamo vista con

E' significativo che il Primo Leccaculo Per Eccellenza di Carrara vi venga in soccorso proprio per Natale. Cassa integrazione, crisi del comparto? Avete spolpato i monti, avete taglieggiato l'economia producendo ricchezze fuori di ogni possibile immaginazione. E non potete pagare gli stipendi di 28 operai? Ma fatemi il piacere! E dobbiamo credere a queste balle quando la città stà spendendo per il vostro sassodotto (Strada Dei Marmi) centinaia di miliardi, sottraendo risorse dal sociale? Quando avete avuto per anni utili del 1000 x mille? E vi affidate a noti leccaculi in questo pianto greco? Dov'è l'Amministrazione, dove sono i politici? Tutti state dipingendo uno scenario drammatico del quale siete i primi responsabili. Del quale tuttavia ne pagano le conseguenze solo gli operai. Voi, stringendo qua e là, licenziando, risparmiando sulla sicurezza, spolpando, facendovi leccare a pagamento conservate i soliti profitti e, se anche questi dovessero dimezzare o ridursi di cento volte, sarebbero sempre enormi.Non date ricadute sulla città, e quando è il momento fate il tiro in culo. Ma la posta è grossa, più grossa di quello che volete far credere.Tutti in crisi volete presentarvi al dunque, cambiare ulteriormente il regolamento degli agri marmiferi, introducendo su tutti i punti il principio della concertazione . Ecco come dopo aver reintrodotto il regime feudale riuscirete anche a spogliare definitivamente la città dalla proprietà in capo ai cittadini degli agri marmiferi.Ormai il giochetto è quasi fatto. Qualche versamento e poi sarà fatta.
Il Comune di Carrara ha avanzato numerosissime richieste di pagamento ad ignari cittadini delle zone del Peep di Avenza e di Bonascola con le quali pretende il pagamento di somme di denaro a conguaglio, nell’ordine dei 2000/3000 euro a nucleo famigliare, per presunti maggiori oneri sostenuti dall’amministrazione per gli espropri delle aree in cui sono sorte le abitazioni dei piani Peep.
Milano, 24 dic. (Apcom) - L'arcivescovo di Milano, cardinale Dionigi Tettamanzi, invita a cambiare "uno stile di vita costruito sul consumismo" per tornare "a una santa sobrietà", in modo che ci vive momenti di difficoltà per la crisi dell'economia "non si senta abbandonato". Davanti ai fedeli riuniti in Duomo, nella città simbolo dello sviluppo economico italiano, Tettamanzi ha pronunciato un'omelia di impronta fortemente solidale: il significato cristiano del Natale è, ha detto, nella "logica di un amore che si dona e che crea incontro, dialogo, comunione, condivisione, solidarietà, amicizia, fraternità". Il Natale, ha aggiunto, "ci chiama ad uno slancio rinnovato, ad un supplemento speciale di fraternità e solidarietà". E l'atteggiamento che rende viva e autentica la solidarietà è la "sobrietà". "Tutti - ha detto Tettamanzi - dobbiamo essere sobri: perché il cuore sia libero dalle ricchezze, per educarci a investire e a spendere per ciò che è necessario e importante e per condividere la nostra umanità e i nostri beni con chi è povero". Tettamanzi si è soffermato sulle cause e gli effetti della crisi dell'economia. Il fatto che c'è chi si trova a vivere "queste feste con il timore di perdere il proprio posto di lavoro non può non interrogare ciascuno di noi - ha osservato - C'è uno stile di vita costruito sul consumismo che tutti siamo invitati a cambiare per tornare a una santa sobrietà, segno di giustizia prima ancora che di virtù. C'è una solidarietà umana - ha proseguito - da ritrovare nei nostri paesi e nelle nostre città per uscire dall'anonimato e dall'isolamento, perché chi vive momenti di difficoltà non si senta abbandonato. C'è una nuova primavera sociale fatta di volontariato, mutuo soccorso, cooperazione da far fiorire perché insieme, ne sono certo, solo insieme è possibile affrontare e superare le difficoltà che sperimentiamo e chesi prospettano". Tettamanzi ha invitato quindi ad interrogarsi sui "perché" della crisi: "Appare già con sufficiente chiarezza come l'origine dei mali stia a monte dell'economia, perché la produzione, la distribuzione e l'uso delle risorse implicano sempre un insopprimibile aspetto etico. Può dirsi etica - ha sottolineato - un'economia che non mette al centro l'uomo ma il profitto da perseguire ad ogni costo? Quanta responsabilità, delle fatiche del momento presente, ha quella finanza divenuta virtuale, che ha perso di vista l'economia reale centrata sul benessere delle comunità e dei singoli?". L'arcivescovo di Milano afferma di non avere dubbi: "L'etica, e il primo valore etico è il rispetto della persona in tutte le sue dimensioni, non è un'aggiunta all'economia, ma ne è il fondamento. Sempre quando si calpesta l'uomo sulla breve o lunga distanza a pagarne le gravissime conseguenze sono l'uomo, la società, la natura e l'economia stessa". Tettamanzi ha invitato infine ad "agire". "E l'azione ora deve privilegiare chi nei prossimi mesi perderà il lavoro e non sarà più in grado di mantenere dignitosamente sé e la propria famiglia". Poi, l'annuncio di un Fondo di solidarietà "Famiglia-lavoro" con una dotazione iniziale di un milione di euro.

Scorrevano i tempi difficili
della carestia
lasciando impronte indelebili
nelle pagine del mare.
Vivevamo di speranze e di sole,
talmente vivi
a dividere quel poco
che aveva un sapore profondo.
La pianola dei sogni
nell’aria serena
rotolava le note pastorali.
Era la festa dell’amore
nel paese bianco
dei pescatori,
negli occhi grandi
dell’infanzia scalza,
felice allora
per un dono di stracci
appeso all’albero di Natale.
Da questo mare
arido di stelle
ti costeggio
abbandonato all’onda
di un eco lontana
e così come in un sogno
torno sotto il sole d’inverno
stupito ad osservare
lungo il cielo delle Apuane,
in alto, lassù,
dove taceva il mondo,
l’intatto candore di neve
che brillava
l’attesa dell’evento,
per le vecchie strade,
fra le cose care di ieri
dentro il profondo
della tua luce
Natale sereno del ricordo.

LE ALPI APUANE
Superbe, possenti,
in aspre forme difformi
s’innalzano, si stellano
di mille profili
a foggia di diamante.
Talmente uniche,
al di là della fantasia…
Le porto dentro
infarinate di neve
nella schiarita d’azzurro
dopo la tempesta.
Non oso
non esistono parole…
nella fascia di cielo
che ha in sé
la verginità della natura,
quelle rocce brune
striate da perlati ravaneti
raggiano un sorriso,
un invito
alla penna del poeta…
ma sulla pagina bianca
si accartoccia
una rinunzia per amore.