ANDREA LAZZARI

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giovedì, 31 luglio 2008

Siti industriali ad alto rischio: indagine del Cnr

inquinamento


Roma. L’indagine del Consiglio nazionale delle ricerche rileva che nell’area di Massa e Carrara la mortalità generale, tra il 1995 e il 2000, è stata più elevata di quella regionale. Particolarmente significative le differenze riscontrate nei maschi per tutte le cause di mortalità: nei due comuni, si sono registrati 391 decessi in più di quanti attesi sulla base della mortalità regionale. In eccesso anche la mortalità maschile per tutti i tumori (+170 decessi rispetto a quelli calcolati sulla mortalità regionale media), per le malattie dell’apparato respiratorio (+80), per la cirrosi epatica (+107), per i tumori del polmone (+61) e del fegato (+47). Risultano in eccesso anche le morti per cause più rare come le neoplasie della laringe (+17) e della pleura (+10). Nelle femmine, è risultata in eccesso la mortalità per cirrosi epatica (+40) e quella per tumore al fegato (+27). Lo studio - condotto dall’Unità di epidemiologia dell’Istituto di fisiologia clinica del Cnr di Pisa, in collaborazione con l’Osservatorio di Epidemiologia della Agenzia di Sanità della Toscana e pubblicata in questi giorni sulla rivista Epidemiologia & Prevenzione - conferma, quindi, uno stato di salute critico in un’area con siti industriali ad alto rischio dove sono documentate esposizioni occupazionali e ambientali. Rispetto all’indagine precedente condotta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità sul periodo 1990-94, vi è una diminuzione statisticamente significativa dei decessi per tutte le cause e per numerose cause specifiche, ma vi sono aumenti significativi per i tumori del fegato in entrambi i sessi e del sangue soprattutto nelle femmine. “Come lo studio precedente”, osserva Fabrizio Bianchi, ricercatore dell’Ifc-Cnr di Pisa e coordinatore della ricerca, “lo studio recente continua a registrare eccessi di mortalità prevalentemente nei maschi, indicativi soprattutto di esposizioni lavorative, mentre alcune cause risultate in eccesso anche nelle femmine sono indicative di possibili esposizioni ambientali, senza escludere il ruolo di fattori socio-economici e di stili di vita”. L’area presa in esame è infatti caratterizzata dalla lavorazione del marmo, dalla produzione e lavorazione del metallo, dalla fabbricazione di prodotti sia petroliferi raffinati sia chimici e dall’attività cantieristica navale. La zona industriale apuana, inoltre, comprendeva fino alla seconda metà degli anni ottanta un importante polo chimico, la cui dismissione si è resa necessaria in seguito a una lunga serie di incidenti iniziati nel 1978 e culminati il mattino del 17 luglio del 1988 con due esplosioni nel reparto di produzione del pesticida Rogor 3. Dopo dieci anni dalla chiusura degli impianti ANIC-Agricoltura e Farmoplant ed in attesa del completamento delle bonifiche, lo studio conferma nell’area dei comuni di Massa e Carrara un indice di mortalità più elevato rispetto a quella dell’intera regione. Nel periodo in esame, la popolazione residente nei Comuni di Massa e Carrara è in media di circa 134.000 abitanti di cui 64.000 maschi: i decessi sono stati 2.281 a Carrara e 2.268 a Massa e quelli avvenuti a causa dei tumori sono 841 a Carrara e 781 a Massa. Più delle cifre assolute, sono però significative le percentuali: rispetto ai decessi medi regionali, l’eccesso di mortalità maschile nell’area è di circa il 10%. Entrando in maggior dettaglio si rilevano indici di maggior mortalità maschile, rispetto alla media toscana, molto più ampi: per i tumori al fegato maggiori del 53% a Carrara e del 69% a Massa; per i tumori della laringe del 64% a Carrara e del 52% a Massa, per il tumore della pleura a Carrara del 131%. Tra le cause non tumorali nei maschi si va dal 60-67% di maggiore mortalità per malattie dell’apparato digerente a Massa e Carrara, soprattutto dovute a cirrosi epatica, mentre le malattie dell’apparato respiratorio sono risultate in eccesso dell’11% a Carrara e del 42% a Massa. Nelle femmine ha acquistato significatività statistica l’eccesso per il tumore al fegato (59% in più rispetto alla media regionale registrato a Massa, non significativo a Carrara). Tra le cause non tumorali femminili è confermato l’eccesso statisticamente significativo sull’intera area in particolare per la cirrosi epatica (22% in più a Carrara e 97% in più a Massa). “Questo studio”, afferma Fabrizio Minichilli (ricercatore dell’Ifc-Cnr e primo autore dell’articolo scientifico), “rafforza l’ipotesi di un legame tra esposizioni occupazionali e alcune cause di morte, anche se non si può escludere un contributo di esposizioni di tipo ambientale. Per la cirrosi epatica sembra ipotizzabile un legame con gli stili di vita e i fattori socio-economici. Tutti i dati confermano l’effetto negativo sulla salute umana di esposizioni occupazionali e ambientali in popolazioni residenti in aree con impianti industriali ad alto rischio”. L’effetto avverso sulla salute è accentuato nelle aree più deprivate sul piano socio-economico. “I risultati emersi dallo studio”, concludono gli autori, “richiamano la necessità di intraprendere azioni di promozione della salute mirate alla modifica degli stili di vita a rischio, al miglioramento socio-economico e a mantenere un controllo costante sull’ambiente, anche mediante una sorveglianza epidemiologica e ambientale in grado di verificare gli effetti degli interventi di bonifica in corso”.


postato da: carraralibera alle ore luglio 31, 2008 22:16 | link | commenti (3)
categorie: inquinamento, mortalità, cnr , carrara, zone industriali ad alto rischio

Aumentare il costo del marmo di almeno il 30%.

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Anche l’Associazione industriali si mette a fare demagogia. A fronte della grave crisi che affligge il comparto del marmo esce all’improvviso dal cappello del Presidente Caro la panacea di tutti i mali: un aumento generalizzato del prezzo del marmo bianco di almeno il 30%. Questo dovrebbe bloccare la logica di mercato che premia i prodotti finiti di India, Cina e Brasile. Dubitiamo che esista uno studio di fattibilità di mercato su quella che appare una “sparata ferragostana”. La prima cosa che ci viene in mente è il mercato e quindi le sue leggi. E’ logico, è liberale, è lecito fare manovre speculative in forma associata sulle merci? A causa degli effetti distorsivi della libera concorrenza, i cartelli sono generalmente vietati dalle leggi antitrust  nazionali e internazionali. Evidentemente a Carrara vogliamo tornare al protezionismo, al consorzio obbligatorio di memoria fascista. Ma diciamola tutta: chi ci guadagnerebbe eccezionalmente da questa manovra? Certamente la Marmi Carrara che acquisisce quasi il 35 % della produzione carrarese di marmo bianco dalle Cooperative al prezzo di costo ( in base alla modifica voluta sul Regolamento degli Agri Marmiferi). Quella marmi Carrara che già poteva oggi mettere sul mercato centinaia di migliaia di tonnellate di bianco anche con un solo pizzico di ricarico. E dove pensa Caro di lavorare tutto questo marmo in concorrenza coi paesi Cinesi, quando Carrara ha già perso la scommessa con Verona? Quando in questi giorni stanno chiudendo segherie e laboratori a Carrara e Dogana di Ortonovo? Quando abbiamo perso completamente il business dei graniti. Ci si potrebbe fermare qui. Tanti sono gli errori e le incapacità di questa classe industriale. Ma dobbiamo far notare per una nota ironica di colore che in Cina il lavoro umano o disumano costa venti volte meno che in Italia. E dobbiamo altresì far notare che su un metro quadro di marmo lavorato la mano d’opera incide ben più del 100% del materiale usato. Caro Presidente forse voleva dire che per vincere questa sfida bisogna aumentare il costo del marmo del 2000 %? Non le sembra un po’ troppo. Ha visto quei blocchi di marmo che fanno in giro per l’Italia con resine e coloranti che vengono tagliati in segheria e lucidati e risultano uniformi, senza difetti ed economici? Ha visto quei marmi di cui proprio in Cina, India, Singapore, Tiwan stanno pavimentando maestosamente i grattaceli? Lo sa che in oriente costruiscono 300.000 palazzi alla settimana e che a Carrara 5 0 6 in un anno? Sarà il caso che mettiate su qualche impianto del genere ed abbandonate i monti, lasciandoli in balia dei sassaioli? Non crede che a fronte di una richiesta mondiale di miliardi di tonnellate di marmo Carrara abbia ormai perso tutti i treni?Non si consoli dicendo che presto li perderà anche Verona. Il prossimo anno non ci sarà neppure la Fiera Marmo Macchine. Gli industriali tireranno un sospiro di sollievo nel non essere costretti dall’Amministrazione ad occupare gli stands!


postato da: carraralibera alle ore luglio 31, 2008 17:20 | link | commenti (12)
categorie: caro, industriali, marmo, carrara
mercoledì, 30 luglio 2008

Il sindaco ha incontrato oggi i cittadini al dibattito organizzato da Marina si Ribella.

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Il Sindaco è stato chiaro.Ad oggi non esiste nulla a livello di progetto.Innanzitutto si dovrà procedere ad un allineamento degli strumenti urbanistici tra i due comuni di Massa e Carrara. Poi si dovrà procedere ad una revisione del Piano Portuale che prevederà un allargamento del porto commerciale. Poi potrà partire uno studio di massima, poi un bando di progettazione vero e proprio.  Infine un bando di gara. Il porticciolo lo faranno i privati, questo è chiaro. Probabilmente sarà finito tra una ventina di anni. Zubbani ha detto: qualcuno doveva pur cominciare. Progettare oggi un opera che sarà realizzata in tempi lunghissimi e per giunta da privati, mi pare una pazzia.Progettare un'opera del genere senza una generale revisione dei piani regolatori che ci facciano vedere come sarà il litorale tra 20/30 anni è una assurdità. Prevedere un ampliamento del porto commerciale che è attualmente penultimo nella graduatoria italiana di efficienza dei porti e che movimenta soltanto 3 milioni di tonnellate di merci contro i 27 milioni di Livorno ed i 19 milioni di La Spezia, significa essere certi che, nella riorganizzazione delle aree portuali, tra qualche anno batteremo Spezia o Livorno!. Al solito mi pare che si vada verso il disastro, così come lo è stato per la via dei marmi. Anche perchè l'attuale Autorità Portuale, a fronte di un calo di tonnellaggi potrebbe essere veramente a rischio di chiusura. Ma così è, il porto commerciale non deve essere messo in discussione. Accontentiamoci magari di introitare i miliardi per fare comunque un Water front, di dare corso per i 5 anni di legislature Pucci-Zubbani a progettazioni che beneficeranno amici ed amici degli amici e poi si vedrà. Ad Aprile partirà il mega porto di Fiumaretta-Marinella con l'annesso progetto turistico che porrà fine alla questione .


postato da: carraralibera alle ore luglio 30, 2008 22:50 | link | commenti (22)
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Angelo cede Giulio a Roberto?

Sembrerebbe di si, e cioè che nella piccola città di provincia d'oltrefoce, ci siano tutti i requisiti da parte di un famoso professore universitario, tributarista di fama internazionale, per accettare un incarichetto in un ente derivato. Quel nome sembrerebbe addirittura comparire nel lungo elenco  di chi ha fatto domanda di essere beneficiato di un incarico. Venerdì il sindaco deve sciogliere il nodo di Massa Servizi....che abbia pensato proprio a Giulio come l'uomo della provvidenza?


postato da: carraralibera alle ore luglio 30, 2008 20:33 | link | commenti (5)
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Di Pietro cerca i voti della Lega.

IDVChi vive a Milano se ne sarà già accorto: da qualche tempo sono comparsi in città manifesti come questo, con i quali l’Italia dei Valori, da tempo in costante ascesa nei sondaggi, cerca di sfondare al Nord, mirando agli elettori della Lega. Ad essi il partito di Di Pietro ricorda una serie di dolorose concessioni che Bossi&co. hanno dovuto fare in questi primi mesi di governo: Alitalia innanzitutto, ma anche l’emergenza rifiuti di Napoli e non meglio precisati “finanziamenti a Roma”. Il tutto corredato, particolare delizioso, da un lettering terribilmente “padano” e dalla mitica “gallina dalle uova d’oro” che negli storici manifesti della Lega ha sempre rappresentato il Nord sfruttato dalla perfida “matrona” romana…

postato da: carraralibera alle ore luglio 30, 2008 10:26 | link | commenti (40)
categorie: milano, lega, di pietro, idv



cuore mano


Leggiamolo attentamente non può essere amore a prima vista


Con il "libro verde" prodotto dal Ministero del Lavoro, Salute e Politiche sociali, il ministro Maurizio Sacconi avvia un dibattito pubblico sul futuro del sistema del welfare in Italia. Perché il dibattito abbia luogo nel confronto più aperto possibile, sarà aperta una consultazione pubblica per un periodo di tre mesi, fino al 25 ottobre, attraverso la casella di posta elettronica libroverde@lavoro.gov.it. Il "libro verde" propone un modello capace di concorrere alla costruzione della coesione sociale, fondamentale obiettivo della nostra società, come è stato individuato dall'Unione Europea con la cosiddetta "Strategia di Lisbona". Ricostruire un welfare capace di riproporre la centralità della persona e della sua salute significa ridurre la povertà, l'emarginazione e il disagio sociale, incrementando produttività del lavoro, tassi di occupazione e crescita complessiva dell'economia. Il confronto che intende sollecitare il "Libro verde" riguarda aspetti specifici che conducono ad una nuova visione sulla nostra società e delle regole sul cui si fonda. Le disfunzioni, gli sprechi ed i costi del modello attuale; la capacità di passare ad nuovo modello in cui sia prioritario accompagnare le persone lungo tutto l'arco della vita senza perdere di vista il binomio 'opportunità/responsabilità'; un modello di governance che garantisca la sostenibilità finanziaria; la formulazioni di linee guida, con programmi specifici sulla natalità, la famiglia, la formazione legata all'occupazione e alla prevenzione per la salute.

postato da: GENERE alle ore luglio 30, 2008 01:41 | link | commenti (8)
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martedì, 29 luglio 2008

Nella lotta tra leccaculi ha la peggio olioalfredorici

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postato da: carraralibera alle ore luglio 29, 2008 21:12 | link | commenti (24)
categorie: leccaculo

Stupenda!

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postato da: carraralibera alle ore luglio 29, 2008 18:18 | link | commenti (6)
categorie: soldati nelle città

La proposta di Rocco Siffredi a Vittoria Michela Brambilla, sottosegretario del governo Berlusconi.

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Rocco Siffredi, proposta indecente per la Brambilla"L'idea mi assilla da due anni". L'ex pornodivo vorrebbe la rossa sottosegretaria al Turismo in uno dei suoi filmRocco Siffredi, l'ex attore porno più famoso d'Italia e oggi produttore di film hard, ha un desiderio proibito che lo assilla da un paio di anni: quello di convincere Michela Vittoria Brambilla, attualmente sottosegretario con delega al Turismo e attiva animatrice dei Club di Forza Italia, a recitare in uno dei suoi film. "La Brambilla - dice Siffredi - potrebbe fare una parte qualsiasi: avrebbe carta bianca. E visto che la costanza nel perseverare è sempre stata una mia caratteristica, non escludo che riesca a centrare l'obbiettivo".La Brambilla viene gentilmente definita "Una da mettere al centro dell'attenzione, una gatta che se ne fa fare di tutti i colori. E poi è rossa, ha la pelle bianca una miscela esplosiva alla quale mi piacerebbe dar fuoco". In realtà quello del pornodivo non è un capriccio ma un vero e proprio debole per le donne della politica con le quali, come ha più volte dichiarato, passerebbe volentieri qualche ora di puro piacere senza freni né inibizioni. "Sono attratto dalle donne che hanno una forte personalità, che mettono l'essere sexy in secondo piano. Ce ne sono tante in politica che più sento parlare più trovo eccitanti".




postato da: carraralibera alle ore luglio 29, 2008 17:29 | link | commenti (33)
categorie: rocco siffredi, vittoria michela brambilla

Le notti calde della Brambilla.


postato da: carraralibera alle ore luglio 29, 2008 17:24 | link | commenti (2)
categorie: forza italia, vittoria brambilla

Bogazzi vuol comprare i Cantieri Apuania e riconvertirli alla nautica da diporto.

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Quanto da tempo andiamo dicendo su questo blog pare finalmente trovare conferma. Le vuote parole di Pinduccio che invocava di poter rimanere perennemente sotto l'ombrello pubblico sono state disattese. I Cantieri dovranno essere privatizzati per legge . Sviluppo Italia deve cedere obbligatoriamente le partecipazioni. Voglio ricordare per inciso i giochetti dell'amministrazione e dei deputati-senatori che queste cose le conoscevano da tempo. Famosa l'interpellanza di Giordano che trovate su internet datata 2006. Cosa succederà se Bogazzi acquisterà il cantiere? Semplice: verrà riconvertito per la costruzione di panfili. E' più chiara la volontà di fare veramente il porto turistico. Bogazzi che già possiede il porto, che farà grossi investimenti a Marina nell'area ex Hotel Mediterraneo, che ha partecipazioni immobiliari nelle ex colonie del litorale e che, con ogni probabilità potrebbe acquistare anche il litorale demaniale, diverrà padrone di tutto lo specchio turistico, da Marinella a Marina di Massa. Con ogni probabilità Marina di Carrara, anche con il Water Front, verrà rivoltata come un calzino e subirà una trasformazione epocale.

postato da: carraralibera alle ore luglio 29, 2008 08:04 | link | commenti (14)
categorie: cantieri, carrara, porticciolo turistico, bogazzi
lunedì, 28 luglio 2008

Assegno sociale a rischio... La denuncia delle Acli

La norma sarà ora discussa dal Senato

 

Assegno sociale a rischio dal primo gennaio 2009 per emigranti italiani rientrati nel Paese dopo una vita di lavoro all'estero e non solo. L'allarme è stato lanciato dalle Associazioni cristiane dei lavoratori italiani (Acli) che chiedono al Parlamento di tornare sui propri passi.Le Acli contestano una modifica definita "maldestra oltre che ingiusta", introdotta dalla Camera al decreto legge 112 che accompagna la Finanziaria. Il caso era scoppiato qualche giorno fa a proposito delle casalinghe che rischiano di veder sfumare la prestazione assistenziale introdotta dalla Finanziaria '96 a favore di tutti gli ultrasessantacinquenni residenti in Italia.Il Governo Berlusconi aveva introdotto i requisiti aggiuntivi del "soggiorno legale, in via continuativa, per almeno cinque anni nel territorio nazionale". La decisione era stata presa per arginare il problema dei falsi ricongiungimenti compiuti dagli extracomunitari soltanto al fine di ottenere l'assegno sociale.La Camera - scrivono le Acli - è andata oltre e ha stabilito che l'assegno potrà essere concesso in futuro solo a chi, oltre a far valere i requisiti di età e di reddito, dimostri di aver "soggiornato legalmente e lavorato legalmente con un reddito almeno pari all'importo dell'assegno sociale, in via continuativa, per almeno dieci anni nel territorio nazionale".L'associazione dei lavoratori cristiani chiede ora al Senato di respingere la modifica introdotta alla Camera perché penalizza "le casalinghe che hanno dedicato tutto il loro tempo alla famiglia, i religiosi impegnati nelle realtà più difficili, gli emigranti italiani che tornano nel nostro Paese". Di fatto sarebbero esclusi anche disoccupati, casalinghe, lavoratori che non abbiano una storia contributiva pregressa o che hanno lavorato in "nero"."Questa norma - concludono le Acli - è la dimostrazione concreta di come escludere qualcuno dal bene comune, in questo caso gli immigrati, porti inevitabilmente dei danni a tutti".

postato da: GENERE alle ore luglio 28, 2008 22:50 | link | commenti (6)
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Contro il caro vita riscopriamo la polenta!

5013Altro che SUV, altro che vacanze programmate od allegre mangiate a Ca'Michele col mellifluo fluire delle bocche-dotte del PD. Mia nonna, Macchia Iole, classe 1900 andava in fabbrica all'età di 11 anni nel filatoio con sua madre. Pioveva, i temporali squassavano la campagna e lei, uno scricciolo abbracciato alla madre attraversava il bosco tra mille paure. Mio nonno Gori eugenio, nato a fine 800 veniva lasciato all'ombra in una cesta, mentre la madre e i tredici suoi fratelli mietevano il granno. Partito per la guerra del 1915 fu fatto prigioniero dai Russi. Scappò dal campo di concentramento e tornò in Italia a piedi quando al Nord bruciavano i campi ed il fascismo organizzava l'ascesa. Al suo ritorno vide al cimitero una croce ed una sepoltura col suo nome. L'amore di mia nonna e di mio nonno partorì mia madre ed il padrone li cacciò proprio quando mia nonna era incinta perchè all'epoca non esistevano le pari opportunità. Nella cascina i vetri erano rotti e l'acqua gelava di notte nel bacile. Scodellavano la polenta ed i bambini festosi la strusciavano per insaporirla sul saracchino che penzolava sul soffitto.Poi si spengeva la luce. I nonni si stringevano nell'amore giovanile ed i bambini, come quelli di ogni epoca, cavalcavano le loro eterne fantasie . Mio nonno, pur in queste condizioni, riuscì pure a non prendere la tessera del fascio.


postato da: carraralibera alle ore luglio 28, 2008 20:51 | link | commenti (59)
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Nando Crudeli : un umile che racconta gli umili.

BILD1709BILD1722BILD1714Domani ricorre l'anniversario della morte di Gogliardo Fiaschi. Nel disinteresse generale dei potenti, un umile fa un regalo eccezionale al Circolo Anarchico. Uno stupendo olio su tela che ci mostra il Gogliardo fiero degli anni migliori, prima che la grave malattia gli spengesse le ultime forze. Andai a trovare Gogliardo in ospedale con Lucio Segnanini a pochi giorni dalla morte. Era sereno ed ancora combattivo. Conserviamo entrambi il cuoricino di pezza che ci regalò, una metafora del suo grande cuore.

postato da: carraralibera alle ore luglio 28, 2008 07:56 | link | commenti (19)
categorie: anarchia, gogliardo fiaschi, nando crudeli
domenica, 27 luglio 2008

Ma è mai possibile che certe notizie si debbano conoscere dalla Festa dell'Unità?

Pronto Soccorso


Davanti alle teste vuote degli eccellenti esperti-spettatori di Ca’ Michele, il Pensatoio-bevitoio-rosticcianatoio del PD, l’Assessore  Regionale alla sanità Enrico Rossi, parlando della sorte del Nostro Ospedale ha fatto affermazioni gravissime. In buona sostanza, dopo tanti bla, bla il concetto che ne esce è di quelli chiarissimi, una vera eccezione nel linguaggio della sinistra. L’Ospedale di Carrara non avrà posti letto.Diverrà quindi la sede di ambulatori più o meno di eccellenza, ma la sera alle 20 ogni padiglione dell’Ospedale verrà chiuso. Ma la cosa certamente più affascinante è che in città scomparirà categoricamente il Pronto Soccorso. Non sono certo queste le promesse che fece il Sindaco in Campagna elettorale né questa situazione è auspicabile per una città con 80.000 abitanti. Stupefacente il silenzio di Maria Mattei, un po meno quello di ottopassi. Schifoso che queste comunicazioni di grande valenza ed impatto per i cittadini continuino ad essere date alla Festa dell’Unità. Ma che Sindaco abbiamo? Vergogna!


postato da: carraralibera alle ore luglio 27, 2008 18:14 | link | commenti (44)
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logo rifondazioneRifondazione comunista
Nessuna scissione

Il documento di Paolo Ferrero ha vinto il VII congresso di Rifondazione Comunista. Il testo è stato votato da 342 delegati. Il documento presentato da Gennaro Migliore e che faceva riferimento alla mozione 2 di Nichi Vendola ha ottenuto 304 voti. I votanti sono stati 646. 
L'intervento di Nichi Vendola dal palco del VII Congresso di Rifondazione Comunista accende la platea. Diversi i passaggi che vengono sottolineati con standing ovation da parte della sua mozione o fischi da parte del resto della platea. Uno dei passaggi più contestati è quando il Governatore della Puglia invita "quelli del Nord ad andare al Sud per vedere il Partito e chi giorno per giorno sfida la mafia a viso aperto". I suoi delegati si alzano in piedi ad applaudirlo gridando "Nichi-Nichi". Un ovazione che i suoi gli riserveranno anche alla fine quando sceso dal palco si avvicineranno tutti per abbracciarlo. "Io sono sconfitto ma sono sereno perché da comunista ho imparato ad essere sconfitto e a stare con gli sconfitti. Compagni della mozione 2 ci vediamo nell'area politico-culturale Rifondazione per la sinistra". Niky Vendola ammette che non diventerà segretario di Rifondazione salendo sul palco e annuncia la nascita di una corrente di minoranza, smentendo qualsiasi ipotesi di scissione. "La seconda mozione - annuncia dal palco il governatore della Puglia - non abbandona Rifondazione ma è qui per continuare la battaglia perché siamo il 47,3% del partito". Vendola nel suo intervento ha sfidato i compagni del nord a recarsi al sud per vedere chi sfida quotidianamente la mafia. Il governatore pugliese ha attaccato il fatto che "questo congresso sta scegliendo la strada di composizione di una maggioranza che esiste solo in alchimie ricercate pazientemente". Alchimie, ha evidenziato il leader della mozione 2, "senza respiro nè prospettive che non danno futuro a Rifondazione".

IL DOCUMENTO VINCENTE. Fine di "ogni collaborazione organica con il Pd", svolta a sinistra, intensificazione dei rapporti con i partiti comunisti ma niente costituente di Sinistra. Sono i punti principali del documento "Ricominciamo: una svolta a sinistra", illustrato stamattina da Giovanni Russo Spena e che dovrebbe raccogliere i voti di tutte le mozioni congressuali tranne la seconda guidata da Nichi Vendola. Il documento è diviso per 5 punti. Nel primo si afferma che "il congresso considera chiusa e superata la fase di collaborazione organica con il Pd nella fallimentare esperienza di governo dell'Unione" e respinge "la proposta della Costituente di sinistra e qualsiasi ipotesi di superamento o confluenza del Prc in un'altra formazione politica". Il secondo punto prevede "il rilancio del Prc caratterizzato in primo luogo da una svolta a sinistra" e ha come obiettivo "come nostro obiettivo di fase la sconfitta delle destre e della politica antioperaia della Confindustria". Obiettivo da raggiungere non con il centrosinistra visto che "la linea neocentrista del Pd è del tutto inefficace" ma "avviando una collaborazione fra le diverse soggettività anticapitaliste, comuniste, di sinistra". Nel terzo punto "il rilancio del Prc parte dalla ripresa dell'iniziativa sociale e politica" a partire da "un nuovo 20 ottobre, una grande manifestazione di massa e una campagna politica di autunno" come primo passo per "la ripresa di un'iniziativa di lotta". Nel quarto punto il Congresso dà mandato agli organismi dirigenti di presentarsi alle elezioni europee "con il simbolo e la lista di Rifondazione Comunista-SE sulla base del programma che sarà definito il prossimo autunno". Il quinto punto riguarda la democrazia interna al partito e impegna "il nuovo gruppo dirigente a promuovere un effettivo e pluralistico dibattito politico e teorico".

IL DOCUNMENTO DI VENDOLA. Già dal titolo "Rifondazione per la sinistra" si capisce qual è l'obiettivo che si prefigge il documento, presentato dalla mozione 2, guidata da Nichi Vendola. Il documento parte dalla necessità di "costruire una vasta e ricca mobilitazione permanente alle destre che dia prospettiva alla mobilitazione sociale". Rifuggendo dal "politicismo che è una prigione", il documento invita a tornare "nella societa" e ritiene che "ci siano tutte le condizioni per uno sciopero generale". Alle europee ribadisce "l'impegno a presentarsi autonomamente con il proprio simbolo e con il programma della Sinistra Europea, impegnandosi a ricostituire nel prossimo Parlamento europeo il gruppo della sinistra europea". Nel documento si giudicano "fallimentari i risultati dell' esperienza del governo dell'Unione" perché "non siamo stati all'altezza di padroneggiare la congiuntura e siamo stati del tutto inefficaci nell'azione concreta del come governare". Quanto al Pd, si evidenzia che la sua "concreta forma ci fa dire che è impossibile un accordo organico per il governo del paese" e che il rapporto con i democratici "non può che partire dall'autonomia progettuale e politica del nostro partito". Il punto cruciale è la ricostruzione della sinistra. Certo, si ammette, l'esperienza della Sinistra Arcobaleno "è stata un fallimento e quel cartello elettorale non è più riproducibile", ma la ricostruzione della sinistra "va perseguita in primo luogo rivolgendosi alla sinistra diffusa, alle forze organizzate sul territorio e ai protagonisti delle lotte sociali". Il documento prende atto che "nessuna delle proposte politiche ha ottenuto la maggioranza assoluta dei consensi" ma "ci consegna materiali per una possibile ricostruzione unitaria del partito". E chiude con un attacco: "Chi si prende la responsabilità di spaccare il partito in maniera dolorosa, lo fa contro gli interessi della nostra intera comunità politica".

postato da: GENERE alle ore luglio 27, 2008 17:14 | link | commenti (18)
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Inaugurata la Biennale di scultura.

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postato da: carraralibera alle ore luglio 27, 2008 09:46 | link | commenti (20)
categorie: carrara, biennale di scultura
sabato, 26 luglio 2008

ICOSPAD

Icospad

Si chiamano Iscospad, istituto per lo studio delle coerenze spaziali non definite e da qui già si capisce che stiamo andando... oltre. Sono alcuni ragazzi dell’ Accademia (tra i fondatori del gruppo, Robert Huber e Namsal Siedlecki) che nell’ambito di “Nient’altro che scultura”, tredicesima Biennale internazionale di scultura, al via il 27 luglio, occuperanno con la loro esposizione, come previsto dalla formula di quest’anno, che vede ampia la partecipazione della scuola dedicata all’arte, le stanze della casa dello studente in via Cattaneo 10. “Organizzare una mostra – dicono gli ideatori – significa dover interagire con lo spazio e la burocrazia e già questo è un modo di fare scultura”. Idee sicuramente insusuali per questi giovani che hanno chiamato da tutto il mondo altrettanto giovani talenti, formando un gruppo di artisti che esprimono, in diversi modi, il concetto di spazio. L’ex caserma Dogali sarà per loro abitazione, laboratorio-atelier e luogo di interazione con gli altri, da cui scaturirà “l’opera plastica” di ciascuno. Sorta di frullatore di diverse provenienze etniche, culturali e disciplinari, l’edificio vedrà una prima settimana di interazione-creazione e una seconda settimana, quella che segue l’inaugurazione, di esposizione e performatività, in cui il pubblico verrà invitato a partecipare e coprodurre liberamente. Tutto ciò che accadrà nei giorni verrà videoregistrato secondo il concetto di videosorveglianza. In mostra, che si apre stasera, dopo le 21, con una festa: Davide Bignami, Tim Birt Wistle, Oliver Rees, James Whittington, Crap, Hatemel Imam, Mc Zinga rOsso team, James Harris, Laudario, Cazzagon, Celine Meyrat, Nam Sang Su, Son Erik, Ny Holm, Psiolaya But, Emiliano Pistacchi, Petr Valer, Tina Vehkaspera, Hannu Ahosola, Helena Hladilovà.

                                                                                                                         

 


postato da: Aobliquo alle ore luglio 26, 2008 16:31 | link | commenti (35)
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Apt. Carrara paga 10 volte più di Massa e ha un ventesimo delle sue presenze

I centri Apt di Carrara costano 10 volte più che a Massa, nonostante quest'ultima conti venti volte le presenze turistiche della città del marmo. Ne parlano Fabrizio Magnani (vicepresidente della Provincia di Massa Carrara) e Simone Caffaz (consigliere comunale di Forza Italia).
MUCKRAKERS


postato da: matteobernabe alle ore luglio 26, 2008 12:34 | link | commenti (1)
categorie: turismo

Carrara porta i libri a Massa.






Pur essendo il nostro territorio geografico collocato nel nord-ovest, la nostra amministrazione, assieme a quella di Massa aderiscono al progetto Z.F.U., assieme ad altre 180 cittadine tutte poste nel meridione d’Italia. Le Z.F.U. (Zone Franche Urbane)  sono una forma di assistenzialismo alle aree depresse sottoposte ad alto disagio sociale. Pucci e Zubbani sono due politici navigati che da anni hanno governato lo sviluppo del territorio. Sono gli stessi che hanno gestito lo sperpero dei miliardi concessi per la reindustrializzazione e le bonifiche, sono gli stessi che, finito questo obolo dello stato, ne propongono un altro, per provvedere ad altre ripartizioni in casa loro, nel regime politico-affaristico-consociativistico.  In una democrazia normale, la sottoscrizione di questo progetto da parte di artefici e corresponsabili della devastazione del territorio, imporrebbe una profonda riflessione sui perché la nostra provincia è una realtà da profondo sud, su come il territorio è stato amministrato, sulla necessità di una inversione di tendenza. In una democrazia normale, i principali artefici, con la sottoscrizione di questo atto, dovrebbero essere considerati come coloro che ammettono per iscritto le proprie colpe e…dovrebbero andarsene. Il giorno stesso dell’apertura di un evento internazionale (La Biennale di Scultura), a pochi giorni dalla presentazione del progetto di Porto Turistico, apprendiamo che intendiamo essere declassificati nella media nazionale a Comuni degradati! Sembra un sogno…tirati a lucido e con la pancia vuota…oppure…con la pancia piena e senza i vestiti e le scarpe! Vi immaginate vicine città che pur non beneficiando degli introiti della tassa marmi chiedono di essere dichiarati ad aree depresse ad alto disagio sociale? Vogliamo mettere una pietra tombale sul rilancio del turismo e del centro storico? Ci siamo riusciti! E’ di tutta evidenza che si voglia privilegiare il vecchio sistema all’aiuto di una certa impresa che viene, fa speculazione, assorbe finanziamenti spartendoli coi politici di turno e poi se ne va verso altri lidi. Dimenticavo: l’idea è stata di Giulio Andreani, all’epoca ancora consulente del Sindaco; i soldi vengono dal Governo Berlusconi. Ma, evidentemente, a Massa-Carrara è più che mai valido il motto Latino “Pecunia non olet”.


postato da: carraralibera alle ore luglio 26, 2008 08:56 | link | commenti (6)
categorie: massa, carrara, disagio sociale, politica zfu
venerdì, 25 luglio 2008

Maledetti professori di ILVO DIAMANTI
IL "PROFESSORE", ormai, primeggia solo fra le professioni in declino. Che insegni alle medie o alle superiori ma anche all'università: non importa. La sua reputazione non è più quella di un tempo. Anzitutto nel suo ambiente. Nella scuola, nella stessa classe in cui insegna. Gli studenti guardano i professori senza deferenza particolare. E senza timore. In fondo, hanno stipendi da operai specializzati (ma forse nemmeno) e un'immagine sociale senza luce. Non possono essere presi a "modello" dai giovani, nel progettare la carriera futura. Molti genitori hanno redditi e posizione professionale superiori. E poi, la cultura e la conoscenza, oggi, non vanno di moda. E' almeno da vent'anni che tira un'aria sfavorevole per le professioni intellettuali. Guardate con sospetto e sufficienza.
Siamo nell'era del "mito imprenditore" . Dell'uomo di successo che si è fatto da sé. Piccolo ma bello. E ricco. Il lavoratore autonomo, l'artigiano e il commerciante. L'immobiliarista. E' "l'Italia che produce". Ha conquistato il benessere, anzi: qualcosa di più. Studiando poco. O meglio: senza bisogno di studiare troppo. In qualche caso, sfruttando conoscenze e competenze che la scuola non dà. Si pensi a quanti, giovanissimi, prima ancora di concludere gli studi, hanno intrapreso una carriera di successo nel campo della comunicazione e delle nuove tecnologie.

Competenze apprese "fuori" da scuola. Così i professori sono scivolati lungo la scala della mobilità sociale. Ai margini del mercato del lavoro. Figure laterali di un sistema - la scuola pubblica - divenuto, a sua volta, laterale. Poco rispettati dagli studenti, ma anche dai genitori. I quali li criticano perché non sanno trasmettere certezze e autorità; perché non premiano il merito. Presumendo che i loro figli siano sempre meritevoli.
Si pensi all'invettiva contro i "professori meridionali" lanciata da Bossi nei giorni scorsi. Con gli occhi rivolti - anche se non unicamente - alla commissione che ha bocciato "suo figlio" agli esami di maturità. Naturalmente in base a un pregiudizio anti-padano. I più critici e insofferenti nei confronti dei professori sono, peraltro, i genitori che di professione fanno i professori. Pronti a criticare i metodi e la competenza dei loro colleghi, quando si permettono di giudicare negativamente i propri figli. Allora non ci vedono più. Perché loro la scuola e la materia la conoscono. Altro che i professori dei loro figli. Che studino di più, che si preparino meglio. (I professori, naturalmente, non i loro figli).

Va detto che i professori hanno contribuito ad alimentare questo clima. Attraverso i loro sindacati, che hanno ostacolato provvedimenti e riforme volti a promuovere percorsi di verifica e valutazione. A premiare i più presenti, i più attivi, i più aggiornati, i più qualificati. Così è sopravvissuto questo sistema, che penalizza - e scoraggia - i docenti preparati, motivati, capaci, appassionati. Peraltro, molti, moltissimi. La maggioranza. In tanti hanno preferito, piuttosto, investire in altre attività professionali, per integrare il reddito. O per ottenere le soddisfazioni che l'insegnamento, ridotto a routine, non è più in grado di offrire. Sono (siamo) diventati una categoria triste.

Negli ultimi tempi, tuttavia, il declino dei professori è divenuto più rapido. Non solo per inerzia, ma per "progetto" - dichiarato, senza infingimenti e senza giri di parole. Basta valutare le risorse destinate alla scuola e ai docenti dalle finanziarie. Basta ascoltare gli echi dei programmi di governo. Che prevedono riduzioni consistenti (di personale, ma anche di reddito): alle medie, alle superiori, all'università. Meno insegnanti, quindi. Mentre i fondi pubblici destinati alla ricerca e all'insegnamento calano di continuo. Dovrebbe subentrare il privato. Che, però, in generale se ne guarda bene. Ad eccezione delle Fondazioni bancarie. Che tanto private non sono. D'altra parte, chissenefrega. I professori, come tutti gli statali, sono una banda di fannulloni. O almeno: una categoria da tenere sotto controllo, perché spesso disamorati e impreparati. Maledetti professori. Soprattutto del Sud. Soprattutto della scuola pubblica. E - si sa - gran parte dei professori sono statali e meridionali.

Maledetti professori. Responsabili di questa generazione senza qualità e senza cultura. Senza valori. Senza regole. Senza disciplina. Mentre i genitori, le famiglie, i predicatori, i media, gli imprenditori. Loro sì che il buon esempio lo danno quotidianamente. Partecipi e protagonisti di questa società (in)civile. Ordinata, integrata, ispirata da buoni principi e tolleranza reciproca. Per non parlare del ceto politico. Pronto a supplire alle inadempienze e ai limiti della scuola. Guardate la nuova ministra: appena arrivata, ha già deciso di attribuire un ruolo determinante al voto in condotta. Con successo di pubblico e di critica.
Maledetti professori. Pretendono di insegnare in una società dove nessuno - o quasi - ritiene di aver qualcosa da imparare. Pretendono di educare in una società dove ogni categoria, ogni gruppo, ogni cellula, ogni molecola ritiene di avere il monopolio dei diritti e dei valori. Pretendono di trasmettere cultura in una società dove più della cultura conta il culturismo. Più delle conoscenze: i muscoli. Più dell'informazione critica: le veline. Una società in cui conti - anzi: esisti - solo se vai in tivù. Dove puoi dire la tua, diventare "opinionista" anche (soprattutto?) se non sai nulla. Se sei una "pupa ignorante", un tronista o un "amico" palestrato, che legge solo i titoli della stampa gossip. Una società dove nessuno ritiene di aver qualcosa da imparare. E non sopporta chi pretende - per professione - di aver qualcosa da insegnare agli altri. Dunque, una società senza "studenti". Perché dovrebbe aver bisogno di docenti?

Maledetti professori. Non servono più a nulla. Meglio abolirli per legge. E mandarli, finalmente, a lavorare.

postato da: GENERE alle ore luglio 25, 2008 22:39 | link | commenti (4)
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Da Le Monde

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Les photos sont choquantes. Sur la plage, la vie continue comme si de rien n'était alors que deux corps gisent sur le sable. Ils ont été recouverts d'une serviette de bain. Près de Naples, samedi 19 juillet, deux fillettes roms viennent de se noyer. Elles s'appellent Violetta et Cristina, respectivement âgées de douze et onze ans. Elles étaient venues du campement voisin vendre leur pacotille sur la plage, comme chaque jour. L'indifférence saute aux yeux.


postato da: carraralibera alle ore luglio 25, 2008 15:36 | link | commenti (3)
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ARRIVANO I PRIMI CAPOLAVORI DELLA BIENNALE

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postato da: carraralibera alle ore luglio 25, 2008 11:19 | link | commenti (17)
categorie: carrara, biennale di scultura

Tutto fa brodo...manca tuttavia una opposizione di alto profilo sui grandi temi.

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Altri retroscena sull’intricata vicenda del complesso immobiliare in costruzione nell’area est della città. Ne parla Giovanni Ilari, consigliere comunale di Forza Italia. «L’iter dell’ex Montecatini – dice – parte con uno schema di convenzione del maggio ’94. Si arriva così alla convenzione tra l’amministrazione e l’Immobiliare La Rosa nel luglio dello stesso anno. Con il rilascio del permesso di costruire, iniziano a decorrere i 24 mesi previsti per la consegna di 3mila metri quadri di parcheggio per la sosta dei mezzi pubblici, termine scaduto il 25 luglio di un anno fa: quali azioni ha intrapreso l’amministrazione per il mancato rispetto dei patti? La bozza di convenzione proposta da Saccone – prosegue Ilari – prevedeva che l’immobiliare costruisse “un parcheggio multipiano di almeno 11mila metri quadri” e che “la parte di parcheggio in eccesso”, rispetto a quella necessaria al complesso residenziale e commerciale, venisse ceduta gratuitamente al Comune. Non erano nemmeno previsti i 343 metri quadri di edifici da destinare ad attrezzature e uffici pubblici poi comparsi. La convenzione effettivamente firmata, invece, stabilisce che La Rosa costruisca 11mila metri quadri di parcheggio con 135 posti auto da cedere al Comune, che subito dopo dovranno essere dati in diritto d’uso alla stessa immobiliare per un periodo di 80 anni; altri 250 posti auto saranno gestiti dalla società per 60 anni, per un totale di 385 posti».

postato da: carraralibera alle ore luglio 25, 2008 10:56 | link | commenti (20)
categorie: forza italia, carrara, politica pdl
giovedì, 24 luglio 2008

Buona serata a venduti, falsi libertari e nani rifondaroli

La città è assai appiattita ed in balia dei venduti, sia di destra che di sinistra, molti dei quali ( soprattutto quelli di sinistra ) sono più salottieri che mai. Questi ultimi si rifugiano nel teatrino dei temi nazionali , internazionali ed etici, dimenticando il vero “merdaio” cittadino. Paure, interessi, legami, aspettative, stanno mostrando una Carrara che non lotta e che è supina nei confronti di una amministrazione – pezzo di merda. Anche i blogghers sono un gran puttanaio, una covata di conigli su cui Zubbani può fare affidamento. E’ noto il suo messaggio, puntualmente accolto, soprattutto dai giovani socialisti e dal viscido Alessandro , uomo del Cavaliere, nei metodi e nelle strategie. Non ho bisogno di questi smidollati, né delle tante puttane, dei falsi anarchici, dei falsi libertari, della gente che tiene il piede in tre scarpe e di tante altre amenità da circo equestre. Da oggi parte un progetto nuovo, contro gli interessi, contro i ladri, contro il regime politico-affaristico, contro i falsi intellettuali carraresi che gravitano tra paure ed incarichi. Ricattatati dal loro essersi mal posti nella vita, dall’aver scheletri negli armadi, dal non aver forza di vivere in autonomia, questa gente dovrà togliersi dai coglioni. Basterà un sano individualismo e qualche colpo ben assestato per vedere crollare questo merdaio. I primi colpi saranno inferti, come vuole la logica, ai traditori, ai ruffiani, ai leccaculi, a chi si è vantato di essere un falso oppositore di questo regime. Chi si identifica tra questi sa bene come fare..guardarsi alle spalle..eclissarsi. Sono piccoli consigli, prima del “crepitio delle armi”. Ed anche il sig.Sindaco dovrà tenere occhi aperti. Passato, presente, futuro, nascondono granelli familiari di sabbia che possono inceppare anche il perfetto ingranaggio di un orologio! E la linda vita è strozzina e delinquente. A settembre può darsi rinasca qualche iniziativa editoriale, come invece che piova o che più facilmente si vedano “ordigni”.Intanto godetevi la festa dell’Unità, le Margherite Piemontesi, le imprenditrici del Telaio, i rifondatori nani, gli anarchici liberali, i socialfascisti, gli ottopasti, i lustrini.Buona serata!


postato da: carraralibera alle ore luglio 24, 2008 22:26 | link | commenti (26)
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Denis Verdini e Cicchitto tirati dentro nell'inchiesta sulla sanità?

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IL MEMORIALE DI MASCIARELLI.
ABRUZZO. «Il sistema sanità in Abruzzo è come la maxitangente Enimont, in tutti questi anni il giro di Tangenti è stato almeno di 400 milioni di euro».Queste le parole di Giancarlo Masciarelli, ovvero del memoriale dell'ex presidente della Fira affidato alle pagine del quotidiano il Riformista.Un racconto dettagliato, a quanto riferisce il giornalista Fabrizio D'Esposito che lo ha letto, un racconto che lo stesso Masciarelli aveva scritto a gennaio del 2007, rinchiuso nel carcere di Castrogno dopo gli arresti per lo scandalo Fira.Oggi quelle che saltano fuori sono accuse pesanti, rivolte alla classe politica abruzzese, in particolare al centrodestra, stando a quanto riferito dal quotidiano che scrive: «secondo Masciarelli la sanità dell'Abruzzo sarebbe stata una sorte di cassaforte del gruppo forzista che faceva capo a Fabrizio Cicchitto, ex vicecoordinatore nazionale degli azzurri, al deputato Sabatino Aracu e anche a Denis Verdini, attuale coordinatore di Forza Italia».Tutto questo, sempre secondo il racconto, avveniva all'insaputa diRoma: «in molti tra cui anche Berlusconi sarebbero stati all'oscuro di quanto accadeva in Abruzzo».«Per dare sostanza alle sue rivelazioni», scrive ancora D'Esposito, «Masciarelli fa l'elenco delle proprietà di Aracu a Porto Rotondo, Pescara e Roma. Sette tra case e sedi di società».E nel calderone Masciarelli ci butta dentro anche il figlio dell'ex ministro Beppe Pisanu, «a testa di una delle ditte vincitrici di appalti sanitari», Giuseppe Ciarrapico, «re delle acque minerali, indicato però come concusso per ottenere i servizi alberghieri dell'Asl di Chieti», ma anche Giovanni Pace, ex presidente di Regione.Ogni cartolarizzazione, scrive il Riformista «sembra buona a lucrare soldi illecitamente. La prima riguarda la scelta della banca per i crediti». Masciarelli nel suo documento racconterebbe «di una guerra senza esclusioni di colpi tra i vari istituti di credito che vogliono contrattare con la regione. E la cifra indicata da Masciarelli supera di gran lunga quella indicata dai magistrati».Sempre nel memoriale Masciarelli avrebbe scritto che «alcune banche dovevano pagare per entrare nell'affare e ciò sarebbe avvenuto con la loro rinunzia a parte dei profitti sugli investimenti fattigrazie ai crediti sanitari e depositati in conti segreti all'estero».L’articolo del quotidiano di centrosinistra si ferma qui: la bordata è servita. E subito si registrano aspre reazioni. «ACCUSE FALSE SEGUIRANNO QUERELE »Non si sono fatte attendere le smentite del caso: «è diventato uno sport nazionale: ogni giorno qualcuno da' alla stampa un memoriale», scrivono in una nota congiunta Denis Verdini, Coordinatore nazionale di Forza Italia, e Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl .Di quello scritto da Masciarelli non hanno dubbi: «si tratta di affermazioni comiche. Con il sistema sanitario abruzzese e con le sue cartolarizzazioni esiste lo stesso rapporto che abbiamo con la Nasa: nessuno. Seguiranno, dunque, querele penali e anche azioni civili attraverso le quali auspichiamo di acquisire per vie legali, come risarcimento, parte di quel denaro che si afferma ci sia stato dato, sfidando anche il piu' labile senso di realta'».Sabatino Aracu parla invece di un «attacco vile, falso e strumentale messo in piedi contro la mia persona ed i vertici del partito anche a livello centrale, avverso il quale sono pronto ad intraprendere tutte le iniziative, anche giudiziarie, necessarie a tutelare la mia figura ed il mio operato politico». «Oltre che di informazione inesatta – prosegue Aracu - si tratta solo di oscure quanto fantomatiche trame.Infatti, le informazioni riportate sulla mia persona e sui beni di mia proprieta', acquisiti in piena legittimita', sono totalmente infondate e servono a cucire un subdolo disegno politico contro il sottoscritto, arrivando in assoluta fantasia a chiamare in ballo i vertici di Forza Italia e in particolare l'amico Cicchitto, presidente del Gruppo PDL e non capo corrente di un partito dove le correnti non esistono e non sono mai esistite».

postato da: carraralibera alle ore luglio 24, 2008 16:51 | link | commenti (10)
categorie: pisanu, del turco, cicchitto, denis verdini