
Caro Sindaco, le scriviamo dopo aver letto una sua intervista sul settimanale Left (N°19 – 9 Maggio 2008) che ci ha molto colpite e per i contenuti e per i toni.In quell'intervista lei parla soprattutto di sicurezza, probabilmente perché stimolato in questo senso dalla giornalista, del resto non si sta discutendo d'altro, e fa alcune affermazioni che siamo sicure siano state fraintese.In un passaggio, in particolare, fa riferimento al problema della prostituzione che forse per necessità di sintesi, sue o del giornale, viene illustrato con il ricorso all'immagine delle "famigliole costrette a passeggiare in mezzo alle battone"; poco sotto spiega che il "disagio sociale che crea l'insicurezza è legato anche all'immigrazione. Non solo clandestina, ma anche di rom e romeni.".Il Comitato Usciamo dal Silenzio, che le scrive queste righe, e che riunisce soprattutto donne, ha molto a cuore il problema della sicurezza, se non altro perché le statistiche individuano la violenza come prima causa di morte per le donne italiane ed europee fra i 15 e 50 anni; una violenza, si badi bene, che si consuma quasi sempre tra le mura domestiche o nell'ambito delle conoscenze della vittima. Ci sta molto a cuore, in termini generali, che le donne, tutte, vengano considerate persone libere di decidere di sé e del proprio corpo.Per questo ci colpisce che nella sua intervista il tema della prostituzione, ad esempio, si riduca ad una questione di "decoro" e che le donne che, spesso loro malgrado, sono coinvolte in questo lucrosissimo mercato siano definite con il termine sgradevolmente maschilista "battone", mentre ai fruitori dei loro servizi viene riservato il ben più urbano "clienti". Quelle che nell'intervista lei definirebbe "battone" sono spesso vittime loro stesse di violenza, costrette alla prostituzione, vendute, picchiate, abusate, uccise.Siamo certe che lei, sindaco eletto da una coalizione di centro sinistra che ha saputo realizzare un esperimento politico a cui guarda tutta la sinistra italiana, non voglia accodarsi a certi modi un po' beceri della destra che preferisce considerare il problema della prostituzione dal punto di vista delle forme, dello spettacolo a cui le "famigliole" sarebbero costrette ad assistere, piuttosto che della sostanza. Siamo sicure che ad esempio non le sfugge il legame tra la prostituzione e la malavita organizzata, molto attiva nel nostro territorio anche nello spaccio di sostanze stupefacenti (soprattutto quelle più "eleganti", come la cocaina), e per questo non abbiamo dubbi che l'azione che l'amministrazione vorrà mettere in campo rispetto alla questione avrà quelle caratteristiche di organicità e di integrazione con le politiche di prevenzione del disagio sociale ed economico la cui assenza rimproveriamo alla destra.I giornali in questi giorni li leggiamo tutti; leggiamo quali sono le linee rispetto alle quali si muove il governo in tema di sicurezza: raccogliere un disagio profondo, (che c'è, è inutile negarlo), individuare un capro espiatorio (i rom, un classico di sempre, ed i rumeni, una new entry degli ultimi anni), mostrare i muscoli e dare l'illusione che con una bella purga tutti i nostri problemi di sicurezza saranno risolti.Ecco, noi di sinistra, o di centro sinistra se preferisce, siamo un'altra cosa.Noi non creiamo mostri contro cui convogliare le paure della gente; non crediamo alla storiella che più armi vuol dire più sicurezza; non pensiamo che l'immigrazione favorisca il disagio che genera insicurezza; sappiamo distinguere tra una situazione reale e la percezione che di quella stessa situazione si ha; non chiamiamo le prostitute "battone", perché pensiamo che siano persone con una dignità e se le vediamo per strada a prostituirsi non ci preoccupiamo di come spiegare la cosa ai nostri bambini, ci preoccupiamo del perché delle ragazzine passino la notte a vendersi ai nostri concittadini onesti, loro sì, e per bene.Siamo sicure che lei la pensa come noi e per questo siamo disponibili come Comitato, con le nostre competenze e sensibilità, a contribuire alla reazione di un percorso condiviso anche con altre associazioni del territorio su queste tematiche.Smentisca presto quell'intervista e ci faccia vedere che un altro modo di governare questa città, anche dal punto di vista della sicurezza, è possibile.
La avevo prevista e purtroppo si è verificata l'ipotesi peggiore. Il Tribunale di Massa ha sospeso ogni efficacia dell'ordinanza del Tribunale di Carrara sulle polveri.Questo significa che essa entra in un limbo in attesa di una successiva decisione, che potrebbe tardare mesi, oppure, inserirsi in un solco ancora peggiore, quello dell'annullamento definitivo. E, vista la motivazione della sospensiva, che accoglie in pieno le tesi del Comune di Carrara, il gioco a me pare fatto. 7 Kilometri di distanza tra i due tribunali consegnano ai cittadini due decisioni di segno opposto. Ed aprono scenari lunghi e di merito dove il più forte farà più bella tela. Vorrei che a questo punto si capisse con la dovuta chiarezza che il problema non è più risolvibile dalla magistratura, ma diventa di esclusiva valenza politica. I Partiti che si ispirano ad una visione della città rispettosa dei diritti dei cittadini possono e quindi devono dare il forte segnale di uscire da questa giunta, lasciando ogni responsabilità in mano al sindaco, al suo partito , al P.D. ed ai vari leccaculo che si nutrono dell'eterno silenzio su questi temi
Fervono intanto i preparativi per smontare gli scenari della cena dei potenti di iersera. L'Emilio Fede dell'Amministrazione si sbriga a dire che è una iniziativa della Marmo Macchine (come se gli azionisti della I.M.M. non fossero gli Enti del Territorio ma famosi industriali Svizeri) e giù bla bla bla...la ptera a sn và. Certo è che questa non è la Carrara di pochi anni fa...perchè veramente in questa grave congiuntura e in questo difficile momento la voglia è di prendervi a pomatate!!!
P.J.Prudhon
A mio modesto parere oggi ci sarebbe una notizia che meriterebbe gli onori della cronaca. Si tratta di una NON NOTIZIA : di un convegno in Vaticano dove si è parlato di SUSSIDIARIETA’. Da un antivaticanista come me forse non vi sareste aspettati tanta attenzione verso un tema che invece sarebbe molto importante per la “SALUTE” della nostra società. La sussidiarietà DIFATTI si basa su tre principi fondamentali :
1° - Non faccia lo Stato ciò che i cittadini possono fare da soli
2°- Lo Stato intervenga solo quando i singoli gruppi che compongono la Società non sono in grado di farcela da soli
3°- L’intervento della mano pubblica deve cessare non appena i cittadini dimostrano di potercela fare da soli.
La cellula di base sarà il comune.
Il principio di sussidiarietà è uno dei fondamenti della dottrina sociale della Chiesa Cattolica, di questo si trovano tracce già in San Tommaso D’Aquino e Dante. In tempi più recenti se ne parla nella RERUM NOVARUM (1891) DI Papa Leone XIII, anche se una formulazione organica si ritrova nella enciclica Quadragesimo Anno ( 1931 ) di Papa Pio XI. E’ singolare ma non stupefacente che il principio della sussidiarietà trova una sua trattazione moderna nel pensiero di P.J. Proudhon, soprattutto nella sua opera pubblicata postuma : Della capacità politica della classe operaia.
Tutto ciò significa che il principio di autogestione ( sussidiarietà ) è un principio da SEMPRE LATENTE nella storia delle attività umane e che resta sempre conculcato e represso dai poteri costituiti, siano essi politici che religiosi.
Leone xIII
In materia di violenza sulle donne, la ministra per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, ha detto la sua con una lettera al direttore del quotidiano “Repubblica”. In questa lettera difende ancora a spada tratta la famiglia, prendendosi gioco della sofferenza delle vittime. Per saperne di più leggete il post dedicato all'argomento, cliccando QUI.
Roma - «La politica non c’entra un cazzo, non c’entra il razzismo, c’entra il rispetto» ha ripetuto sul portone di San Vitale dopo due ore di deposizione negli uffici della Digos su quelli già passati alla storia dell’antifascismo militante e imperituro come «i fatti del Pigneto». Felpa e tuta un po’ coatta, forte accento romano, capello corto e brizzolato da sano 48enne, Dario Chianelli ha sollevato nuovamente e con orgoglio la manica esibendo il viso del Che tatuato sull’avambraccio, prova provata che non è di destra e nemmeno di centro. E ha confermato che sì, è lui l’uomo con la Lacoste rossa fotografato di spalle mentre par che diriga il raid di sabato scorso contro un paio di locali del Pigneto gestiti da bengalesi. Ma non c’entra un piffero la xenofobia, il nazifascismo, la paura del diverso, la difesa del territorio e dell’identità nazionale, la nostalgia di una Roma de noantri che va scomparendo per tingersi di maghrebino, cingalese, colombiano e senegalese. Levantino no, perché Roma lo è sempre stata levantina, anche quando gli immigrati erano burini scesi da Frascati. Trattasi di «giustizia fai da te», senza neanche la scappatoia di prendersela con «lo Stato che non c’è» o «l’emergenza sicurezza», perché nei quartieri popolari - non solo della città eterna - certe cose si sono sempre regolate così. Il negozio «dell’infame bugiardo indiano» è stato devastato perché non ha mantenuto la promessa di far restituire almeno i documenti di un portafoglio rubato. L’altro, l’alimentari aperto anche di notte e preso d’assalto dai «pischelli» mentre Chianelli cercava di fermarli, «annatevene da lì, a rincojoniti!», sì, quello visitato dal sindaco Alemanno in visita di scuse, l’aveva fatta franca in tribunale un anno fa pur se spacciava e «teneva la droga sotto er sacco dei ceci». Bum, con un botto clamoroso è caduto miserevolmente il più orgoglioso castello di carte innalzato dai professionisti del progressismo, dai difensori dei diseredati a tanto al chilo, dagli orfani dell’antifascismo, da chi ha bisogno di aver sempre un nemico cattivo per sentirsi vivo e giusto. La cappa di piombo che opprimeva Roma s’è liquefatta ieri mattina con il lungo racconto di Chianelli che Repubblica titolava come un grido liberatorio; «Al Pigneto sono stato io, non chiamatemi razzista. Sono di sinistra, basta schifo nel quartiere». Il giocattolo s’è rotto: invece del bau bau, del feroce picchiatore nazifascista, c’è soltanto un guappo di sani principi, un rodomonte di periferia che s’era impegnato con la ex moglie a farle riavere, se non i 200 euro, almeno i documenti rubati giovedì col portafoglio. Come aveva promesso, Chianelli s’è presentato in questura a mezzogiorno, ha confermato pari pari il suo racconto, da uomo d’onore continuando a sostenere che la «quindicina di ragazzi del quartiere, tutti incazzati e bardati», se l’è ritrovati al fianco con sua gran sorpresa, «io non li conosco, ma mi dicono che sono tutto tranne che fascisti, per quanto ne so si fanno il culo dalla mattina alla sera». Vittorio Balzani, l’avvocato che ieri lo accompagnava, conferma: «C’è stato un discorso molto corretto tra questura, legale e assistito», finito sul registro degli indagati.Le svastiche? Nemmeno una, nessuno le ha viste, se l’è sognate una fantasiosa giornalista. L’Unità che titolava «fermiamo l’odio razziale»? Un monumento alla vigilanza democratica. Il Tg1 che costruiva approfondimenti, dibbbattiti e illuminate interviste? Il meglio dei direttori vien fuori agli ultimi fuochi. La Sapienza inondata di tazebao «contro i nuovi fascismi»? È ormai lontano il Sessantotto, figurarsi la Resistenza. L’allarme dei magistrati per «l’odio politico e la xenofobia»? Siderea giustizia... E Veltroni che tuonava, Alemanno che si difendeva, botte all’università come ai bei tempi. Senza giocattolo, e ancor più senza Moloch da esorcizzare, non è facile vivere. Non stupitevi dunque se Veltroni insiste contro il «clima di intolleranza e xenofobia che non va bene», perché «ciò che ha tatuato sul braccio un responsabile dell’aggressione conta poco». Tanto meno la verità può scalfire le certezze di Paolo Cento, er Piotta, che deduce semplicemente come «l’intolleranza ha fatto breccia anche a sinistra». Dillo ai granitici di Sinistra critica, che «per reagire al clima razzista», stasera proiettano al Pigneto il documentario «Nazirock». Fonte:IlGiornale beh, niente da dire? Il quadro costruito ad arte era quasi perfetto...peccato però che dietro a tutto ci fosse un uomo tutt'altro che di destra, tutt'altro che fascista...Una bella figura di merda: complimenti.Ora aspetto anche la verità sull'aggressione all'albanese Kledi.....
LUCCA - E' entrata nella fase finale la marcia di avvicinamento che portera' alla formazione della macro autorita' di ambito per la gestione dei rifiuti nei 119 comuni delle quattro provincie di Lucca, Pisa, Livorno e Massa Carrara.Dopo il via libera allo statuto del nuovo Ato, attualmente in fase di approvazione nei consigli comunale della provincia, martedi' l'assembleadell'Ato lucchese ha approvato anche il cosiddetto pianetto, il piano provvisorio che restera' in vigore fino alla definitiva pianificazione interprovinciale che dovra' essere varata entro il 2009. A questo punto non sembrano esserci piu' ostacoli alla nascita ufficiale del cosidetto Ato della Costa entro il 15 luglio, data definita dall'assessore regionale all'ambiente Anna Rita Bramerini. A giugno pero l'assemblea dell'Ato lucchese si riunira', unico caso in Toscana, per rinnovare la presidenza. Un passaggio difficilmente comprensibile a poco piu' di un mese dalla decadenza dell'Ato lucchese, che sembrerebbe dettato da motivazioni piu' politiche che tecniche, con Governare Lucca che spinge per l'elezione di Massimo Bulckaen, gia' diventato il nuovo delegato in assemblea per il comune capoluogo. Marco Baccelli, attuale presidente dell'Ato, del Pdl, si presentera' dimissionario.
(ANSA) - VATICANO, 29 MAG - Il Vaticano ha disposto la scomunica 'latae sentantiae', cioe' immediata, per chi ordina donne prete e per le donne stesse.La disposizione e' contenuta nel 'Decreto generale' della Congregazione per la dottrina della fede 'circa il delitto di attentata ordinazione sacra di una donna', pubblicato oggi dall'Osservatore romano e firmato dal prefetto e dal segretario della Congregazione. La disposizione entra subito in vigore. 

La miopia della politica di certi partiti e la strumentalità della condotta di questa strampalata maggioranza di pseudo-sinistra poltronista sono state evidenziate in modo palese nell’ultimo consiglio comunale dalla posizione assunta a proposito della mozione sulle polveri presentata da Forza Italia.Dopo la discussione relativa alle comunicazioni del Sindaco in merito al ricorso presentato dal Comune abbiamo infatti proposto all’assemblea un documento che chiedeva semplicemente due cose: l’applicazione della sentenza emessa dal tribunale e l’applicazione concreta di una ordinanza del Sindaco Conti che peraltro ci risulta ancora in vigore.
Insomma chiedevamo soltanto di limitare i viaggi dei camion come già previsto nella scorsa legislatura e di andare avanti con altri provvedimenti per contenere quanto più possibile i disagi sofferti dalla popolazione a causa delle polveri.Il tutto senza disconoscere quanto è stato già fatto e con toni che non miravano certo ad accendere lo scontro politico ma solo ad assumere formalmente di fronte alla popolazione, possibilmente all’unanimità, un impegno a fare uno sforzo per garantire la salute dei cittadini.Ma nonostante questo la maggioranza ha risposto con la solita penosa litania di “cammini da intraprendere”, di “approfondimenti in commissione” e di altre masturbazioni mentali sfoderando pateticamente tutto il repertorio appreso alle succursali locali della scuola della Frattocchie.E’ stato uno spettacolo penoso, dal quale ancora una volta è scaturita una sola evidenza: quella che la maggioranza non ha assolutamente a cuore i problemi dei cittadini e che pur di non riconoscere la bontà delle proposte del Popolo della Libertà è disposta a rifiutare perfino un impegno in difesa della salute e del benessere dei carraresi.A questa pseudo-sinistra arruffona e poltronista, miope e incapace anche di un minimo di buon senso, non importa nulla delle polveri e dei disagi perché in fin dei conti non importa nulla dei cittadini. Mercoledì scorso ne ha fornito la prova una volta di più votando contro la mozione di Forza Italia. L.Laquidara.
Mi hai preceduto
"Inflazione"
Considerato che hai anticipato, non pubblicherò il mio post....solo una considerazione elementare.
E' già da ieri che i media ce la durano con il rapporto annuale ISTAT.
Ci annunciano che il divario economico di potere d'acquisto degli stipendi e salari italiani risulta inferiore del -13% a livello ueropeo.
Non ce ne eravamo accorti!
Dov'era l'ISTAT quando economisti con le "palle" denunciavano le irregolarità di calcolo inveritiero?
Traduci: rapporto tra inflazione "rilevata" e inflazione reale.
Già ma la maggioranza degli italiani non sa manco cosa sia l'ISTAT.
L'unico sistema di misurazione è il rapporto:
Bisogni-Bagaroni.
Fa discutere la proposta della portavoce de La Destra, Daniela Santanché di un referendum anti-legge Merlin che riapra la questione del ritorno alle case chiuse. L'ex candidata premier del partito di Storace ha depositato in Cassazione un quesito "anti-Merlin" che, a suo avviso, potrà servire come ''base di partenza per una nuova legge sulla prostituzione''. La sua raccolta di firme, annuncia, partirà dalle spiagge e dai concerti.
La Merlin, ha sottolineato la ex parlamentare, ''dopo cinquant'anni non può essere considerata un tabù: è necessario cambiarla profondamente garantendo strade sicure ai cittadini e libertà dalla schiavitù alle prostitute''. Come primo risultato la Santanché ottiene quello di avviare un dibattito.
Io sono molto d'accordo su questa proposta, perchè continuare a chiudere gli occhi su un fenomeno che comunque esiste e che certamente non si risolve con il falso moralismo ?
In sei anni il reddito per abitante degli italiani e' crollato del 13% rispetto alla media europea: se nel 2000 era del 4% piu' alto della media dell'Unione, nel 2006 e' crollato a oltre 8 punti sotto la media. Lo si legge nel rapporto dell'Istat presentato questa mattina alla Camera. Tra il 1995 e il 2006 le retribuzioni orarie reali aumentano in totale solo del 4,7%, un incremento decisamente inferiore a quello registrato in altri paesi europei. Se infatti per un ristretto numero di paesi (oltre all'Italia anche Spagna, Paesi Bassi e Germania) le retribuzioni aumentano in misura molto contenuta, in altri, in particolar modo in Francia e Svezia, la crescita e' di cinque o sei volte piu' consistente.Calo di produttivita'L'origine degli scarsi aumenti dei redditi degli italiani, spiega l'Istat, e' da ricercare nella crisi della produttivita' dell'economia, che ha frenato la crescita pro capite in Italia mentre gli altri paesi hanno continuato a crescere. Tra il 1995 e il 2006, infatti, la produttivita' italiana e' aumentata di appenail 4,7% (una crescita esattamente uguale a quella delle retribuzioni), incremento di poco superiore a quello registrato in Spagna (4,3%), mentre la media dell'Unione europea segna una crescita del 18%.Aumenta il costo della vitaIl carovita si fa sentire di piu' al Sud rispetto alle regioni del Nord Italia. Secondo l'Istat il differenziale tra le due zone e' stato di circa un punto percentuale. In particolare, nell'ultimo trimestre del 2007 il tasso di inflazione piu' elevato si e' registrato nelle Isole (3%) e nel Mezzogiorno (2,7%) mentre quello piu' basso e' stato misurato nel Nord-est (2,1%). Anche nei primi tre mesi dell'anno in corso, con l'intensificarsi delle spinte al rialzo dei prezzi, soprattutto alimentari ed energetici, i maggiori rialzi dei prezzi al consumo si sono registrati sempre nelle Isole (3,7%)e al Sud (3,5%), a fronte di una media nazionale del 3,1%.InflazioneHanno un "forte impatto" su famiglie e imprese italiane gli aumenti dei prezzi di petrolio e cereali sui mercati internazionali. In generale, in Italia i prezzi al consumo sono cresciuti nella media del 2007 dell'1,8%, meno rispetto al 2006. Impulsi di origine esterna, tuttavia, hanno iniziato a spingere la dinamica inflazionistica gia' nei mesi finali dell'anno scorso. Il tasso di crescita tendenziale e' salito infatti al 2,4% nel quarto trimestre per poi portarsi al 3,3% a marzo e aprile 2008. Come conseguenza di tale andamento, l'inflazione acquisita per l'anno in corso e' pari, ad aprile, al 2,6%.
Quindici persone sono state denunciate ieri a Massa dalla Guardia di finanza per traffico illecito di rifiuti, uso di atto falso, falso ideologico in atto pubblico, attività di gestione dei rifiuti non autorizzata. Per alcuni di loro sono scattate pene pecuniarie per violazioni amministrative da 1,1 mln a 6,5 mln di euro. I provvedimenti sono stati presi nel corso di un'indagine delle Fiamme Gialle su un traffico illecito di rifiuti in cui sono coinvolte sei società nelle province di Massa Carrara, Siena, Novara, Milano e Salerno. Dopo una segnalazione circa un possibile traffico illecito di rifiuti, i militari hanno effettuato un serie di appostamenti e pedinamenti al termine dei quali hanno ipotizzato che rifiuti di vario tipo non venissero smaltiti correttamente.
Toh! Le navi da crociera arrivano allo scalo di Marina di Carrara! Ma non dovevano neppure passare dall'imboccatura del porto e non erano solo delle vecchie carrette? Portano pure benefici all'economia locale, come sostengono i massesi? Ma non mi dica "signora mia"! E come è successo? Un miracolo o una positiva sinergia tra amministrazione comunale di Carrara ed operatori privati della quale oggi tutti vanno fieri? Miracoli & invidie Dal Blog Ottopassi.
Questo è quanto si legge dal blog...Ottopassi. Robe da Caffaz...anzi...peggio...robe da Eco Apuano. Ordiniamo le idee. Tutti sanno che l'approdo delle navi da crociera così come stà avvenendo non porta alcuna ricchezza, se non il taglio di qualche fetta di porchetta in più dai banchetti ( rigorosamente provenenti da fuori città).Anzi non sappiamo ad oggi neppure chi paghi i viaggi del C.A.T. per trasportare gratuitamente i turisti, quando invece i cittadini devono pagare un biglietto e quando intere zone del territorio sono sprovviste di adeguato servizio pubblico. Ma questo poco conterebbe....di soldi, anzichè adempiere all'ordinanza sulle polveri il sindaco ne sta buttando via tanti....da 007 in su. E allora il cimitero (ottopassi) fa lume alla chiesa (il sindaco). E la spara più grossa di sempre. Parte da una lettera di un politico massese aduso a scrivere spesso ed a sostenere la sinistra da destra, per arrivare al sillogismo demenziale: Se i massesi vogliono i nostri Croceristi...vuol dire che abbiamo fatto l'affare della nostra vita. Complimenti! W il signor Padrone dalle belle braghe bianche!
PER CHIAREZZA .Essendomi giunti a vario titolo PVT anche e sopratutto da nick sconosciuti o quasi, mi è fatto obbligo precisare in merito al mio post qui pubblicatoVITTIMISMO. Esso è scaturito a causa dell'ennesimo, mediatico e non solo, malanimo e scorretto comportamento di "alcuni".Post indirizzato ESCLUSIVAMENTE a due persone.Persone da me, privatamente e non, difese ogni qual volta io sia stata contattata in merito a loro questioni private. Non troveranno alcuno in buona fede che possa affermare il contrario.Con una chiusi mesi fa non rispondendo a pvt e mai telefonandole.L'altra è stata recentemente invitata a non scrivermi più in quanto persona non gradita.Stiano tranquilli coloro che appaiono nell'elenco dei mie Amici, nulla di ciò era indirizzato a Loro e non diano retta a quanti puntualmente cercano di circuirli.Sono una persona imperfetta, comunque fra i miei difetti non alberga la diffusione del male. Conosco e pratico la lealtà anche a costo di scontrarmi con stolti.Nessuno si permetta di andare da PC in PC, di bar in bar di casa in casa a diffondere zizzania. per me sono diventati invisibili. Io ho le spalle larghe ma ci sono persone che le hanno esili. Abbiate rispetto! In vita mia non ho mai cercato di trarre beneficio a mio favore. Ho dato a chi ha chiesto senza nulla chierere in cambio.Pertanto...Carla

WATER FRONT: la parola ai cittadini. La L.R. Toscana n. 69 del 27 dicembre 2007 “Norme sulla promozione della partecipazione alla elaborazione delle politiche regionali e locali” offre alla nostra amministrazione e a tutti noi una grossa opportunità: realizzare processi partecipativi su opere di impatto per il territorio, la Legge finanzia, infatti, a livello regionale, 30-40 iniziative di processi partecipativi locali. Le stesse linee politiche programmatiche 2007-2012 dell'attuale amministrazione mettono l'accento sulla necessità di una politica nuova per una maggiore partecipazione dei cittadini alla vita amministrativa ed alle scelte per dare sostanza e legittimità all'azione di governo della città. Sul progetto Water front di Marina di Carrara, progetto ancora in fase preliminare, abbiamo dunque l'occasione per mettere in pratica, e far seguire le parole ai fatti, tutti quei processi partecipativi che permettono ai cittadini di conoscere il progetto in questione ed esprimersi in merito, di mettere a confronto soluzioni diverse, ed all'amministrazione dà la possibilità di esplicitare i propri indirizzi sull'area interessata: porto, porto turistico, cantiere, litorale. Ad oggi sappiamo che il piano regolatore portuale è stato bocciato e non possiamo nasconderci che qualsiasi intervento in quell'area, seppur animato dalla buona intenzione di eliminare la frattura porto-città, non può prescindere da una visione globale di sviluppo del territorio, della salvaguardia dell'ambiente, di linee chiare sulla vocazione turistica o meno di quella zona. Il fatto che il progetto Water front abbia già il finanziamento per la sua messa in opera non è condizione sufficiente per una sua automatica realizzazione, abbiamo l'esempio eclatante del marble hotel che ci può insegnare che i soldi da soli non bastano a realizzare cose utili per la città. Ci vuole qualcosa di più: ci vuole il governo del territorio, scelte politiche chiare e condivise. E' venuta avanti, nel tempo, una conflittualità fra cittadini e porto, fra cittadini ed Autorità portuale fra la stessa Autorità portuale e l'amministrazione comunale esplosa con l'ipotesi di costruire il “muro”, che dovrebbe far propendere, oggi, per un cambiamento di rotta nel modo di fare politica. Sul progetto Water Front pesano dunque tutte queste problematiche e la necessità di iniziare ad intraprendere metodi nuovi per risolverle. Come Associazione Carrara in Movimento, che ha come obiettivo statutario la promozione della Partecipazione, riteniamo prioritario avviare a partire dal progetto Water front, quei processi partecipativi alle scelte che oggi la legge regionale favorisce ed auspica. Non ci sono più alibi, né si può perdere tempo: cittadini, imprese, gruppi, associazioni e istituzioni possono mettere sotto esame il progetto Water front. Se non ora quando?
Carrara 6 febbraio 2008
Associazione politico-Culturale
Carrara in Movimento
Stasera ho partecipato ad un incontro pubblico organizzato dall'Autorità Portuale con i rappresentanti di un'associazione di categoria del commercio e altre associazioni,nell'intento, evidentemente di acquisire il consenso di grosse associazioni di categoria nonchè di altre recentemente costituite che fanno capo all'amminisrazione e al nostro Sindaco.A rompere le uova nel paniere, però, c'erano alcuni sobbillatori di un comitato di cittadini, per nullaconvinti del fatto che un muro alto fino almeno 7 metri e mezzo, si possa considerare un intervento di qualificazione urbana ed un dono del porto alla città.La riunione era chiaramente pretestuosa, tanto che il Presidente Guccinelli all'inizio ha tentao di non mostrare il progetto dicendo che il proiettore non funzionava e la sua esposizione non è comincita con una illustrazione dell'opera, ma con un attacco alquanto peasante ai rappresentanti del comitato che sono stati accusati di propagare falsità e mistificazioni.Una chiara provocazione perchè chiaramente far passare l'idea di una muraglia come passeggiata sul mare era un arduo compito e la provocazione è stata raccolta e rimandata al mittente. Le spiegazioni di Guccinelli non hanno convinto buona parte dei presenti, ma alla fine il rappresentante della più imporante categoria di commercianti ha detto: "Abbiamo sentito, capito e deciso".
E così chiamate all'ordine i capitruppa, fregiati di nomi altisonanti quali presidenti, segretari, consiglieri, molti dei quali creati all'uopo e alla bisogna,la fanteria richiamata all'ordine si muoverà come un branco di pecore inebetite, pensando di avere deciso con la propria testa. A carara i dizn: biata a lor.

Suscita consenso e condivisione il comunicato dei commercianti carraresi a proposito della richiesta di un esponente politico d’oltre Foce di “dirottare” a Massa i croceristi che fanno scalo nel nostro porto perché là vi sarebbe una migliore offerta turistica e culturale.I nostri commercianti hanno dimostrato, con la loro offerta di collaborazione e il netto rifiuto ad una guerra tra poveri, di aver capito che a decidere la destinazione dei croceristi non sarà né Amorose, né Pucci, né Zubbani. E nemmeno noi di Forza Italia. Quando un porto diventa approdo turistico per le grandi navi a canalizzare i flussi è soltanto l’offerta che i territori limitrofi sanno offrire e la loro capacità non solo di organizzarla ma anche di promuoverla in modo adeguato.Il successo commerciale di una determinata zona piuttosto che di un’altra poi dipenderà solo dalla capacità di chi si assumerà quest’onere.A decidere in definitiva sarà il mercato. Il compito della politica in questo come in altri casi è solo quello di non mettere i bastoni tra le ruote agli operatori turistici e commerciali e se possibile di favorire le offerte che possono comportare maggiori ricadute sul territorio. Chi scende a Marina di Carrara sa che può andare alle Cave, agli scavi di Luni, ai castelli della Lunigiana, a Lucca, a Pisa, a Firenze. Oppure può rimanere a fare shopping a Marina o fare due passi in più e visitare il centro storico di Carrara o quello di Massa. Insomma i croceristi non hanno che l’imbarazzo della scelta e non sarà certo questo o quel politico a decidere che cosa vorranno fare. Tuttavia la politica può stimolare la crescita di una valida offerta sul territorio garantendo pulizia, arredo urbano e servizi.
E’ questo che noi chiediamo ai Comuni, confidando che commercianti ed altri operatori sapranno fare la loro parte come ci sembra che il loro comunicato lasci sperare.

Torna la barzelletta , torna l 'Inter dei gloriosi 20 anni senza una vittoria. Cacciato Mancini , arriva Mourinho.In 20 minuti Moratti è riuscito a spendere 120 milioni di euro ( 60 milioni lordi a Mancini , 60 milioni al nuovo allenatore)Tanto paghiamo noi alla pompa di benzina , tanto pagheremo noi interisti derisi a scuola, sul lavoro, tra gli amici.Il masochismo di Minimo Moratti è paradigmatico di certi figli di papà incapaci di gestire una azienda , è amore per il dolore , per la sconfitta , per l umiliazione.Moratti pare affetto da complesso di Erostrato , che . diede fuoco al tempio di Artemide, senza una ragione se non quella di diventare famoso.Oggi ha dato fuoco all'Inter , ora la prima pagina è sua , non piu di Mancini. Alessandro Maggiani.
Stamani avevo un po di tempo, dopo aver lucidato i miei premi ho messo al fuoco un po di acqua col dado e ho fatto un bel bagno alla cagnetta......
Sempre più bella !!!! Ma adesso scappo ...non posso perdermi la lezione del Dott.Calici all'Università dell'assaggio!!!ah ah ah!!!
ache oggi
splinder
non
brilla
visto che ho ottenuto la "linea" accontento mio marito!
- Mà, dì a quel tuo amico che stamani ha telefonato all'alba che dovrebbero fargli un monumento.-
Infatti alla fine del colloquio telefonico, stavo tornando a letto. Mio marito si era alzato e preparava il caffè.
Insomma a lò piat 'n pè 'nveza che 'n t'l let!
Sti uomini sempre solidali!!!

L. 29 gennaio 1992, n. 113 Pubblicata nella Gazz. Uff. 18 febbraio 1992, n. 40.
Obbligo per il comune di residenza di porre a dimora un albero per ogni neonato, a seguito della registrazione anagrafica.1.1. In attuazione degli indirizzi definiti nel piano forestale nazionale, i comuni provvedono, entro dodici mesi dalla registrazione anagrafica di ogni neonato residente, a porre a dimora un albero nel territorio comunale.2. L’ufficio anagrafico comunale registra sul certificato di nascita, entro quindici mesi dall’iscrizione anagrafica, il luogo esatto dove tale albero è stato piantato.3. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro dell’interno emana disposizioni per l’attuazione della norma di cui al comma 2.2.1. Le regioni a statuto ordinario, nell’ambito delle proprie competenze, avvalendosi anche del Corpo forestale dello Stato, disciplinano la tipologia delle essenze da destinare alla finalità di cui alla presente legge, ne mettono a disposizione il quantitativo di esemplari necessario e ne assicurano il trasporto e la fornitura ai comuni. Le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano provvedono attraverso i propri uffici competenti.3.1. I comuni che non dispongano di aree idonee per la messa a dimora delle piante possono fare ricorso, nel quadro della pianificazione urbanistica, all’utilizzazione, mediante concessione, di aree appartenenti al demanio dello Stato, a tal fine eventualmente utilizzando i fondi assegnati annualmente a ciascuna regione ai sensi dell’articolo 4. Tali aree non possono comunque essere successivamente destinate a funzione diversa da quella di verde pubblico.4.1. Per l’attuazione degli interventi di cui alla presente legge è autorizzata a decorrere dal 1992 la spesa annua di 5 miliardi di lire. Le modalità… di ripartizione della predetta somma tra le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano sono determinate dal Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE) su proposta del Ministrodell’agricoltura e delle foreste, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano di cui all’articolo 12 dellalegge 23 agosto 1988, n. 400.2. All’onere derivante dall’attuazione della presente legge, pari a lire 5 miliardi per ciascuno degli anni 1992, 1993 e 1994, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1992-1994, al capitolo 9001 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per l’anno 1992, all’uopo parzialmente utilizzando l’accantonamento ® Interventi programmatici in agricoltura e nel settore della forestazione.3. Il Ministro del tesoro è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
Il COMITATO SOS CARRARA ha inviato una lettera al Presidente del Consiglio comunale Luca Ragoni, nella quale chiede che si faccia promotore di una discussione in Consiglio comunale sul ricorso fatto del Comune alla sentenza del giudice Bartolini riguardante le Polveri sottili, perché tutti i consiglieri su questo argomento devono esprimersi.Il problema – a giudizio di Sos Carrara – è che il ricorso riguarda il contenuto totale della sentenza, quindi rifiuta anche quelle cose che avrebbero dovuto esserci da sempre e che non costano nulla, come i controlli da parte della polizia municipale al lavaggio dei camion, controlli lungo le strade, i permessi di salita al monte, cose che ultimamente hanno sempre invocato anche i Presidenti delle associazioni di camionisti. Nel 2007 – prosegue il comitato – sono state affettuate dai vigili urbani 501 contravvenzioni a fronte di più di 200.000 passaggi annui, mentre la realtà quotidiana ci parla di infrazioni continue e ripetute.