IENNIBBESTI..NU POGHE O NUTTANTE SINGRETIGI


Spettaculi dull'arte meddiuvalelungubbarda




Vendaso iamme u cirretu iè cumma a finestra succurtile dla uostra gnurranza




VIDDITILE E GUDDITILE ISTIMMAGINI SPICCIGATE RISPETTALTRIDOMMI ICCHIESE


Due passi, tre passi, quattro passi, cinque passi, sei passi, sette passi...occhio alla merda fanti!!!
San Piero a Temperatura
La cronaca degli ultimi tempi ci propone in continuazione episodi in cui la donna è vittima della violenza e della prepotenza maschile.Una sorta di delirio orgiastico che la vede sempre perdente a favore di colui che lo stringe tra le mani (l’organo riproduttivo).Nelle trasmissioni cosiddette ’di approfondimento’ il tema della protezione della donna è spesso maniacalmente e vomitevolmente al centro di ogni dibattito. Si parla di donne maltrattate fra le mura domestiche dal consorte, donne ricattate sessualmente dal datore di lavoro in veste di ’mandrillo’ dell’ultim’ora. Spesso queste donne siedono con sguardo e coscia baldracca sui divani di cotanta televisività. E’ vi è tutto un coro ed un coretto del mondo della società civile pronto a captarne le istanze, magari in cambio dell’organizzazione di qualche fantozziano convegno con le diapositive e l’acqua minerale sui tavoli, pronti magari per una statistica od un corso di riavviamento alla monta non voluta.Tanti maschi, in tali consessi pare abbiano la petera, tanto pronansi all’ochitù muliebre d’ogni casta e tenore sociale, dalla casalinga alla lesbica impasticcata alla montalciniana decerebrata di sesso. Non solo, continuamente saltano fuori casi agghiaccianti di violenza sessuale reiterata per anni dallo zio porco di turno ai danni della nipote adolescente, o il padre sessuomane satiro-mandrillo che pratica l’incesto da anni insieme alla figlia magari tredicenne. E non siamo ad Orgosolo od in un paese dove vi sono più capre che persone. E neppure siamo in un paese dove non esistono zoccole sui marciapiedi. Siamo magari a Milano due dove minimo ogni due uomini di troie ne trovi due dozzine. La questione della donna carnefice, malefice e buttina, al contrario, non si affronta mai. Per non parlare poi di una tipologia di donna diffusissima nella nostra società: la donna OCA.. Per il primo tipo, ho sentito criminologi di grido difendere donne che avevano ucciso il loro figlio o figlia (o entrambi) e magari anche il marito ed il vicino con la motivazione della depressione ’post partum’. Basta fare una scappata a Castiglion delle Stiviere dove quella sorta di ’manicomio criminale’ ospita un centinaio di queste ’povere donne depresse’. Che la depressione che segue la nascita di un figlio possa colpire le donne è cosa nota, ma l’omicidio è un ’altra cosa e come tale va punito. Invece no. Non importa scomodare la plurimpegnata nel sociale signora Franzoni per citare casi in cui una donna riceve dalla giustizia e dall’opinione comune tutte le scusanti possibili immaginabili pur di scagionarla IN QUANTO VITTIMA. La donna è anche e soprattutto Medusa e Medea, occorre ricordarlo a chi usa l’indulgenza e la clemenza per scusare questa creatura femminile che di vittima non ha nulla. Fra le mura domestiche c’è un altro tiranno in gonnella, è lei: la donna. Mario Praz, nel suo illuminante libro ’La carne, la morte e il diavolo nella letteratura Romantica’ fece una splendida rassegna dell’universo femminile ’letto’ dal romanticismo europeo. La donna è sempre ’vampira’, talvolta dolce, ma non esageriamo. La donna Medusa non ristora il maschio stanco reduce dal lavoro, ma lo pietrifica con lo sguardo. Occorre operare una drastica cesura con l’immagine oleografica che ci presenta la donna angelo del focolare incatenata al lavandino in balìa degli istinti dell’uomo. Come accennavo sopra, infatti, la donna è comunque, salvo eccezioni, sempre oca. E che pezzo d’oca in giarrettiera e con le tette di fuori! Il fatto che si ostini a cercare la complicità maschile attraverso il matrimonio o la convivenza ne è una dimostrazione palese. Ricerca sicurezza e protezione, si dice. Sicurezza e protezione da chi? Da quel frocio di marito che alla cava lo piglia in culo dal datore, arrampicandosi sulle onnipericolose tecchie, pensando a lei…la troia del focolare? Pensando come fare a portarla tre volte in vacanza e una volta la settimana a cena fuori? Sdiocanando il libretto di lavoro fra bianco e nero….magari andando a prendere e trasportando anche qualche etto di coca! L’immagine deteriore che passa dalla televisione ha come unico responsabile sempre lei, la donna. E’ lei che parla di schiavitù IN QUANTO parla di emancipazione, è lei che si meraviglia del tradimento del marito, senza immaginare che l’uomo tradisce IN QUANTO uomo. In genere tradendo con una donna che anche lei agisce in quanto donna. Se la donna è oca, per favore, non parliamo più di maltrattamento e violenza. Se un padre ti ha violentato per anni, sei tu donna che glielo hai permesso. Se il capo ti ricatta, glielo stai permettendo tu, donna. Nessuna donna è vittima della prostituzione, basta con le bischerate: ella se lo è scelto, in quanto oca. La donna fedele che si unisce ad un uomo o è oca o schizofrenica, tertium non datur. Quelle che ’mio marito non mi ha mai messo le corna’ sono, oltre che oche, miopi. Ho ascoltato brave psicoterapeute sostenere che le donne devono essere difese. Perché non difendersi da sole? Stiamo parlando di donne o di deficienti?Le donne devono essere protette? Ma allora parliamo di bambine o di donne?Conosco donne tradite e orgogliose che si sono rimesse il fedifrago tra le lenzuola il giorno successivo. Credo che le donne non meritino l’attenzione che vien data loro per ’salvaguardare i loro diritti’. I diritti vanno conquistati. E siccome le donne si sentono ’angeli’, credono che questi debbano piovere dal cielo. Ma spesso, in una città di stronzi cosa ci si vuole aspettare dall’evaporazione, se non che piova merda?
Berlino Magra

CARRARA. Simone Caffaz, leader dell'opposizione, se la prende con il bilancio preventivo - la seduta del consiglio comunale sull'argomento si terrà domani (31 marzo) - per come è stato strutturato, ma se la prende anche con il consulente Giulio Andreani. Davvero singolare, aggiungiamo noi, che l'ex candidato a sindaco del centrodestra - e tutt'oggi esponente di Forza Italia - critichi aspramente Giulio Andreani, mentre il numero due del partito nonché candidato al Senato e a presidente della Provincia (e ministro dei beni culturali in pectore se Berlusconi vincerà le elezioni) - Sandro Bondi, ovviamente - abbia scelto lo stesso commercialista come punto di riferimento apuano. C'è qualcosa che non torna. Ma vediamo cosa scrive Caffaz. Sul bilancio: «Più entrate, più spesa corrente, più sanzioni della polizia. Anzichè quello di una città del 21º secolo, il bilancio in discussione domani sembra un po' quello di un paese da socialismo reale e un po' da Milano anni¨'80, quando si scialacquava a destra e soprattutto a manca. Ecco, è un bilancio da scialacquatori il primo dell'era Zubbani, nel quale le risorse aggiuntive provenienti dal lapideo sono state in larga parte utilizzate per la spesa corrente e quindi nel calderone degli sprechi comunali. E sia ben chiaro: non è vero come qualcuno afferma che le spese correnti sono aumentate per i mutui della strada dei marmi. Tutte le voci di spesa corrente sono cresciute, dal personale (4%), all'acquisto di beni di consumo (3%), alle prestazioni di servizi (5%), all'utilizzo di beni terzi (2%) a imposte e tasse (7%). Un incremento medio del 6% quello delle spese correnti - scrive Caffaz - che va ad aggiungersi a una situazione precedente assai poco virtuosa (Carrara è uno dei Comuni con la spesa corrente più alta d'Italia) e che, soprattutto, contrasta clamorosamente con le politiche di rigore economico imposte agli enti locali dalle ultime finanziarie». E aggiunge: «Ma non sono solo queste le note dolenti del bilancio in approvazione: un indebitamento stratosferico che nel 2010 arriverà alla spaventosa cifra di 200 milioni di euro; l'incertezza dei proventi della tassa marmi relativamente al contenzioso sulla legittimità del contributo regionale; una totale carenza di trasparenza, come giustamente rilevato dai revisori dei conti, sulla gestione delle aziende partecipate; e inoltre il costo dei servizi a domanda individuale che, pur con tariffe a carico dei cittadini analoghe a quelle dello scorso anno, dovrà essere coperto dal Comune in misura sempre più consistente (62% rispetto al 57% del 2007). E infine un inasprimento "preventivo" delle sanzioni dei vigili urbani». Ecco poi le stilettate ad Andreani: «E il consulente "di destra" del sindaco cosa fa?», si chiede Caffaz: «Ha nel suo campo d'intervento uno dei principali problemi rimasti irrisolti (le aziende partecipate), è causa di un altro dei problemi più gravi (il contenzioso sul contributo regionale attraverso i ricorsi da lui firmati) e soprattutto tace e acconsente rispetto a un bilancio che non solo è di sinistra, ma è del peggior tipo di sinistra che la storia contemporanea ci abbia tramandato. Insomma,

La battaglia si vince alla Camera...fate attenzione. Lo schieramento più forte prenderà il premio di maggioranza. E' ovvio che Berlusconi alla Camera stravincerà, ma anche se non dovesse stravincere, non può assolutamente perdere, neppure se il PD in questi giorni recuperasse un 4% di consensi. Sarà lui in ogni caso ad ottenere l'incarico per formare il nuovo governo, anche se al senato dovesse avere una maggioranza risicata o inesistente. Veltroni perdendo le elezioni alla camera non potrà in nessun caso governare...neppure formando una maggioranza stile armata Brancaleone come fece Prodi. Tutto è quindi nelle mani di Berlusconi...anche l'eventuale inciucio...anche l'eventuale accordo per la riforma elettorale. Riflettano in tanti sull'incredibile idea di Veltroni di spostare voti al senato sulla sinistra Arcobaleno. Non servirebbe a nulla. Anzi aggraverebbe le cose all'inteno del pd, complicando gli scenari post elettorali. E a fronte di tale disastro l'unica via d'uscita sarebbe un governo Berlusconi-Veltroni. Tentare di impattare i voti al Senato serve solo a spianare la strada all'inciucio. Invece il vero voto utile per la sinistra è solo quello dato a Berlusconi. La sinistra ha bisogno di cinque anni di riflessione.Andrea Lazzari
Nonostante il diverso atteggiamento rispetto al passato di una parte dei rappresentanti di questa amministrazione e l’apprezzamento per alcune cose fatte fino ad oggi votare a favore di questo bilancio preventivo sarebbe del tutto illogico.
Non solo perché la continuità politica con le giunte precedenti configurerebbero questo voto, come ho più volte avuto modo di ribadire in passato, come il trionfo della speranza sull’esperienza, ma anche perché nel dettaglio troppe cose in questo documento ci lasciano perplessi.
Dal punto di vista della spesa il primo aspetto che cozza macroscopicamente con gli indirizzi che da sempre andiamo proponendo è senza dubbio l’incremento della spesa corrente.
Un incremento sensibile, che si dipana in tutte le sue voci e ammonta complessivamente al 6%. Un incremento che riteniamo del tutto ingiustificato e contrasta in modo palese con quanto giustamente richiesto dagli enti sovraordinati.
Un incremento talmente elevato che per coprirlo si è dovuta destinare alla sua copertura anche una elevata percentuale degli oneri di urbanizzazione.
Se poi consideriamo che una parte di questo aumento è dovuto alla crescita delle spese per il ciclo dei rifiuti, settore nel quale non si è fatto fino ad oggi alcun serio intervento di razionalizzazione e di controllo sui centri di spesa, questo appare ancor più grave.
Ma complessivamente l’intero capitolo della spesa corrente deve a nostro avviso essere oggetto di un serio intervento di contenimento. E’ proprio questo il settore in cui sarebbe stato necessario agire con determinazione.
Per far rinascere una città occorrono investimenti, mentre vorremmo ricordare che il denaro impiegato nella spesa corrente è denaro semplicemente speso e spesso buttato. Solo quello utilizzato in conto capitale è denaro investito, e come diceva Giovanni Agnelli (il nonno dell’Avvocato) “bisogna essere parchi di centesimi e larghi di milioni quando i centesimi si spendono e i milioni si investono”.
L’accordo sui proventi del settore lapideo infatti, che da un certo punto di vista condividiamo anche se nel dettaglio avrebbe potuto essere basato su meccanismi diversi ( si pensi per esempio alle scaglie), è utilizzato in modo improprio e non condivisibile.
Quei 5 milioni in più infatti avrebbero dovuto essere impiegati per ridurre la pressione fiscale sui cittadini, mentre l’incremento della spesa corrente obbliga a stornarlo in quell’ottica e con quella finalità inaccettabile.
E’ addirittura scandaloso poi l’incremento degli introiti previsti dalle contravvenzioni al codice della strada. Aumento di oltre il 40% che fa passare l’introito globale più o meno da
Le multe in più infatti saranno proprio quelle indigeste e indigeribili nelle condizioni in cui viviamo poiché relative ai divieti di sosta in una città senza possibilità di sosta.
Non solo. Stiamo parlando di divieti di sosta in un contesto urbano in cui i posti disponibili in centro diminuiranno sensibilmente a seguito dell’entrata in funzione di un piano del traffico e della sosta scellerato e colpevolmente ereditato dalla precedente amministrazione senza batter ciglio e senza neppure provare a metterne in discussione l’assurdità.
Insomma sembra proprio che il piano della sosta venga adottato per permettere all’amministrazione di fare cassa tramite le multe in assenza di qualsiasi contemporaneo impegno alla realizzazione di capienti parcheggi in centro.
Un meccanismo perverso che darà un’ulteriore mazzata ad un commercio già agonizzante tenendo lontani dal centro cittadino visitatori e clienti degli esercizi commerciali.
E ancora si deve stigmatizzare il dettaglio della dinamica di copertura dei costi dei servizi a domanda individuale.
Infine non si può fare a meno di rilevare una totale carenza di trasparenza nella gestione delle aziende partecipate, del cui consiglio di amministrazione non a caso non fanno parte rappresentanti dell’opposizione e un indebitamento stratosferico.
Davvero troppo per poter essere d’accordo con il documento proposto.
LanMarco Laquidara
Il blog , nato ai tempi della campagna elettorale a sostegno di Simone Caffaz, ha raggiunto un notevole obiettivo, quello dei 500.000 contatti. Come ogni cosa non è eterno, così come non possono essere immutabili il suo stile o i suoi contenuti. Nè si può pretendere che Andrea Lazzari vi rimanga attaccato per sempre, nella buona o nella cattiva sorte. Da oggi questo blog passerà di mano. Nelle mani di un pazzo peggiore di Lazzari. Un suo stereotipo, una sua succursale? Un suo messaggio subliminale? Una cosa è certa. Non si può inchiodare una macchina che viaggia a 300 all'ora. Tuttavia si possono diminuire la velocità e scalare ad una ad una le marce, fino alla fatidica curva. Poi sarà bello volare e schiantarsi di sotto!
Procura della Repubblica presso il Tribunale di [CITTA’]
Io/noi sottoscritta/e … …, nata/e a … il …/…/…, res. in … via …, rapp.ta/e e difesa/e dall’Avv. Sami Behare, nel suo studio sito in Milano, in via Buonarroti n.9, che nomino/nominiamo fin d’ora mio/nostro difensore, espongo/esponiamo quanto segue.
E’ di dominio pubblico la campagna orchestrata dal Sig. Giuliano Ferrara, nato a Roma il 7/1/1952, sulla “moratoria dell’aborto”. A metà dicembre 2007 Ferrara ha riaperto il dibattito sull'aborto proponendo una “moratoria universale”. L'annuncio è stato fatto durante la trasmissione Otto e mezzo, che il giornalista conduce su La7, esattamente il giorno dopo che l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite aveva approvato una risoluzione non vincolante (sostenuta soprattutto dall'Italia) per una moratoria sulla pena di morte.
« Da Il Foglio del 19 dicembre 2007: Il miliardo e più di aborti praticati da quando le legislazioni permettono la famosa interruzione volontaria della gravidanza riguarda persone legalmente innocenti, create e distrutte dal mero potere del desiderio, desiderio di non averli e di odiarsi fino al punto di amputarsi dell'amore. È lo scandalo supremo del nostro tempo, è una ferita catastrofica che lacera nel profondo le fibre e il possibile incanto della società moderna. È oltre tutto, in molte parti del mondo in cui l'aborto è selettivo per sesso, e diventa selettivo per profilo genetico, un capolavoro ideologico di razzismo in marcia con la forza dell'eugenetica. Rallegriamoci, dunque, in alto i cuori, e dopo aver promosso
Secondo Ferrara, dato che le Nazioni Unite hanno deciso di approvare una moratoria sulla pena di morte, dovrebbero anche approvare una moratoria sull'aborto, da lui definito "lo scandalo supremo della nostra epoca" e considerato alla stregua di un “omicidio”1.
In seguito, il 14/01/2008 al Teatro Dal Verme di Milano egli riafferma che “l’aborto è un omicidio. Di più: che non esiste omicidio più perfetto dell’aborto…”, concetto ribadito su Il Foglio (04/03/2008). Sempre dalle colonne de Il Foglio del 13 e 14/03/2008, il Sig. Ferrara apostrofa le donne che hanno abortito, o che intendano farlo, di “omicidio”2, o le indica pubblicamente addirittura quali autrici di “strage”, di “shoah”, di “soluzione finale” (v. http://www.ilfoglio.it/direttore). Ciò stante, l’ambito scriminante della libera manifestazione del proprio pensiero e del diritto di critica viene, ed è stato, a parere della scrivente, ampiamente oltrepassato, sconfinando nel nostro codice penale.
I reati che, così stando le cose, paiono essere stati commessi dal Ferrara sono molteplici.
Si va dall’art.656 c.p. (Pubblicazione o diffusione di notizie false, esagerate o tendenziose, atte a turbare l’ordine pubblico), all’art.658 c.p. (Procurato allarme presso l’Autorità); dall’art.595, comma 3, c.p. (Diffamazione a mezzo stampa); all’art.660 c.p. (Molestia o disturbo alle persone).
Naturalmente sarà
Qui di seguito cercheremo di indicare per sommi capi i motivi per i quali si ritiene di dover procedere penalmente nei confronti del Sig.Giuliano Ferrara.
1) Art. 656 c.p. (Pubblicazione o diffusione di notizie false, esagerate o tendenziose, atte a turbare l’ordine pubblico)
Nella fattispecie, la “notizia falsa” è che l’aborto sia un “omicidio”, e che le donne che abortiscono contribuiscano a commettere una “strage”.
L'omicidio secondo l'articolo 575 del vigente codice penale consiste nel cagionare "la morte di un uomo". L'art. 578 punisce "La madre che cagiona la morte del proprio neonato immediatamente dopo il parto, o del feto durante il parto...".
Pertanto, le leggi penali vigenti prevedono l'omicidio vero e proprio nel senso della morte procurata di un uomo, cioè di una persona (maschio o femmina) già venuta al mondo3, da quando è uscita dalla sfera (riproduttiva) materna in poi; oppure di un neonato appena partorito, fino al caso estremo di un feto durante il parto (naturale).
Quindi, non è considerato, e non è (mai stato, neppure dal Codice penale prima della legge n.194/1978) omicidio l'aborto, neppure negli ultimi giorni della gravidanza, purchè precedenti le doglie.
Non si tratta, nel caso della “campagna” del Ferrara, di una libera manifestazione del proprio pensiero, in quanto egli accusa le donne che hanno interrotto la gravidanza (come è il caso della/e scrivente/i) o intendano abortire, come mandanti di “omicidio” e colpevoli di concorso in “strage”. Diverso sarebbe il caso se il Ferrara, o chi per lui, proponesse di riformare la legge attuale sull’I.V.G. (anzi, lo ha negato pubblicamente); oppure di riformulare l’art. 575 del codice penale; così come lo stesso art. 1 del codice civile. E, soprattutto, nelle more di queste eventuali riforme, se si limitasse a criticare la legislazione vigente, senza accusare pubblicamente, a destra e a manca, decine di migliaia di donne di omicidio e di strage, provocando così il “turbamento dell’ordine pubblico” di cui all’art.656 c.p.
2) Art. 658 c.p. (Procurato allarme presso l’Autorità)
Date le stesse premesse di cui sopra, le pubbliche affabulazioni del Sig.Ferrara, che rimbalzano dalla carta stampata alla televisione, passando per la radio, pubbliche conferenze e comizi, amplificandosi fino a diventare ossessive, possono essere equiparate all’annunzio di pericoli (“omicidi perfetti”, “genocidio”), inesistenti, che possono suscitare – e di fatto suscitano - allarme presso l’Autorità. Vedasi il grave episodio di Napoli, quando il 12/02/2008, la polizia è intervenuta al Nuovo Policlinico, sul presupposto che si stesse perpetrando un “feticidio”, quando invece si trattava di una normale e regolare interruzione volontaria di gravidanza. In un clima diverso, non si sarebbe verificato un fatto così grave ed allarmante.
Addirittura, il Sig. Ferrara, parlando del suicidio del ginecologo Ermanno Rossi di Rapallo, afferma che “emergeva la realtà di un bambino ucciso per un reality”, che gli aborti sono “uccisioni seriali” , ecc. (v. Il foglio, 13/3/08).
3) Art. 595, comma 3, c.p. (Diffamazione a mezzo stampa)
L’”altrui reputazione” è quella delle donne che hanno abortito, o lo hanno deciso, o stanno per farlo: in primis, la reputazione della/e scrivente/i. L’ “offesa” consiste nell’attribuire una responsabilità omicidiaria a chi ne è assolutamente, e senza alcun dubbio, esente. Il “fatto determinato” è l’aborto. L’offesa è stata ed è arrecata, quotidianamente, a partire dal 19/12/2007, a mezzo stampa e strumenti radio-televisivi.
4) Art. 660 c.p. (Molestia o disturbo alle persone)
Le reiterate esternazioni pubbliche petulanti del Ferrara di cui sopra hanno arrecato molestia e disturbo alla/e scrivente/i, così come – si presume - a migliaia di donne come lei. Da quando è iniziata la campagna del Ferrara la scrivente soffre di disturbi del sonno, nonché di disappetenza. Per “petulanza” si intende – in genere - arroganza, presunzione, maleducazione, impertinenza, insolenza, invadenza, insistenza, cioè tutto il contrario di riguardo, educazione, discrezione, riservatezza. Tutto ciò pare ravvisabile nella condotta del Ferrara.
* * *
Per tutto ciò premesso ed esposto, la/e Sig.ra/re/ine … …, rapp.ta/e e difesa/e dall’Avv. Sami Behare del foro di Milano, sporge/sporgono denuncia-querela nei confronti del Sig. Giuliano Ferrara, Direttore Responsabile del quotidiano Il Foglio, e per l’effetto
c h i e d e / chiediamo
che il Sig. Giuliano Ferrara venga perseguito ai sensi di legge, per i reati che
[Città], li [data]
F.to: ……………………
1 Ferrara ha presentato l'invio della lettera all'ONU davanti al pubblico il 2 febbraio 2008 al Teatro Manzoni di Monza. Il testo integrale della sua prolusione è stato pubblicato su Il Foglio il 18 febbraio.
3 V. anche art.1 Codice civile: "La capacità giuridica si acquista al momento della nascita. I diritti che la legge riconosce a favore del concepito sono subordinati all'evento della nascita".
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La Nazione 30//08/07 - pag. XXII. PONZANO MAGRA —FORSE SI TRATTA solamente di una leggenda senza alcun fondamento storico, ma ancora oggi a Ponzano Magra se ne sente raccontare: c’era una miniera, dimenticata ai giorni nostri, ma ben nota ai Romani, e filoni di metallo prezioso, in altri tempi ed altri secoli, attraversavano la sommità del monte, ora noto come Nuda di Ponzano, e il suo «gemello», la Nuda di Falcinello. Non lignite, come nelle note cave di Castelnuovo, ma addirittura argento. Il nobile metallo sarebbe stato estratto e sfruttato intensamente dai Romani, fino ad esaurirlo e a condurre al totale abbandono della zona. La Nuda di Ponzano appare oggi come un monte spoglio, privo di vegetazione e composto da roccia molto friabile, che colpita dal sole emana riflessi luccicanti, tanto da aver potuto facilmente far nascere la favola di una antichissima e ricca miniera dimenticata da riportare alla luce. «Ponzano (letteralmente podere di Ponzio) è sicuramente un toponimo romano», ha spiegato l’archeologa Monica Baldassarri, durante una visita guidata agli scavi attorno al castello della Brina, vicino Ponzano Alto, che si stanno concludendo in questi giorni. Gli archeologi, portando alla luce le rovine del castello, hanno trovato alcune monete sicuramente di epoca romana. «Lo si capisce perché sono molto più spesse e pesanti delle altre e perché alcune sono spezzate, dato che spesso venivano scambiate sulla base del peso». Questi ritrovamenti non bastano tuttavia a rafforzare l’ipotesi di una presenza stabile dei Romani in queste località. Gli archeologi confermano: «avevamo sentito della storia delle miniere, ma non ci sono tracce né nei documenti né nei reperti che la possano far apparire qualcosa di più di una semplice leggenda. Tuttavia sarebbe interessante approfondire che cosa abbia fatto sì che sia stata tramandata, intatta, fino ad oggi».DUNQUE, quella dell’argento di Ponzano, sembrerebbe solo una bella favola. Pare invece che nei pressi del castello della Brina ci fossero miniere di lignite, simili a quelle di Castelnuovo, che furono sfruttate fino al secolo scorso. Dopo sei anni di scavi attorno ai resti del fortilizio, anche se rimangono ancora zone da indagare e da esplorare, sembra però improbabile poter trovare traccia di un insediamento stabile di epoca romana, che testimonii qualcosa di più di una semplice presa di possesso. I Romani, che avevano il loro «quartier generale» nella città di Luni, avrebbero lasciato una traccia nel solo toponimo «Ponzano». Solo in epoca alto-medievale, in tempi in cui le pianure erano malsicure ed esposte a scorrerie e predoni, la popolazione locale si sarebbe spostata sulle alture, andando a popolare i siti della Brina, di Falcinello e di Ponzano Alto.Ma l’intera questione meriterebbe specifici e ulteriori approfondimenti.
Anna Chella
Uno dei motivi che ci indurranno a non approvare il bilancio preventivo del Comune è il preventivato aumento dei proventi da infrazioni al codice della strada.
Il fatto non è rilevante per la supposta assurdità del ragionamento di chi prevede che i cittadini compiano più contravvenzioni ad una determinata normativa ma proprio per la ragione contraria. Prevedere un aumento di questi introiti infatti è purtroppo del tutto logico anche se politicamente e amministrativamente inaccettabile. Oltre che preventivato infatti tutto ciò è per così dire “premeditato” esattamente come un delitto, che in questo caso vede come vittima il commercio cittadino.
Un numero maggiore di multe per divieto di sosta si farà proprio perché entrerà in funzione quell’assurda normativa nota come “piano del traffico e della sosta”, che renderà la circolazione ancora più caotica e soprattutto diminuirà la disponibilità di posti auto. Non trovando posto in centro più cittadini saranno costretti a lasciare l’auto in divieto di sosta e ci saranno più multe, con grande gaudio delle casse del comune. Ma tutto ciò non solo si può configurare come un aumento mascherato dell’imposizione fiscale nei confronti di chi sarà costretto, e ripeto costretto, ad infrangere la legge ma anche come un irresponsabile invito a visitatori e compratori a non venire in città.
Insomma da una parte si afferma di voler rivitalizzare il commercio cittadino e dall’altra si fa di tutto per affossarlo. Tutto ciò è veramente scandaloso in assenza di adeguate zone di sosta in centro ed è aggravato ancor di più dal fatto che non ci sono allo studio progetti in tal senso.
Anche per questo riproporremo a breve la richiesta di realizzare un posteggio da 500 posti auto al Colombarotto, ma intanto non possiamo fare a meno di segnalare quanto sta accadendo alle spalle dei cittadini e degli esercenti commerciali e di chiedere ancora una volta la non applicazione del piano della sosta fino a quando non saranno realizzati capienti parcheggi in centro (e sottolineo in centro).
Lanmarco Laquidara
La Porto s.p.a. ha preso in giro il Sindaco Zubbani, l'Assessore Regionale Riccardo Conti e l'intera classe politica e sindacale. In realtà, dopo aver ritirato il licenziamento nei confronti di Andrea Bogazzi, ieri pomeriggio, ha inviato al lavoratore una sospensione dal lavoro e dallo stipendio per dieci giorni. Questi non apparivano i termini della trattativa, anche perchè, una sanzione disciplinare di questo tenore, inserita nel fascicolo del dipendente, apre le porte ad un licenziamento certo alla prima futile occasione. E questa pare oramai la volontà della Porto. Dispiace l'attenzione pubblicitaria che la stampa ha concesso in questi giorni a questa azienda, ad Enrico Bogazzi a Filippo Nardi ed a tanti che sostengono nell'ombra decantandone le proprietà terapeutiche e taumaturgiche di questa Azienda salvifica del territorio. Una vicenda nata male, finita peggio. Una città in ginocchio, un sindaco piegato. Nulla di nuovo. Il nuovo corso segue il vecchio.
LAMEZIA TERME. “Sulla freddezza a Giordano ho notizie diverse. In ogni caso non bisogna aspettare la campagna elettorale per conoscere una difficoltà. Chi conosce le posizioni mie e della Sinistra Arcobaleno sa che questo elemento è stato indicato come un punto centrale della vicenda politico-culturale italiana”. Lo ha affermato Fausto Bertinotti parlando a Lamezia Terme con i giornalisti prima di recarsi ad una manifestazione a Cosenza, commentando la freddezza degli operai di Mirafiori verso i comizi dei leader della sinistra. “Quando sono stato - ha proseguito - nei giorni seguenti alla tragedia Thyssenkroup, durante lo sciopero effettuato dai sindacati ed alla manifestazione, ebbi a dire, conoscendo bene Torino e gli operai, che si erano richiusi i cancelli delle fabbriche. Quei cancelli, che erano stati aperti nella grande riscossa operaia e studentesca a partire dal ‘68 e ‘69 e che aveva animato tutti gli anni settanta, erano stati chiusi dagli ultimi 25 anni. Dopo l’80 - ha aggiunto Bertinotti - è cominciata una storia drammatica per cui le politiche di impresa, le politiche liberiste, hanno avuto il sopravvento sui lavoratori che, giustamente, non si sono sentiti protetti, considerati. Il noi dei lavoratori è diventato un noi dentro la fabbrica”.
Una mia amica, per uno speciale sulla storia dell'anarchia di rai educational, sta cercando immagini dell'incendio al teatro diana di milano, 1921. l'istituto luce non fornisce nulla antecedente al 1924. hai idea di come possa reperire un po' di materiale, magari solo una foto? ti ringrazio. Inviare ad andrea.lazzari9@virgilio.it, oppure contattare Susanna Schimperna.
La Federazione Giovani Socialisti di Carrara si fa portavoce di un grave problema che in questi giorni è causa di preoccupazione per alcuni nostri concittadini . E' noto che a breve partiranno i lavori di riqualificazione della centralissima Piazza Gramsci, nella quale è sita una storica edicola che da oltre un secolo informa generazioni i carraresi.I titolari di questo esercizio , una giovane coppia che coraggiosamente ha deciso di costruirsi un futuro investendo decine di migliaia di euro, assistono da mesi ad una ridda di voci e dichiarazioni a mezzo stampa sul destino che dovrebbe avere la loro struttura che, a seconda degli umori del presidente della Circoscrizione Centro, Gianpaolo Pezzica, viene spostata quotidianamente da un angolo all' altro della piazza.I Giovani Socialisti, nel rispetto del valore di un esercizio storico, ma anche in considerazione del diritto di due giovani a vedere riconosciuti il loro impegno ed i sacrifici per costruirsi una piccola attività commerciale che dia loro un futuro, tenuto conto del fatto che nel mese di dicembre la circoscrizione ha discusso il problema senza informarne i titolari, ritengono tardive, ed irricevibili per i tempi e per i modi, le proposte di spostamento avanzate come un Diktat ai titolari che meriterebbero maggiore rispetto come cittadini e come fornitori di un servizio a tutta la cittadinanza.Non sappiamo se il presidente della Circoscrizione, sempre pronto a difendere la storia e le tradizioni del centro storico sia mosso dagli stessi sentimenti quando impone un incomprensibile (ed oneroso?) trasloco dell’edicola, proponendo anche soluzioni fantasiose che prevedono addirittura la sua collocazione all'interno dei locali della Cassa di Risparmio.È vero che cultura ed informazione sono beni preziosi, ma collocare un’edicola all’interno di una Banca sarebbe un primato quanto meno europeo!La Federazione Giovani Socialisti esprime perciò la propria solidarietà agli edicolanti, simbolo di una piccola imprenditoria giovanile che non riesce ad affermarsi e si augura che il sindaco, Angelo Zubbani, possa trovare, magari con minore fantasia di Pezzica, una soluzione adeguata che per noi è e resta quella di lasciare l’edicola dove si trova oggi e dove i carraresi l’hanno sempre vista.Resta incomprensibilmente prepotente il comportamento del presidente Pizzica, che appare più avversario che amico dei cittadini, più impegnato a soddisfare le necessità della propria immagine pubblica che a tessere un serio dialogo con i cittadini-esercenti, in stridente contrasto con i metodi che l’amministrazione guidata da Angelo Zubbani ha cercato di seguire in questi mesi per avvicinare le istituzioni e gli amministratori ai cittadini, soprattutto a quelli che lavorano duramente e rischiano sulla propria pelle.
Alessandro Maggiani , Luca Pugnana Federazione Giovani socialisti